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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 5 marzo 2013

avveniristico


“Mancano 36 anni e 9 mesi al 2050 quando” scommette il profeta grillino Casaleggio “ l’intelligenza sociale collettiva permetterà di risolvere i problemi complicati del mondo. Quel giorno basterà un clic per decidere, facile come dire su fb “mi piace”..non servirà più eleggere rappresentanti, provvederà la web-democrazia. Ma già oggi che siamo nel 2013 al M5S questo Parlamento appare giurassico, e obsoleta la Costituzione che autorizza gli eletti a decidere di testa loro. Secondo Grillo è “circonvenzione di elettore” poiché l’onorevole può fare quanto gli aggrada, persino votare una legge contraria al programma. Per 5 anni il fortunato se la spassa e nessuno gli chiede conto. Viceversa il voto dovrebbe essere  un contratto tra eletto ed elettore.” Non è l’unico a pensarla così.

(articolo di Ugo Magri su La Stampa di oggi)

lunedì 4 marzo 2013

the way we were...

Caro Bersani,
io non so se in questi giorni lei è stato a prendere un caffè in un bar qualsiasi, a fare la coda in ospedale o al mercato tra la gente. Siamo ancora gli stessi italiani che votavano qualche anno fa il centrosinistra, che per anni hanno turato il naso sperando che avreste messo mano ai costi della politica, che avreste fatto una legge elettorale come voleva Giorgio Napolitano, che avreste abbandonato la politica degli inciuci, le riunioni di caminetto, gli accordi con il sindacato per occuparvi di noi e non delle vostre candidature.

Siamo quegli italiani che non ce la fanno più: siamo i giovani precari che ogni anno perdono il posto di lavoro, siamo quegli anziani con pensioni da 500 euro, siamo quei giovani che sono costretti a partire per la Germania o per la Cina per trovare un posto fisso, siamo quei genitori che devono portare a scuola la carta igienica e i gessi. Siamo sempre noi, segretario.

Siamo cresciuti leggendo Gramsci, guardando Berlinguer, con il poster di Sandro Pertini appeso in casa. Venivamo in piazza con voi con la bandiera della pace per dire no alla guerra, alle spese militari. Siamo diventati grandi percorrendo i cento passi di Peppino Impastato, guardando con ammirazione i nostri padri che avevano fatto il sessantotto. Abbiamo letto Mario Capanna, giravamo con sotto braccio “Il Manifesto” e “L’Unità”. C’eravamo nel 1992 quando uccisero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: abbiamo sognato di far camminare le loro idee sulle nostre, vostre gambe. Qualcuno di noi ha militato, ha provato ad entrare nei partiti. Ha visto nascere il Partito Democratico, “la Sinistra l’Arcobaleno”. Può dire con orgoglio o con rammarico: “io c’ero”. Abbiamo urlato con Nanni Moretti nel 2002 “Con questi dirigenti non vinceremo mai”.

Siamo di sinistra, di centrosinistra. Non eravamo “grillini”. Poi non ce l’abbiamo più fatta. Non ce la facevamo più a vedere che i soliti volti, a Bologna come a Crema come a Palermo, venivano candidati onorevoli, Senatori dopo essere stati consiglieri regionali, presidenti di qualcosa. Non ce l’abbiamo più fatta a vedere che il nostro Stato non era più governato da persone normali che prendono il treno con noi, che hanno un lavoro, un Tfr che non arriva mai, un’azienda da portare avanti. Ci siamo sentiti abbandonati.

Ma le assicuro che siamo ancora noi e vorremmo un altro centrosinistra, vero, nuovo, che dia spazio ai volti giovani e belli del Paese, a quell’Italia che non si arrende, che alza la testa nei quartieri più difficili, che vive supplendo lo Stato con il volontariato, andando ogni notte tra i clochard delle stazioni, aprendo sportelli della Caritas per chi non ce la fa a pagare le bollette. Segretario, la prego, si faccia da parte perché un altro centrosinistra noi lo vogliamo.

Alex Corlazzoli, maestro precario

cin


e anche qui..







e quel puntino è una persona...

essendo il 4 marzo faccio ancora in tempo...


venerdì 1 marzo 2013

recensione

su recensione di old (ma ancora non l'ho letta tutta la sua, per averne ora l'opportunità con cognizione di causa..) siamo andate a teatro
a vedere valerio mastandrea    in questo lavoro, che comincia con un incidente tragico ma che volge presto al comico, per poi volgere all'amaro e finire, con uno scambio di ruoli, in un finale triste.

lavoro originale, bravi gli attori, belli i testi, bello questo teatro, tra l'altro perfetto esempio di architettura liberty, rara a roma...








ambientazione perfettamente incastonata nei nostri giorni, con il presente disincanto e certezze sconfessate.

scissa


a volte sono scissa.

scissa in due parti.

la mia parte emotiva, il sentimento, e la mia parte razionale, la mente.

divisa, tra ciò che è ragionevole e ciò che è istintivo.

è terribile.

perchè la razionalità matura, è maturata, ma l'emotività rimane sempre
allo stesso stadio, e non matura mai. me l'ha spiegato molto bene l'omeopata, che verso i 60 s'è innamorato - e sposato - una carabica di 25 anni almeno in meno... 
ma non so se prima fosse sposato...

non tutti i giorni comunque sono scissa, per fortuna !