sempre una sorta di pudore innaturale, una sofferenza il tendere alla propria personale soddisfazione,
come sentirsi in debito verso le infelicità degli altri, timore di essere felice a prescindere.
che poi gli altri esaltano le proprie infelicità anche se hanno tutti i mezzi che a te mancano, per essere felici.
e se sono felici non te lo vengono a dire. paga di più farsi compatire.
16 commenti:
dal mio punto di vista, ovvero dell'egoismo etico, la propria soddisfazione non è mai in contrasto con quella altrui. può esserlo con le aspettative o pretese. ma questo è un altro discorso. ciao
in debito si è solo che la propria felicità nasce dalla cattiveria gratuita. ma la felicità sana è un bene da accogliere, proteggere dagli invidiosi e tenerlo per se o condividere con poche fidate persone.
In genere, egoista etico, si tenta di soddisfare le aspettative. Che cos'altro può dare soddisfazione altrimenti ?
Si ..proteggere dagli invidiosi. Ah ecco il motivo per cui tendono a dare un immagine distorta ...
Quindi ancora è sempre ipocrisia imperante per salvarsi la vita !!!
l'unico bene (o soddisfazione) è il bene stesso, ovvero ciò che non può essere sottratto, perso. chiamalo logica o spirito o libertà, come preferisci
E cos e questo bene se non noi stessi ??? Noi siamo il bene da preservare e beneficiare con le soddisfazioni che ci possiamo concedere. Altrimenti non so che cosa sia il 'bene' per te...una entità astratta ed incorporea??
la felicità oggi è innaturale e per questo fa paura...
In genere quando si è felici lo si è, punto e a capo! Perché il solo pensiero del difendersi dalla gelosia altrui, il dover piangere per farsi compatire ( a che scopo ...boh?)... automaticamente esclude di fatto l'essenza della felicità ... stato di "levitazione" dello spirito e dei sensi nonché ... del corpo:-) che se ne frega di tutto e di tutti, perché si è appunto felici:-)
Però come si alterna il giorno alla notte, il sole alla pioggia ... così non si può essere sempre felici o sempre infelici ... e l'infelicità è il lievito essenziale per saper apprezzare i momenti di felicità, perché in fondo la felicità consapevole è fatta di momenti indimenticabili, oppure di momenti vissuti e che solo a posteriori vengono giudicati felici, quando le circostanze della vita ci fanno comprendere cose che un tempo ignoravamo.
Le difficoltà della vita, così come le persone sgradevoli, gli avvenimenti critici, le disavventure sono essenziali alla propria crescita ... alla propria evoluzione e trasformazione da fanciulli a esseri adulti!
Si può essere felici anche nel fare grossi sacrifici, subendo privazioni e sopportando l'indicibile ... se fatto con amore e per il bene di chi amiamo veramente e profondamente. Francamente il giudizio altrui e la conseguente invidia, sarebbe del tutto ininfluente ed irrilevante!
mi correggo!
è del tutto ininfluente ed irrilevante .
Sono cresciuta con l'insegnamento che non si deve mai gioire, pena castighi Divini.
Sono cresciuta, parecchio, e con la maturità ho capito che si DEVE cercare di essere felici. E ne abbiamo tanto più merito se sappiamo trarre felicità dal quotidiano, anche se non abbiano una vita stratosferica.
Io cerco di rendermi felice: se non sono io ad amare me stessa, chi può farlo?
Un abbraccio
hai scritto una grande verità, un morbo molto diffuso che tutti o quasi ignorano, esiste la paura di essere felici, esiste eccome, il terrore di essere felici nasce dalla convinzione di dover pagare conti: "non voglio stare troppo bene perché poi va a finire che mi capita qualcosa di brutto". Un retaggio culturale/religioso difficile da estirpare.
TADS
Eppure tads...ho avuto una grande felicità'..proprio in questi giorni...ed ho avuto immediatamente una cosa brutta, che sto pagando personalmente, con sofferenza. Come non aspettarmi sempre questa alternanza??? Come non pensare che ci siano forze avverse alla mia felicità?
Oh Ele,non sai quanto sono affine al tuo sentire. Ci sono felicità che comportano infelicità altrui. Ma ci son felicità sane,di sano egoismo,che non bisogna giustificare nè giustificarsi. Tutti vogliono essere felici.E tutti meritano di esserlo. Tanto più che la felicità è fatta solo di attimi. Tutto ha un prezzo. Ma devi per forza pensare che ci sia un prezzo anche per quello che stai vivendo? Dal di fuori,io,penso che il prezzo è già insito in quel che vivi. Se hai capito quel che intendo. Almeno per me,è così. Ti abbraccio!! :-)
Leggo la citazione che hai nella home del tuo blog..sembra affine,almeno a quel che vivo io. E mi rendo conto che è difficilissimo per me, accettare che sia così.
La risposta è piu' semplice del
previsto: fatti i c. tuoi che
campi cent'anni
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