"Il più grande insegnamento che mi ha dato il ballo è la consapevolezza che non opporre resistenza, lasciarsi andare alla musica è difficile; difficilissimo. E' un dono che prevede l'ascolto di sé e dell'altro: è la folgorazione di una rapporto: significa concedersi all'incanto della reciprocità. Come dono naturale è una benedizione del Cielo: è un attributo delle anime grandi; noi esseri umani normali siamo sepolti dalle nostre sovrastrutture e dobbiamo essere educati a rinunciarci. Accettare la vertigine, accettare di sopportare la nostra immagine quando abbiamo la sensazione che non ci corrisponda, reggere l'idea di essere svelati e correre il rischio di essere rifiutati ma anche, in un gioco di corrispondenza inversa, avere la possibilità di vivere appieno l'opposto: la gioia vivida, carnale, palpabile di essere accettati, di essere visti e riconosciuti."
(Marco D.A.)
questo pezzo scritto da un mio amico è ciò che vorrei dire a tutti gli uomini che hanno fatto della danza e del ballo un tabù.
e riflettere su ciò che abbiamo perso, su ciò che un tempo il ballo, la danza rappresentavano per tutti, per le comunità, e che ora non sono più...che cosa semplice che era, non solo per ritrovare il proprio corpo, ma anche incontrare e ritrovare gli altri.
e considerino, gli uomini soli, e solitari, che in tutte le scuole e corsi di danze ci sono frotte di donne costrette a ballare con altre donne, per mancanza di materia prima maschile !!!... e tutto questo deve finire checcavolo !!



