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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


domenica 20 gennaio 2013

case romane



Con la definizione Case romane del Celio si intendono i resti di un complesso residenziale romano sottostante la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, nel rione Celio, con accesso dal Clivo di Scauro, una strada che collegava il Colle Celio al Colle Palatino.
Gli ambienti romani furono riportati alla luce alla fine dell’800 dall'allora rettore della basilica, Padre Germano di S. Stanislao, scavando oltre la piccola cella che costituiva il martyrium (il luogo della deposizione e delle reliquie dei martiri titolari della basilica.
Vennero così riscoperti e lentamente scavati oltre 20 ambienti, di cui 13 affrescati. Si riconosce ora, nel costruito, la stratificazione di diverse epoche ed usi.
 Originariamente l'immobile era costituito da due insulae, le case “popolari” dell’epoca, la prima databile al 111, con un balneum al pianterreno e abitazioni al piano superiore, l'altra del secolo successivo con botteghe al piano terreno, le cui tracce restano negli archi oggi tamponati che segnano il fianco della basilica lungo il Clivo di Scauro, e abitazioni ai piani superiori, di cui restano tracce di due piani di finestre.
I due edifici e le loro pertinenze (in particolare il cortile trasformato i ninfeo) furono riuniti nel III^ secolo in un'unica proprietà e trasformati in una vera e propria domus, con ambienti lussuosamente affrescati.
Successivamente (nel IV secolo) il complesso divenne proprietà della famiglia del senatore Byzas che vi istituì un titulus cristiano (Titulus Byzanti), poi attribuito al figlio Pammachio (Titulus Pammachii).
Nei secoli successivi, con la fondazione nel V secolo della basilica superiore, gli ambienti romani vennero in gran parte obliterati, in parte interrati e in parte utilizzati per le strutture di fondazione degli ambienti basilicali, fino al recupero novecentesco





e infine un buffet con cibi dell'epoca: gustationes, cioè aperitivo di vino aromatizzato al miele, ceci dolci lessati con cumino e coriandolo, formaggio caprino alle erbe, patè di olive con spezie, zuppa di farro e fave, pollo alle prugne e dolce ai semi di papavero...

Ma le ville più grandi e ben conservate sono sotto Palazzo Valentini, la sede della Provincia, che ho visitato in un'altra occasione. Lì grazie ad una ricostruzione virtuale molto bella la visita diventa un'emozione indimenticabile. Lì veramente ci si sente trasportati nel tempo, e si sente la vita che è scorsa tra quelle mura come se fosse oggi...

sabato 19 gennaio 2013

come sarebbe bello


http://www.youtube.com/watch?v=P2UmvFozwLY




(stranamente ci pensavo da giorni a questa canzone, sembra adatta al post di elisa...)


cliccate sull'url, adesso non trovo il codice mannaggia !