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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


mercoledì 30 luglio 2014

Partirà...la nave partirà..

Eccoci.
E' arrivato il giorno fatidico, della partenza.
Non sarà in nave no, almeno la prima parte in aereo, poi nave..in un paese bellissimo e lontanissimo. Un sogno ne cassetto di tanti tanti anni fa, che nonostante le recenti e passate vicissitudini di un anno vissuto molto faticosamente, sta per realizzarsi.

Dirò tutto al ritorno....
Sempre che torni, non si sa mai. Perché si può anche decidere di non tornare no??

Un caro abbraccio a tutti gli amici e conoscenti, a presto. Forse.

Adieu.

lunedì 28 luglio 2014

Macro luglio

la mostra, free, si intitola Urban Legends



questo è il quadro che mi piaceva di più, peccato non sia a fuoco

questa dedica non l'ho scritta io però ci stava

domenica 27 luglio 2014

una spiegazione

Per capire qual è uno degli obiet­tivi dell’attacco israe­liano a Gaza biso­gna andare in pro­fon­dità, esat­ta­mente a 600 metri sotto il livello del mare, 30 km al largo delle sue coste. Qui, nelle acque ter­ri­to­riali pale­sti­nesi, c’è un grosso gia­ci­mento di gas natu­rale, Gaza Marine, sti­mato in 30 miliardi di metri cubi del valore di miliardi di dol­lari. Altri gia­ci­menti di gas e petro­lio, secondo una carta redatta dalla U.S. Geo­lo­gi­cal Sur­vey (agen­zia del governo degli Stati uniti), si tro­vano sulla ter­ra­ferma a Gaza e in Cisgiordania.
Nel 1999, con un accordo fir­mato da Yas­ser Ara­fat, l’Autorità pale­sti­nese affida lo sfrut­ta­mento di Gaza Marine a un con­sor­zio for­mato da Bri­tish Gas Group e Con­so­li­da­ted Con­trac­tors (com­pa­gnia pri­vata pale­sti­nese), rispet­ti­va­mente col 60% e il 30% delle quote, nel quale il Fondo d’investimento dell’Autorità ha una quota del 10%. Ven­gono per­fo­rati due pozzi, Gaza Marine-1 e Gaza Marine-2.
Essi però non entrano mai in fun­zione, poi­ché sono bloc­cati da Israele, che pre­tende di avere tutto il gas a prezzi strac­ciati. Tra­mite l’ex pre­mier Tony Blair, inviato del «Quar­tetto per il Medio Oriente», viene pre­pa­rato un accordo con Israele che toglie ai pale­sti­nesi i tre quarti dei futuri introiti del gas, ver­sando la parte loro spet­tante in un conto inter­na­zio­nale con­trol­lato da Washing­ton e Londra.
Ma, subito dopo aver vinto le ele­zioni nel 2006, Hamas rifiuta l’accordo, defi­nen­dolo un furto, e chiede una sua rine­go­zia­zione. Nel 2007, l’attuale mini­stro della difesa israe­liano Moshe Ya’alon avverte che «il gas non può essere estratto senza una ope­ra­zione mili­tare che sra­di­chi il con­trollo di Hamas a Gaza». Nel 2008, Israele lan­cia l’operazione «Piombo Fuso» con­tro Gaza. Nel set­tem­bre 2012 l’Autorità pale­sti­nese annun­cia che, nono­stante l’opposizione di Hamas, ha ripreso i nego­ziati sul gas con Israele. Due mesi dopo, l’ammissione della Pale­stina all’Onu quale «Stato osser­va­tore non mem­bro» raf­forza la posi­zione dell’Autorità pale­sti­nese nei nego­ziati. Gaza Marine resta però bloc­cato, impe­dendo ai pale­sti­nesi di sfrut­tare la ric­chezza natu­rale di cui dispongono.
A que­sto punto l’Autorità pale­sti­nese imbocca un’altra strada. Il 23 gen­naio 2014, nell’incontro del pre­si­dente pale­sti­nese Abbas col pre­si­dente russo Putin, viene discussa la pos­si­bi­lità di affi­dare alla russa Gaz­prom lo sfrut­ta­mento del gia­ci­mento di gas nelle acque di Gaza. Lo annun­cia l’agenzia Itar-Tass, sot­to­li­neando che Rus­sia e Pale­stina inten­dono raf­for­zare la coo­pe­ra­zione nel set­tore ener­ge­tico. In tale qua­dro, oltre allo sfrut­ta­mento del gia­ci­mento di Gaza, si pre­vede quello di un gia­ci­mento petro­li­fero nei pressi della città pale­sti­nese di Ramal­lah in Cisgiordania.
Nella stessa zona, la società russa Tech­no­pro­mex­port è pronta a par­te­ci­pare alla costru­zione di un impianto ter­moe­let­trico della potenza di 200 MW. La for­ma­zione del nuovo governo pale­sti­nese di unità nazio­nale, il 2 giu­gno 2014, raf­forza la pos­si­bi­lità che l’accordo tra Pale­stina e Rus­sia vada in porto.
Dieci giorni dopo, il 12 giu­gno, avviene il rapi­mento dei tre gio­vani israe­liani, che ven­gono tro­vati uccisi il 30 giu­gno: il pun­tuale casus belli che inne­sca l’operazione «Bar­riera pro­tet­tiva» con­tro Gaza. Ope­ra­zione che rien­tra nella stra­te­gia di Tel Aviv, mirante a impa­dro­nirsi anche delle riserve ener­ge­ti­che dell’intero Bacino di levante, com­prese quelle pale­sti­nesi, liba­nesi e siriane, e in quella di Washing­ton che, soste­nendo Israele, mira al con­trollo dell’intero Medio Oriente, impe­dendo che la Rus­sia riac­qui­sti influenza nella regione. Una miscela esplo­siva, le cui vit­time sono ancora una volta i palestinesi.
(Il Manifesto, 27 luglio 2014)

civilta del 21mo secolo


angoscia da tre settimane, da quando un mio amico statunitense di origine palestinese ha iniziato a postare su fb immagini di corpicini straziati di bambini...per un po' le ho ignorate, non volevo credere, mi sembrava solo propaganda del peggior tipo.
ma dopo un po' mi sono detta che non potevo continuare a far finta di niente, non potevo voltare la testa facendo finta che non esistessero, e tra le comunicazioni dei vegani e degli animalisti vari le immagini di bambini fatti a pezzi, smembrati dalle bombe e senza testa, e di giovani usati come scudi da soldati agguerriti, e il rumore delle bombe dai video li ho cominciati a condividere.
piano piano in tutto il mondo la gente ha cominciato a protestare...manifestazioni ovunque, ed anche qui a roma.. quasi una al giorno. a cui non sono potuta andare solo perché convalescente a casa, impossibilitata.
un bel silenzio assordante quello del nostro governo, perché poi ho saputo che noi vendiamo le armi agli israeliani sionisti... e mi fa specie dei tanti compagni del cazzo che sono finiti a votare per il pd, e che si dovrebbero solo vergognare.

vi risparmio la carne macellata ed il sangue che ho visto finora, veramente orribile. ma questa foto parla da sola.
che immenso disastro...mentre noi ci lamentiamo del tempo e dei cagnini abbandonati, questi sono i risultati della nostra splendida civiltà.

giovedì 24 luglio 2014

Prato

Sono ai margini di un vastissimo prato verde che si perde all'orizzonte. L erba e' alta ed il vento la agita. Sono sul bordo del prato e sto per addentrarmi nell' erba altissima, che vuole toccarmi, accarezzarmi, circondarmi ed avvolgermi in un abbraccio forte, infinito...
Sono totalmente arresa alla dolcezza e bellezza, so che mi inoltrerò e mi lascerò andare agli abbracci, che non ci sarà più nulla che importi davvero se non questo inoltrarsi e compiacersi di abbandonarsi totalmente ... Eppure temo. Temo qualcosa di indistinto e vago, come se l abbandono potesse celare un pericolo, indistinto e vago come fumo...

arena 1