Visto questo film ieri sera, proiettato solo ieri sera. Una produzione indipendente. Racconta la prigionia in Giappone nel 1944 della famiglia di Dacia Maraini, la famosa scrittrice.
Recentemente la figlia di sua sorella Toni, vissuta con lei da bambina nel campo di prigionia, ha voluto realizzare questo film, sulla madre e sulla zia e
sulla nonna Topazia... il nonno, Folco Maraini, padre di Dacia e della madre di questa donna che ha realizzato il film (Musja) lavorava all'Università di Tokio quando ci fu l'armistizio e il governo Badoglio. Non volle firmare per schierarsi, come gli fu richiesto, e dunque fu imprigionato con la moglie e le tre figlie piccoline.
Un documento molto interessante per ciò che racconta, ed un bel film per come è stato montato, e per la testimonianza di questa famiglia - formata in prevalenza da donne - testimonianza resa dai diari della nonna della regista, Topazia, dai ricordi della madre Toni e della zia Dacia e dell'altra zia defunta Yuki, nata proprio in Giappone.
Il padre di Dacia Maraini, Fosco, scrisse un libro per raccontarla. Lo incontrai, il libro, in biblioteca. Lo presi ma lo lessi a metà.
Ad un certo punto mi stancai e lo mollai. Un tomo di più di 400 pagine.
Che ad un certo punto mi stancò.
Ma vedere raccontare questa famiglia al cinema è stato assai più coinvolgente e commovente a tratti... le donne hanno un modo molto più intimo, penso, di raccontare.
Proprio nella scelta delle tematiche si sente grande differenza.
E certo questa era una vicenda umana, molto umana, al di là della valenza politica.
Forse mi è più congeniale. Ma sempre la politica e la realtà si mescola indicibilmente ai sentimenti ed alle vicende squisitamente umane.
Bella la capacità delle donne di cogliere questo intreccio !!!