...
"Non possedere
qualcosa che si desidera
è parte essenziale della felicità"
martedì 22 gennaio 2013
lunedì 21 gennaio 2013
domenica 20 gennaio 2013
case romane
Con la definizione Case romane del Celio si
intendono i resti di un complesso residenziale romano sottostante la Basilica
dei Santi Giovanni e Paolo, nel rione Celio, con accesso dal Clivo di Scauro,
una strada che collegava il Colle Celio al Colle Palatino.
Gli ambienti romani furono riportati alla luce alla fine dell’800 dall'allora rettore della basilica,
Padre Germano di S. Stanislao, scavando oltre la piccola cella che costituiva
il martyrium (il luogo della deposizione e delle
reliquie dei martiri titolari della basilica.
Vennero così
riscoperti e lentamente scavati oltre 20 ambienti, di cui 13 affrescati. Si
riconosce ora, nel costruito, la stratificazione di diverse epoche ed usi.
Originariamente l'immobile
era costituito da due insulae, le case “popolari” dell’epoca, la prima databile
al 111, con un balneum al pianterreno e abitazioni al piano
superiore, l'altra del secolo successivo con botteghe al piano terreno, le cui
tracce restano negli archi oggi tamponati che segnano il fianco della basilica
lungo il Clivo di Scauro, e abitazioni ai piani superiori, di cui restano
tracce di due piani di finestre.
I due edifici e
le loro pertinenze (in particolare il cortile trasformato i ninfeo) furono
riuniti nel III^ secolo in
un'unica proprietà e trasformati in una vera e propria domus, con ambienti
lussuosamente affrescati.
Successivamente
(nel IV secolo) il complesso divenne proprietà della famiglia del senatore
Byzas che vi istituì un titulus cristiano
(Titulus Byzanti), poi attribuito al figlio Pammachio (Titulus
Pammachii).
Nei secoli
successivi, con la fondazione nel V secolo della basilica superiore, gli
ambienti romani vennero in gran parte obliterati, in parte interrati e in parte
utilizzati per le strutture di fondazione degli ambienti basilicali, fino al
recupero novecentesco
e infine un buffet con cibi dell'epoca: gustationes, cioè aperitivo di vino aromatizzato al miele, ceci dolci lessati con cumino e coriandolo, formaggio caprino alle erbe, patè di olive con spezie, zuppa di farro e fave, pollo alle prugne e dolce ai semi di papavero...
Ma le ville più grandi e ben conservate sono sotto Palazzo Valentini, la sede della Provincia, che ho visitato in un'altra occasione. Lì grazie ad una ricostruzione virtuale molto bella la visita diventa un'emozione indimenticabile. Lì veramente ci si sente trasportati nel tempo, e si sente la vita che è scorsa tra quelle mura come se fosse oggi...
sabato 19 gennaio 2013
come sarebbe bello
http://www.youtube.com/watch?v=P2UmvFozwLY
(stranamente ci pensavo da giorni a questa canzone, sembra adatta al post di elisa...)
cliccate sull'url, adesso non trovo il codice mannaggia !
(stranamente ci pensavo da giorni a questa canzone, sembra adatta al post di elisa...)
cliccate sull'url, adesso non trovo il codice mannaggia !
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