all'uscita dell'ospedale a tarda sera, (quest'anno gli ospedali sono stati un'abitudine ahimè! ho dovuto visitarne ben 4, in pochi mesi, nessuno per me comunque, ma per altri...) anche se costretta nel traffico da tredicesima impazzito, in previsione della improvvisata ed improvvisa bella cena-rentrée con amici e ascoltando le belle canzoni di paolo conte m'è venuto sul dall'animo uno spirito gioioso e libero che si è espresso cantando, e come volando su tutto e su tutti, come araba fenice risorgendo dalle ceneri....
sono felice di poter sorvolare così, ogni tanto, le consuetudini, la monotonia, e i dispiaceri. trovo che sia la mia qualità migliore...
4 commenti:
hai un bel carattere, Ele, un bel carattere. Io esco ora dall'ospedale per me, e nel pomeriggio ti rispondo alla mail; ma, come fai tu, anche io stasera andrò a cene con amici, per allegerire un po' la tensione micidiale di questi giorni...
Ti capisco, bella...:)
Bisogna cercare sempre di recuperare un po' di benessere con sè stessi, per non disperdersi nei guai quotidiani. Anche per essere più forti per fare fronte ai problemi che prima o poi verranno...
cantare a volte è meglio che qualsiasi psicoterapia
sì tutto vero.
però c'è costantemente chi mi rimprovera per queste capacità di recupero. manco fossero difetti. io li considero pregi.
sì la vita è un'altalena costante, se la si vive.
e quando si sta in un periodo positivo lo si deve godere intensamente, perchè poi si sa che finisce.
così come nei peggiori momenti si deve cercare di vedere la luce in fondo al tunnel.
grazie a tutti, cari amici virtuali (e non solo!)
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