...
"Non possedere
qualcosa che si desidera
è parte essenziale della felicità"
domenica 27 luglio 2014
civilta del 21mo secolo
angoscia da tre settimane, da quando un mio amico statunitense di origine palestinese ha iniziato a postare su fb immagini di corpicini straziati di bambini...per un po' le ho ignorate, non volevo credere, mi sembrava solo propaganda del peggior tipo.
ma dopo un po' mi sono detta che non potevo continuare a far finta di niente, non potevo voltare la testa facendo finta che non esistessero, e tra le comunicazioni dei vegani e degli animalisti vari le immagini di bambini fatti a pezzi, smembrati dalle bombe e senza testa, e di giovani usati come scudi da soldati agguerriti, e il rumore delle bombe dai video li ho cominciati a condividere.
piano piano in tutto il mondo la gente ha cominciato a protestare...manifestazioni ovunque, ed anche qui a roma.. quasi una al giorno. a cui non sono potuta andare solo perché convalescente a casa, impossibilitata.
un bel silenzio assordante quello del nostro governo, perché poi ho saputo che noi vendiamo le armi agli israeliani sionisti... e mi fa specie dei tanti compagni del cazzo che sono finiti a votare per il pd, e che si dovrebbero solo vergognare.
vi risparmio la carne macellata ed il sangue che ho visto finora, veramente orribile. ma questa foto parla da sola.
che immenso disastro...mentre noi ci lamentiamo del tempo e dei cagnini abbandonati, questi sono i risultati della nostra splendida civiltà.
giovedì 24 luglio 2014
Prato
Sono ai margini di un vastissimo prato verde che si perde all'orizzonte. L erba e' alta ed il vento la agita. Sono sul bordo del prato e sto per addentrarmi nell' erba altissima, che vuole toccarmi, accarezzarmi, circondarmi ed avvolgermi in un abbraccio forte, infinito...
Sono totalmente arresa alla dolcezza e bellezza, so che mi inoltrerò e mi lascerò andare agli abbracci, che non ci sarà più nulla che importi davvero se non questo inoltrarsi e compiacersi di abbandonarsi totalmente ... Eppure temo. Temo qualcosa di indistinto e vago, come se l abbandono potesse celare un pericolo, indistinto e vago come fumo...
Sono totalmente arresa alla dolcezza e bellezza, so che mi inoltrerò e mi lascerò andare agli abbracci, che non ci sarà più nulla che importi davvero se non questo inoltrarsi e compiacersi di abbandonarsi totalmente ... Eppure temo. Temo qualcosa di indistinto e vago, come se l abbandono potesse celare un pericolo, indistinto e vago come fumo...
lunedì 21 luglio 2014
a raccontarla...
...ho sentito la ruota dello scooter scivolare, ero il passeggero, ed ho capito che saremmo caduti. Ma non m aspettavo quel tremendo colpo al capo, che sebbene attutito dal casco mi ha fatto svenire.
Così non ho avuto nessuna difesa e cadendo a terra mi sono rotta il naso, il casco non era integrale, e gli occhiali metallici mi hanno tagliato sopra il sopracciglio. Tre punti. Oggi me li tolgono.
Non so quanto dopo ho iniziato a vedere, ad occhi chiusi, una luce gialla chiarissima, ma un gran silenzio, percepivo solo che ero sdraiata sulla schiena.
Non ho sentito nulla nella caduta, ero priva di sensi. Nessun dolore ne al naso, ne al taglio, ne le altre abrasioni e colpi...
In quella luce gialla ho iniziato a sentire una voce che mi chiamava, poi mi prendevano il braccio..ma io non potevo muovere il braccio, ne rispondere.
Dopo un po' ho aperto,gli occhi è riacquistato il controllo del corpo...mi sono alzata, mi facevano alzare e sebbene confusa l ho fatto...ha iniziato a scendermi tanto sangue sull occhio destro, più mi pulivo più mi imbrattavo le mani, la maglietta. Una ragazza mi porgeva dei fazzoletti. Mi han fatto sedere sull'erba del ciglio, e' arrivata la autoambulanza, ci sono salita, mi sono sdraiata, mi han messo quell affare per il collo, che mi soffocava... Il viaggio verso l ospedale e' stato tremendo, le autoambulanze sono vecchie, prive di ammortizzazione..
Mi han fatto ogni tipo di indagine. Sono stata fortunata.
Ho affrontato tutto senza una lacrima, ed ero sola. Ho avvertito la famiglia solo verso sera.
So che devo farcela sempre da sola.
Solo martedì, a casa dopo due giorni in osservazione in ospedale, ho avuto un piccolo crollo emotivo.
Una jella. Era il primo giorno in cui uscivo dopo una settimana di virus che mi aveva costretta.
La vita, come dicevo ieri ad una amica, mi sta riservando troppo. Troppo di tutto.
Ma fortunata, a raccontarla.
Così non ho avuto nessuna difesa e cadendo a terra mi sono rotta il naso, il casco non era integrale, e gli occhiali metallici mi hanno tagliato sopra il sopracciglio. Tre punti. Oggi me li tolgono.
Non so quanto dopo ho iniziato a vedere, ad occhi chiusi, una luce gialla chiarissima, ma un gran silenzio, percepivo solo che ero sdraiata sulla schiena.
Non ho sentito nulla nella caduta, ero priva di sensi. Nessun dolore ne al naso, ne al taglio, ne le altre abrasioni e colpi...
In quella luce gialla ho iniziato a sentire una voce che mi chiamava, poi mi prendevano il braccio..ma io non potevo muovere il braccio, ne rispondere.
Dopo un po' ho aperto,gli occhi è riacquistato il controllo del corpo...mi sono alzata, mi facevano alzare e sebbene confusa l ho fatto...ha iniziato a scendermi tanto sangue sull occhio destro, più mi pulivo più mi imbrattavo le mani, la maglietta. Una ragazza mi porgeva dei fazzoletti. Mi han fatto sedere sull'erba del ciglio, e' arrivata la autoambulanza, ci sono salita, mi sono sdraiata, mi han messo quell affare per il collo, che mi soffocava... Il viaggio verso l ospedale e' stato tremendo, le autoambulanze sono vecchie, prive di ammortizzazione..
Mi han fatto ogni tipo di indagine. Sono stata fortunata.
Ho affrontato tutto senza una lacrima, ed ero sola. Ho avvertito la famiglia solo verso sera.
So che devo farcela sempre da sola.
Solo martedì, a casa dopo due giorni in osservazione in ospedale, ho avuto un piccolo crollo emotivo.
Una jella. Era il primo giorno in cui uscivo dopo una settimana di virus che mi aveva costretta.
La vita, come dicevo ieri ad una amica, mi sta riservando troppo. Troppo di tutto.
Ma fortunata, a raccontarla.
giovedì 10 luglio 2014
pudori
sempre una sorta di pudore innaturale, una sofferenza il tendere alla propria personale soddisfazione,
come sentirsi in debito verso le infelicità degli altri, timore di essere felice a prescindere.
che poi gli altri esaltano le proprie infelicità anche se hanno tutti i mezzi che a te mancano, per essere felici.
e se sono felici non te lo vengono a dire. paga di più farsi compatire.
come sentirsi in debito verso le infelicità degli altri, timore di essere felice a prescindere.
che poi gli altri esaltano le proprie infelicità anche se hanno tutti i mezzi che a te mancano, per essere felici.
e se sono felici non te lo vengono a dire. paga di più farsi compatire.
mercoledì 9 luglio 2014
giovedì 3 luglio 2014
Sarebbe bello.
Quando riceviamo un offesa, uno,sgarbo, non riusciamo a trattenere la voglia di "passarlo" a qualcun altro.
Sarebbe bello che per ogni bella azione o bella considerazione che riceviamo mettessimo in atto lo stesso meccanismo...sarebbe bello se ogni bella azione, pensiero e parola che riceviamo, ogni giorno, la mandassimo fuori di noi..ingenerando un effetto domino che si spandesse nell universo, in tutte le direzioni.
Sarebbe bello,si.
Sarebbe bello,si.
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