...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 22 marzo 2016

pranzi di pasqua

li ho progettati e realizzati per molti anni.
p. cominciava una settimana e più prima a decidere cosa
comprare e cucinare..c'era sempre ovviamentel'abbacchio preferibilmente

al forno.
poi le varianti al tegame, poi le separazioni tra coscio e spalla, e quale piacesse a chi eccetera...
l'abbacchio
era da uccidere, da ordinare al pecoraio. al pastore. in campagna. direttamente.

poi i carciofi...andarli a prendere sul campo è più
bello.sono più buoni.

eccellenza di cibarie.
poi p. faceva anche le pastiere, che ci vuole molto tempo
e molti ingredienti. e poi le cuoceva in forno.

il forno sempre acceso, per fare anche il pane. 
ci teneva e ci tiene alla qualità. del cibo. della vita.certamente non ha più il mio aiuto. che apprezzava tanto.
la coordinazione. gli inviti, i consigli pratici.gli davo un grosso aiuto nel preparare i pranzi. di pasqua. di natale.
le merende pasquali con i salami e uova sode. che poi nessuno li
mangiava molto, ma "è tradizione". 

già eravamo pochi di famiglia...
poi negli ultimi anni a me non andava di invitare nessuno,
specie i cognati, gli zii e zie... negli ultimi anni mi ero proprio stufata di cucinare.

sono andata sempre peggiorando da quel punto di vista.
mi piace mangiare ma non mi piace più faticare a preparare per gli altri.
erano tutti così deliziati dal mio impegno ed ora sono tutti sofferenti.
come orfani improvvisamente.


non so che farci. e non voglio farci nulla.
per ora sto bene starò bene dove andrò.
anche da sola,il che significa anche non preparare nulla.


va bene così per ora va molto bene così.

troppo cibo troppa esaltazione per il cibo. troppa carne troppo di tutto.

basta con tutto questo cibo. con tutte queste calorie. il cibo uccide. 
lo diceva sempre mio padre.
troppo cibo uccide, aveva ragione.

lunedì 21 marzo 2016

mad

si parte.

mai come stavolta ho il timore che accada qualcosa.

dice a. che è il mio perenne senso di colpa inconscio.

direi che invece mi sentirò al sicuro solo quando mi lascerò alle spalle
la famiglia. che mi appare sempre bisognosa di molte cure, le mie.

sì dovrei diventare ancora più egoista di quanto sono di quanto sono accusata di essere.

perché tutti bisognosi di aiuto e conforto e supporto poi quando me ne vado
rompono con l'infelicità. si può vedere proprio nei loro occhi quanto soffrano
che io vada via, a svagarmi un pò.


sì la solitudine evita questi ripensamenti queste nostalgie.
essere soli significa non aver nessuno cui ripensare quando ti chiudi la porta di casa
alle spalle in assoluto silenzio ed indifferenza.

almeno qualcosa di positivo c'è.

mercoledì 16 marzo 2016

case...

tutto bene...se non che un ritorno in una casa mi ricorda un andare che fu assai più entusiasticamente felice, qualche anno fa, pur nel marasma emotivo assoluto che vi si accompagnava... assordante la discordanza del sentire tra le due occasioni.

un ritorno in una casa. la casa della madre. perché io ho la casa del padre e la casa della madre...
i miei furono antesignani della separazione, sebbene mai separati legalmente.
si adattarono ai propri desideri senza rompere il matrimonio.

forse avrebbero potuto dare qualche lezione a chi oggi rompe troppo facilmente.


bene, il blog langue, ma ci sono altre amicizie reali che si impongono. ed i veri rapporti si
mantengono anche nella scrittura privata. perciò non sono dispiaciuta di non poter devolvere
maggior tempo a questo diario.
però mi piace ancora confidarmi con voi sconosciuti.
anche se non andare nei blogs altrui a commentare produce il risultato di non essere letti...

pazienza.


venerdì 11 marzo 2016

non otto

quest'anno mi ero detta che non volevo festeggiare no, l'ottomarzo proprio no.

ma non intendevo che mi capitasse quel che è capitato, una nottata in ospedale, una giornata a vagare con un sacco di plastica contenente i suoi vestiti  tra i vari ambienti in un ospedale, attenendo ambulanze che non arrivano, esami tac da altri ospedali, e fuori della sala operatoria il responso per un'operazione che non si sa proprio come si concluderà, il tutto in un arco di dodici ore dodici, con
scelte e firme da apporre in totale responsabilità personale ed unica..

la prospettiva di poter perdere l'unico genitore rimasto in così poco tempo mi ha fatto crollare.
per fortuna dopo l'operazione si sono concretizzate le prospettive migliori, tra quelle prospettate.

così passato il pericolo sono stata raggiunta dal resto della famiglia.
ma si sa che i momenti peggiori si affrontano da soli.

per ora restano altri problemi pratici che si affronteranno con il buon senso.

pericolo passato. la vecchia signora mi ha sfiorato ancora. passando oltre.

venerdì 4 marzo 2016

In - Coerenza

""

"Un certo livello di coerenza tra valori interni ed atteggiamenti e comportamenti, certo è indice di una buona salute mentale, di un carattere integro. Ma quando prende piede nella nostra vita – da parte nostra o nelle relazioni – la sempre più moralistica richiesta (o meglio “pretesa infantile”) di volerci a tutti costi individui “coerenti”, non “contraddittori”, allora è bene ricordarsi che una spasmodica coerenza, un voler essere coerenti in maniera troppo ricercata – e quindi non spontanea –  è qualcosa di contronaturale all’essere umano, all’individuo chiamato uomo.
Per natura, una troppo ricercata “coerenza” è lontana dalla natura dell’anima umana, che è invece piena di contraddizioni, multisfaccettata, poliedrica, contenente l’alto e il basso, l’eccelso e l’abietto, il nero e il bianco, il volere una cosa e poi volere il suo opposto subito dopo (o allo stesso tempo!"


(dal web)

mercoledì 24 febbraio 2016

Potere

Ognuno esercita il potere.
"Ognuno esercita il potere attraverso il filtro della propria anima. Se è sporca, il potere è offensivo, se è pulita, il potere è al servizio degli altri."


Quelle tra virgolette sono in un post di un blogger amico. Le ho copiate.
Chissà perché mi hanno colpito tanto.

Ho chiesto il permesso di usarle. Ma non ho atteso risposta. Spero non me ne voglia.
Del resto l'ho citato. Ho esercitato un piccolo potere anche io.

lunedì 22 febbraio 2016

nello specchio..

a volte penso che una autocritica giusta da farmi sia il rapportarmi alle
persone seguendo i loro sentimenti, le cose che esprimono nei miei
confronti.

eppure questo è quasi l'unico modo che un essere umano possa e debba
seguire.
o perlomeno l’unico che applico istintivamente.
corretto, in seguito, dalle proprie necessità e desideri ovviamente.

perciò cambio costantemente…. 
tanto costantemente quantogli altri cambiano nei miei confronti.

ed in questo sono sensibile come una piuma.

perciò posso essere pesante come una pietra.

uno specchio. se gli altri si rispecchiano in me anche io mi rispecchio negli altri.

e quello che io dico di loro non vogliono a volte accettarlo.
gli sembra impossibile che loro siano possano essere anche
ciò che io dico. come io fatico ad accettare ciò che loro dicono di me.

anche tu che rifiuti di riconoscerti nelle mie descrizioni

anche tu sei anche quello che io ti dico tu sia.