Interessante excursus nell'archeologia industriale, con contaminazioni poetiche pasoliniane e brevi interludi istrionici, di una buona guida coinvolgente e giovane ed un bluesman/capo ufficio stampa/giornalista.
C'è un mucchio di roba non solo sepolta ma semplicemente giacente tra le erbacce e ailanto che stanno sconvolgendo il panorama arboreo della capitale. Un vasto quartiere ora centrale ma al tempo della prima industria lontanissimo da tutto, ora abbandonato e/o dismesso, che è un universo ancora tutto da scoprire, a piccoli pezzi.
Tra l'altro ho fatto delle belle foto, complice sole e nuvole e pioggia altalenanti !!

1 commento:
Ciao,bella la foto,anche nella mia città svetta un gasometro,bellissimo,costruito è cercato di usarlo,prima come contenitore multifunzionale oppure per costruirvi all'interno un "Planetario"naturalmente non se ne fatto nulla e ora svetta da quasi centoventi anni, tra le erbacce, triste esempio di archeologia industriale.
Ciao,fulvio
Posta un commento