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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 12 marzo 2013

autostop



stasera su fb noto che oggi è stato il compleanno di una amica (beh almeno è una cosa buona di fb che ti venga ricordato il compleanno degli amici, non fai delle gaffes tremende...)  una cara, carissima amica dei miei sedici anni..  di quelle amicizie  grandi, che non tornano più, che non si provano proprio più...  una amicizia che non abbiamo più praticato da almeno 35 anni, essendoci perse del tutto di vista.

insomma oggi non ho nessuna idea di chi sia lei,, di cosa pensi o provi, con tutte quante le nostre rispettive vite abbastanza trascorse, piene di figli, e mariti separati, e percorsi professionali e personali... un mare di esperienze in mezzo...
e all'improvviso mi è venuto in mente di quando uscivamo da scuola, una scuola professionale con orari tremendi, che esci sempre, tutti i giorni! alle 14.30 - pare che debba abituarti agli orari schiavistici del lavoro, anche prima di cominciarlo, il lavoro - ed affronti un paio di ore di tragitto in autobus - vivevamo molto lontano dal centro città - e che talvolta, per dimezzare i tempi e per essere seriamente trasgressive ed anche per divertirci facevamo l'autostop.

sì l'autostop... e ci prendevano su, ci prendevano sempre, ed erano sempre degli sconosciuti, e ci fidavamo sempre, e ne siamo sempre uscite senza problemi, anzi facendoci anche un sacco di risate, talvolta prendendo in giro chi ci dava un passaggio, se era abbastanza ingenuo o sprovveduto...
sì, sprovveduto con noi due, due ragazze di sedici anni con tanti altri problemi, ma con una voglia di vivere e di ridere immensa...

a dirlo oggi, a ripensarlo oggi... mi viene un brivido di paura. ma non erano i tempi di adesso
comunque. comunque siamo state fortunate sì !

ma che pazze...!

4 commenti:

fracatz ha detto...

io ad 8 anni accompagnavo 2 bambine una in prima e l'altra all'asilo e nel tragitto casa scuola dovevamo persino passare la ferrovia col passaggio a livello.
I tempi non erano diversi da oggi, ma allora si doveva collaborare, si andava a comprare il latte, i sigari, il pane. Poi siamo diventati adulti ed abbiamo continuato a comprare il latte e lo stesso faremo da vecchi, qualcosa non ha funzionato nel ricambio generazionale

Renata_ontanoverde ha detto...

Mia madre mi raccontava come da bambina portava la merenda al nonno ed agli zii attraversando i campi ed i viottoli di campagna con le vipere che si crogiolavano lungo il suo cammino sotto il sole. Mi son chiesta come mai mia nonna si fidasse! Ma anch'io andavo in giro attorno ai poderi della nonna e da bambini si andava assieme a messa in compagnia solo bambini, fino al paese e si attraversava una strada trafficata...
Oggi il fatto di prevenire qualsiasi difficoltà ai bambini ritarda la loro maturità , hanno un'enorme capacità di rapportarsi con i mezzi elettronici, ma hanno grossi deficit di relazione e di autonomia a cavarsela nel "mondo"!

i tempi sono cambiati o è cambiata la società?

nellabrezza ha detto...

sì quello che dici nel primo post è tutto vero.
ma la scomparsa della piccola distribuzione, dei piccoli negozi, è ciò che distrugge la vita di un posto, qualunque esso sia.
e i supermercati e gli ipermercati hanno fatto questo, hanno svuotato di vita sociale ogni quartiere...
sì sembra che le donne che lavorino abbiano indotto grandi cambiamenti, come se la vita sociale fosse sempre e da sempre a loro demandata...

nellabrezza ha detto...

ah sì!! ...forse forse l'idea, sin dalla notte dei tempi, era che non avessero valore...sì è proprio così credo che è andata.
bene, ora è il tempo della riflessione postuma.
ecco sarebbe stato meglio questo commento nel mio post in cui chiedevo un contributo maschile per l'8 marzo...
comunque ti ringrazio lo stesso, caro lorenzo !