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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


venerdì 3 marzo 2017

Riflessioni da Sard

sono tante le parole che vorrei scrivere..
un viaggio ricco di tante sensazioni ed esperienze che si sono accavallate insieme…
la presenza improvvisamente insistente delle tante testimonianze di civiltà antichissime e diverse,
così tanto evidenti all’occhio attento, e in gran numero sparse ovunque nelle campagne.. 
la selvaggitudine e asprezza dei luoghi, delle montagne, delle colline, l’inaccessibilità di un territorio asperrimo, il cammino sempre impedito da rocce, sassi, arbusti, spine… il senso di solitudine e l’isolamento ancora visibili e tangibili..
la distanza tra le comunità, racchiuse nei paesi, trattenute e comprese in se stesse, di sè stesse comprese e compresse, intense e spesse e dense, l’essenza di questa terra sconosciuta, a lungo disconosciuta..

i riti misterici ancora non spiegati, i riti presenti ed inquietanti ..che trasmettono il senso di terrori antichi, nella semplicità di gesti arcaici che sentiamo di comprendere istintivamente..

la gentilezza delle persone, di genti che senti che sanno fare a meno di aprirsi agli estranei.

che non hanno necessità di relazionarsi. bastanti a se stessi nella loro saggezza antica..

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