ciò che mi è restato più impresso sono le poesie comunque.
non so se sia segno di qualcosa. non brutto, magari.
però sono rimaste.
La collina
Mark Strand
Mark Strand
Sono arrivato fin qui con le mie gambe,
perso l’autobus, persi i taxi,
sempre in salita.
Un piede avanti all’altro, è così che faccio.
perso l’autobus, persi i taxi,
sempre in salita.
Un piede avanti all’altro, è così che faccio.
Non mi inquieta, la collina di cui non vedo fine.
Erba sul ciglio della strada,
un albero che fa risuonare le foglie nere.
E allora? Più cammino, più mi allontano da tutto.
Erba sul ciglio della strada,
un albero che fa risuonare le foglie nere.
E allora? Più cammino, più mi allontano da tutto.
Un piede avanti all’altro.
Passano le ore.
Un piede avanti all’altro.
Passano gli anni.
I colori dell’arrivo svaporano.
E’ così che faccio.
Passano le ore.
Un piede avanti all’altro.
Passano gli anni.
I colori dell’arrivo svaporano.
E’ così che faccio.
5 commenti:
bella scelta.
purtroppo non ne ho il merito. la "spigolatrice" è monica maggi, una giornalista.
io ci ho messo solo qualche lacrima furtiva...vergognandomene
la conosco, un'ottima giornalista secondo me, anche come inviata speciali sui fronti caldi.
la lacrima furtiva da ancora + valore alla poesia, vuol dire che l'hai sentita tua, d'altronde non l'avresti postata. :)
ah davvero la conosci? io non ne avevo mai sentito parlare, e del resto non sono andata a questo evento perchè c'era lei... sono andata per vedere degli Oratori generalmente chiusi, dove ci sono degli affreschi importanti, di Guido Reni e del Domenichino... e poi un concerto (chitarra e violino e voce)... il tutto era stato pubblcizzato dalle Biblioteche di Roma...e lì c'era lei che aveva organizzato tutto...
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