Visto che in
tanti blog ne stanno parlando… la fiducia in sé e come nasce e di che si nutre…ed
il recente “risveglio” che cade proprio
a fagiolo.
La mia
riflessione è che si rimane sempre schiavi del primo imprinting.
Cioè non è
una mia riflessione, me l’ha spiegata l’anno scorso la mia amica C., psicologa
a Parigi.
Si tende a
ricreare e rivivere sempre, generalmente, nella vita, il primo rapporto
simbiotico, le modalità e l’esperienza del primo rapporto affettivo
sperimentato. Che è quello con la madre.
Ecco perché mi
sconcerta la somiglianza che mi sembra di cogliere nei comportamenti ogni volta
che rimango invischiata in un rapporto con un partner assolutamente egoista.
Invischiata con piacere, sulle prime…seppure l’egoismo mi ferisca in modo
orrendo.
Ho avuto una madre troppo giovane quando sono
nata, ed estremamente egoista e centrata su di sé. Non solo quando eravamo
piccole noi figlie.. anche in seguito ha costantemente continuato ad umiliarci
per emergere in ogni situazione possibile, lei e la sua personalità e persino il suo corpo, i suoi vestiti, che
dovevano sempre essere molto più belli dei nostri, e la sua fisicità la sua
bellezza, continuamente esaltata a discapito e a sfavore di noi due piccole
figlie bruttine, poiché somiglianti al padre e non a lei…potete immaginare che fiducia in noi stesse potemmo sviluppare.
Poiché doveva nutrire
la sua insicurezza l’ha fatto sempre attraverso la negazione degli altri, di
chi poteva essere migliore di lei. Ciò spiega anche la scelta di amiche sempre
molto peggiori di lei, in ogni senso… persone attraverso cui si poteva confrontare
senza timore per l’evidente disparità di educazione di situazione economica e
sociale, uscendone sempre vittoriosa e
smagliante.
Ecco perché sono
stata inspiegabilmente attratta da un uomo che mostrava tutti questi atteggiamenti.
Una
attrazione terribile che non si concilia affatto con la persona che sono oggi.
Un amore che
viene dalle mie profondità, che ho vissuto molto profondamente, visceralmente,
e che nello stesso tempo cozza terribilmente con i principi e le modalità che
considero più equilibrate, e che normalmente applico nella mia vita di
relazione. Persino in totale disaccordo sui valori di vita, sociali, politici,
emotivi !
E’ stato
come se attraverso il rapporto disequilibrato con questo uomo avessi
riconosciuto qualcosa di profondo che giace in me e di cui non riuscivo a fare
assolutamente a meno. Proprio come il rapporto con la mamma, che mi ha segnato
in modo indelebile per sempre… per sempre ? spero di no, anche se è
difficilissimo sfuggire…
3 commenti:
si difficilissimo...quasi impossibile, perchè appunto inconscio
Io credo che ci si possa liberare dalle catene di un amore egoista, sia di quello materno sia di quello di un uomo. Prendere le distanze e sbarazzarci emotivamente da chi non ci ha dato amore, ma umiliazioni e dolori è possibile.
Ele, anche le bambine violentate o le donne picchiate a sangue, se aiutate, riescono a liberarsi dal dolore dei loro aguzzini e a condurre una vita decente. Perché non potresti vivere tu una nuova vita senza i tuoi aguzzini, sia che sia questo animale orrendo che hai amato sia che sia tua madre? Perché non ti liberi sul serie e definitivamente?
Io credo che tu lo possa fare: sei florida e rigogliosa, piena di bene, non farti annichilire da costoro.
Sai che qui da me c'è un centro anti-violenza e sai quante donne massacrate nel corpo e nell'anima vedo ogni giorno. Eppure, molte di loro ce l'hanno fatta. Sono libere.
Provaci anche tu.
Quando ti renderai conto che vuoi di più, che ti meriti di più, quando sentirai il fatidico "clic" nella mente, saprai andare avanti!!!
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