L’amante immortale
massimo gramellini
Vorrei farmi largo fra la rabbia e lo sgomento dei nostri giorni per concentrarmi su qualcosa di serio e di bello, ma anche di terribile e impronunciabile, tale è la sua forza misteriosa. Per alcuni studiosi l’amore deriverebbe dal sanscrito mar, morte, di cui rappresenta l’esatto contrario: Amar, non-morte, ovvero immortale.
Come chiunque abbia subito un torto precoce, sono cresciuto con la pretesa di essere in credito con Amar. Una sensazione che ho ritrovato nel corso della vita in tutte le persone che avevano perduto ingiustamente un affetto, un sogno, un lavoro. Nella loro sofferenza, o insofferenza, ho visto rispecchiarsi la mia. Quel desiderio inestinguibile di essere risarciti, ricompensati. Una molla forsennata, ma alla lunga frustrante: chi pensa che la felicità consista nell’essere amati cerca negli altri qualcosa che, una volta trovato, lo rende stranamente infelice. Finché l’altalena della vita gli dischiuderà le porte di una scoperta, che come tante altre stava già scritta in un libro. Il «Simposio» di Platone. Tutti i personaggi concordano su un punto: Eros, il demone dell’amore, coincide con la persona amata. Tutti tranne Socrate, che nelle ultime pagine ribalta la prospettiva: Eros non visita l’amato, ma l’amante. E’ l’amante a essere posseduto dall’energia che trasforma le larve in uomini e gli uomini in dei. E’ l’amante che desidera, soffre, sublima. In una parola: ama. Ah, se avessi letto il Simposio con più attenzione al ginnasio. Ma forse non lo avrei capito. Ora invece so. So che la felicità non consiste nell’essere amati. Consiste nell’amare. Senza condizioni, nemmeno quella di essere ricambiati. Buon san Valentino.
9 commenti:
non amo le feste obbligatorie, neanche san valentino. Però è vero, amare è già una bella cosa. Essere anche amati di più!
indubbiamente logica la prospettiva socratica. tuttavia poi se ne traggono conclusioni che mi paiono contraddittorie: è scritto che "l'amante soffre" e che "la felicità consiste nell'amare".
ciao
l'amore caro antonio è contraddittorio, illogico e incoerente.
come la poesia.
tu che sei un poeta capirai.
devo rileggere il Simposio...come tanti altri. Spesso ci sono così tante risposte...solo che farle proprie,veramente proprie,è più facile a dirsi che a farsi. Di fatto amare senza voler nulla in cambio è pura utopia.Tutti,coscienti o meno,amiamo e ci aspettiamo qualcosa in cambio.E lo riceviamo.Che lo ammettiamo o meno,stavolta.Però cavolicchi Gramellini ultimamente mi perseguita,mi spunta ovunque a tradimento!Sebbene mi son sempre guardata dal leggere libri così..dovrò pur farlo!!PS: io non celebro S.Valentino. Amo tutti i giorni.O cerco di farlo..E senza cioccolata:-)
indubbiamente l'amore degli umani deve essere illogico e incoerente :)
è creatività, antonypoe, è creatività...
indubbiamente tutto il contrario dell'attendibilità dei numeri.
per dire.
anche nei numeri e nella logica c'è creatività. una creatività che non appesantisce la costruzione facendola crollare sotto il suo stesso peso. ciao
nei numeri non c'è alcuna creatività.
e chi si occupa troppo dei numeri non costruisce nulla, se non sterili cifre.
magari per la poesia è diverso, se segui la metrica, e non il suono delle parole, non il senso profondo che le parole danno.
non sono d'accordo per i numeri. dipende sempre dallo spirito, da come si affronta il discorso e dove si vuol arrivare o ci si vuol fermare
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