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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


domenica 6 maggio 2012

Casanatense

Approfittando dell'amplissima offerta di questa iniziativa, decidiamo di andare a scoprire questa Biblioteca Casanatense, in via di Sant'Ignazio.Un tempo ci si arrivava dalla sacrestia di Santa Maria sopra Minerva (sopra Minerva poichè costruita su un antico mitreo poi Tempio di Minerva) con una doppia scala a chiocciola, ma adesso no. Anzi a proposito di Santa Maria vorrei ricordare che tra le altre bellissime opere che contiene, c'è anche un dipinto che ritrae Torquemada, già noto come grandissimo inquisitore, ritratto mentre esercita la cristianissima protezione delle giovinette orfane, che pare fosse la sua attività prediletta...(sic). E dentro questa chiesa Galileo Galilei, dopo il processo, pronunciò l'abiura.


Questa biblioteca fu aperta nel 1701 per seguire le volontà del Cardinale Gerolamo Casanate, altro inquisitore, che lasciò alla sua morte 20.000  volumi e una fondazione che continuasse la sua opera di raccoglitore di tutto lo scibile stampato, soprattutto dei libri da mettere all'indice.

 Ci dice tutte queste cose più tante altre interessantissime sulla funzione censoria e formativa che questa biblioteca dell'ordine dei Domenicani ha esercitato fino al passaggio di tutta l'istituzione allo Stato Italiano appena formato, nel 1871.
Ora non vorrei dire tutto, cosicchè rimanga un pò di curiosità per questo luogo bellissimo, tuttavia non posso non menzionare, oltre a pregevolissime opere come il primo libro stampato in Italia, risalente al 1478 o giù di lì,  la ricchissima collezione di incisioni di tutte le epoche, tramite le quali la Biblioteca stessa ha organizzato negli anni delle mostre iconografiche che purtroppo ho perso tutte ahimè!

Che altro dire? Nulla, se non che questa Roma mi stupisce sempre e sempre di più, per la grande stratificazione storica che appena scavi un pò ti fa intravvedere...

sabato 5 maggio 2012

film

il film di stasera era L'altra verità, di Ken Loach... film duro, come spesso quelli di Loach. che mette sempre il dito nella piaga, non si compiace di girarci intorno, ai problemi.

"l'altra verità è quella inutile che si ottiene con la tortura, per cui la vittima è disposta ad ammettere ciò che l'aguzzino vuole sentire" leggo in una critica... ma non è un film sulla tortura, o non solo. è un film sulla guerra, in iraq, . ma anche sull'amicizia, e sul perdere se stessi, la propria umanità, per denaro.
il film dimostra che chi viene a contatto con la guerra non è più la stessa persona, viene in qualche modo danneggiata dallo stress emotivo e psichico. sebbene queste persone abbiano scelto di esserci coinvolte per denaro ("siamo puttane criminali che si vendono e per denaro siamo pronte a qualsiasi efferatezza")
il protagonista dopo aver sperimentato lui stesso la guerra ed i dannati sporchi affari economici che gli ruotano intorno, la rifiuta, e rifiuta di continuare a lavorarci, e fa giustizia da solo, dopo aver torturato ed avere ottenuto una (falsa) verità, uccide chi lui pensa possa essere il responsabile della morte del suo più caro amico. quindi l'altra verità può anche essere ogni altra verità possibile..

finisce male questo film. finisce che si getta nel fiume, ed annega pur sapendo nuotare...perchè non c'è
possibilità di vita normale, dopo aver dato la morte.

giovedì 3 maggio 2012

sospesa attesa


ceti medi

trasporto pubblico in ore di punta sempre più nel caos ! i ceti medi oramai  per risparmiare i costi della benzina sempre più alti assaltano i treni dei pendolari..le conseguenze sono treni strapieni e nel caos, come stamattina ! e penso che sarà sempre peggio. del resto se il ceto medio non si abbassa fino al livello dei ceti popolari non riuscirà ad esprimere un voto che sia veramente di protesta.

mercoledì 2 maggio 2012

trasfigurazione o trasposizione

...perchè io Fe me la ricorderò per sempre così dolce, e dorata, circonfusa di un pulviscolo dorato sulle mura arancio, sui mattoni delle case, sull'acciottolato sconnesso, dove camminammo avvolti nel sogno..quella Porta degli Angeli sembrava fosse lì proprio per noi, per lasciarci entrare nel paradiso, e così fu !
...è proprio vero che i posti nel mondo ci appaiono diversi secondo il momento che stiamo vivendo, e le persone con cui li visitiamo. almeno per me è così e sarà sempre così. stavolta è stata una visita del tutto diversa ed una città del tutto diversa, sebbene ancora bella e piacevole tuttavia del tutto scevra dal sogno immaginifico, dalla beatitudine eccelsa di anni fa. ma è stata un diverso tipo di piacere..



il downshifting, scalare una marcia..

“Leggerezza, giramento di testa, vuoto allo stomaco, quello che ho provato il primo giorno da uomo libero, non si può raccontare”, ricorda Simone Perotti, il 5 maggio ospite al “Festival dei comportamenti umani” in scena a Lodi (dal 3 al 7 maggio). Perché di comportamenti umani si tratta, quando si decide di cambiare vita, di rinventarsi un impiego, di acchiappare il tempo e tenere in conto le ore e i giorni imparando a riempirli di nuovo di desideri e sogni. E’ un comportamento radicale quello che ha portato Perotti, in cima alle classifiche con i successi di vendite “Adesso basta – Lasciare il lavoro e cambiare vitaeAvanti tutta – Manifesto per una rivoluzione individuale”, dopo quasi vent’anni di lavoro a lasciare tutto per dedicarsi alla scrittura e alla vela. Non si tratta solo di “paura di invecchiare”, ma è una scelta che scava nel profondo della morale e dell’etica, che fa muovere chi non vuole partecipare a questo mondo sbagliato e pensa che si possa vivere meglio con meno, in direzione di una vita a basso impatto ambientale, esistenziale, relazionale, psicologico, oltre che economico. Lo stesso obiettivo che si pone, ormai da tre anni, il Festival di Lodi, sin dai suoi inizi alla ricerca di nuove risposte, idee e suggestioni per affrontare la quotidianità. Oggi per capire le inquietudini della crisi e affrontare le incertezze provocate dai cambiamenti sempre più veloci. Quest’anno lo fa con ospiti d’eccezione, oltre allo scrittore Simone Perotti, Luciano Ligabue, Stefano Benni, Maurizio de Giovanni, Folco Quilici, Marco Malvaldi, Folco Terzani, Philippe Daverio, Simone Cristicchi, Toni Capuozzo e Edoardo Boncinelli sono solo alcuni dei nomi che parteciperanno a questa edizione. Perotti, padre italiano del downshifting, che ha portato in patria il concetto dello “scalare una marcia”, porterà alla kermesse la presa di coscienza che marca il ritorno a “relazioni solidali non commerciabili”.
D) Perotti, lei ha cambiato vita senza aver vinto al Superenalotto, ma non è l’unico. Sono sempre di più gli italiani che lo fanno. Perché?
R) Non c’è più bisogno di filosofie unificanti, oggi la necessità è prendere una via nuova, la propria. Oggi occorre muoversi da soli per vivere meglio, per vivere più felici. Sono sempre di più le persone che decidono di interrompere la loro partecipazione a un mondo che sta crollando, che non funziona più nonostante le promesse.
D) Cosa scatta?
R) Si smette di correre dietro al benessere, il prezzo del guadagno appare troppo alto, il consumo sciocco, gli oggetti incapaci di dare gioia, le ore nel traffico in mezzo alle polveri sottili non più sopportabili, l’ansia di “arrivare primi” e di “arrivare più in alto” genera vuoto. La scelta non può che essere radicale.
D) Complice la crisi?
R) Certo i periodi come questi, di cambiamento, sono fatali. In quest’epoca in cui la promessa è saltata, si è bruciato il patto di una vita agiata e un futuro radioso. Oggi non ha senso svegliarsi la mattina, lavorare 10 ore per una pensione che non arriverà mai.
D) In realtà oggi il problema è non avere il lavoro, non lavorare troppo…
R) Non sono d’accordo. In Italia la disoccupazione è all’8,9 per cento, il problema è il restante 92 per cento. La preoccupazione è per come vive la maggioranza: tra ricerca del potere, rincorsa della carriera e sotto scacco del consumismo. E i sogni? Chiusi nel cassetto e una vita vissuta a metà e spesa per ciò che non conta…
D) Come si diventa uomini liberi?
R) Non ci sono formule e ricette, l’importante è trovare una via originale. Basta liberarsi dell’omologazione, imparare a costruire se stessi prima di tutto: diventare uomini e donne solidi e forti. Il trucco è non cadere nelle trappole del consumismo, del commercio, ma soprattutto iniziare a non avere paura della solitudine.
D) In un suo post scrive: “…distanza irrecuperabile dalla Borsa Valori, dallo spread, dal denaro come metro di giudizio, distanza dagli esodi delle ferie, distanza siderale dalle scene che vedo in televisione sulla vicenda della Lega…”, non pensa che non occuparsi dell’attualità possa sfociare nel qualunquismo?
R) No. Da questa attualità bisogna salvarsi, da questa politica bisogna allontanarsi, bisognerebbe non aver paura di vivere, occuparsi di diventare delle persone equilibrate e allenare il proprio senso critico.
D) Cosa consiglierebbe a un giovane che si affaccia al mondo del lavoro?
R) Di non farsi assumere! Oggi è necessario non dipendere da questo sistema.

martedì 1 maggio 2012

non avevo un contorno...

..e me lo sono inventato. In natura ci sono risorse che talvolta ignoriamo. La salvia ce l'ho nel giardino in gran quantità, di tre qualità diverse, ma la borragine ed i fiori di sambuco li ho cercati e trovati sui bordi dei prati, nell'incolto, tra uno sbuffetto di pioggerellina e uno squarcio di sole..
Con due ovette delle galline e la farina ho fatto una rapida pastella,... e fritti in un baleno. Ne è risultato un piatto abbondante.. fra le tre a mio parere vince alla stragrande la salvia, che spesso salto in padella anche senza pastella... una delizia !