...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 28 marzo 2017

Desiderare e amarsi

Non so se desiderare ciò che desidera lui o desiderare solo ciò che desidero io.

La prima scelta sarebbe una prova di amore verso l'altro.
La seconda scelta (in senso cronologico) sarebbe una prova d'amore verso me stessa.

Ora l'insegnamento principale, da qualsiasi parte si legga, è amare se stessi/a...

Perciò ho dei dubbi !

Chè il senso dell'amare l'altro sta tutto nel dimenticare di amare se stessi !!!

30 commenti:

Gus O. ha detto...

Amare significa muoversi verso l'altro, ascoltarlo e farlo felice. Chiaramente tra lei e lui il movimento è reciproco. Se l'amore non è in te, cioè se non ti ami non hai niente da portare.

Gus O. ha detto...

Amare se stesso non è un egoismo perché significa prendersi cura della propria dignità, andare a dormire con il cuore e la ragione puliti.

Gus O. ha detto...

"Amare se stessi può creare confusione". E' un concetto preso dalla teologia:

Se uno non ama se stesso non può neanche amare un altro, perché l’amore del prossimo si costruisce sul modello dell’amore con cui uno ama se stesso. Ma non ama se stesso colui che esige da sé o si propone qualcosa di turpe e di disonesto.
Il primo passo dunque consiste nel purificare se stessi, non indulgendo a niente che sia
indegno, né togliendo nulla di quanto può essere utile. Chi ama se stesso in questo
modo, può amare anche il prossimo, seguendo la stessa regola. Ma dal momento che
questo amore abbraccia molte persone, dobbiamo scegliere tra queste chi possiamo
ammettere con un vincolo più familiare nell’intimità dell’amicizia riversando
abbondantemente il nostro affetto, aprendo il nostro cuore fino a mettere a nudo, i suoi
pensieri e i suoi desideri più profondi.
La scelta va fatta però non dietro l’impulso instabile del sentimento ma con l’acutezza
della ragione, in base alla somiglianza dei temperamenti e tenendo conto delle virtù.
Offriamoci generosamente per l’amico quindi, evitando ogni superficialità. Tutto deve
portare alla gioia, né devono mancare l’aiuto, il rispetto e la cortesia che nascono da una
benevolenza e da una carità ben ordinate.

Farfalla Legger@ ha detto...

Io sceglierei: desiderare solo ciò che desidero io poi eventualmente desiderare ciò che desidera lui senza teologia...

nellabrezza ha detto...

In effetti la teologia dice tutto ed il contrario di tutto ed in modo che si presta a diverse interpretazioni. Perciò non amo la teologia, che dà adito ad ambiguità per cui tutto si può fare, tanto dopo c è la confessione ed il perdono.

Tu dici quindi di dare preminenza a ciò che si desidera egoisticamente per se... anche se ciò dovesse risultare l esatto contrario di ciò che desidera preminentemente lui?
Anche se ciò che desideri tu non sarà totalmente "buono" per lui ?

Gus O. ha detto...

Amare è molto più che provare un po' di tenerezza o un'emozione particolare una volta ogni tanto, è una sfida alla creatività.
"Padre, non so come amare". Nessuno lo sa ,è una cosa che si impara ogni giorno.

Gus O. ha detto...

Amarsi e rimanere insieme tutta la vita. Un tempo, qualche generazione fa, non solo era possibile, ma era la norma. Oggi, invece, è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle, a seconda dei punti di vista. Zygmunt Bauman sull'argomento è tornato più volte (lo fa anche nel suo ultimo libro Cose che abbiamo in comune, pubblicato da Laterza). I suoi lavori sono ricchi di considerazioni sul modo di vivere le relazioni: oggi siamo esposti a mille tentazioni e rimanere fedeli certo non è più scontato, ma diventa una maniera per sottrarre almeno i sentimenti al dissipamento rapido del consumo. Amore liquido, uscito nel 2003, partiva proprio da qui, dalla nostra lacerazione tra la voglia di provare nuove emozioni e il bisogno di un amore autentico.
La prospettiva dell'invecchiare ad essere ormai fuori moda, identificata con una diminuzione delle possibilità di scelta e con l'assenza di "novità". Quella "novità" che in una società di consumatori è stata elevata al più alto grado della gerarchia dei valori e considerata la chiave della felicità. Tendiamo a non tollerare la routine, perché fin dall'infanzia siamo stati abituati a rincorrere oggetti "usa e getta", da rimpiazzare velocemente. Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto dello sforzo e di un lavoro scrupoloso".
Il mercato ha fiutato nel nostro bisogno disperato di amore l'opportunità di enormi profitti. E ci alletta con la promessa di poter avere tutto senza fatica: soddisfazione senza lavoro, guadagno senza sacrificio, risultati senza sforzo, conoscenza senza un processo di apprendimento. L'amore richiede tempo ed energia. Ma oggi ascoltare chi amiamo, dedicare il nostro tempo ad aiutare l'altro nei momenti difficili, andare incontro ai suoi bisogni e desideri più che ai nostri, è diventato superfluo: comprare regali in un negozio è più che sufficiente a ricompensare la nostra mancanza di compassione, amicizia e attenzione. Ma possiamo comprare tutto, non l'amore. Non troveremo l'amore in un negozio. L'amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana".

antonypoe ha detto...

la teologia riflette solo la nostra ambiguità o incertezza. questo non sarebbe di per sé negativo se noi accettassimo i nostri "limiti" e riconoscessimo la diversità o alterità. ciò che permette di superare l'aporia del duplice desiderio

Farfalla Legger@ ha detto...

X Nellabrezza
Il commento di Antonypoe oso dire che ti dà una risposta più che esauriente al tuo dilemma.
Il rapporto affettivo è un incontrarsi a vicenda che cmq presuppone inizialmente un amare se stessi per amare l'altro.
Lasciando la teologia a chi di dovere ...

Gus O. ha detto...

L'osservazione della realtà porta alla certezza che quello che guardiamo è frutto di un'intelligenza che l'uomo ha definito secondo il suo crescere e quindi le epoche storiche in tanti modi. In effetti il cristiano chiama Dio quello che in effetti è solo Mistero impossibile a svelarsi per la differenza di intelligenza tra Lui e l'uomo. Il fatto dirompente ,unico nelle religioni ,è che questa intelligenza si incarna nel corpo di una giovane ebrea e viene ad abitare in mezzo a noi. Dare una risposta certa all'accaduto comporta la presa d'atto dell'impossibilità della risposta. Quando il nostro Io si imbatte in questo incontro può dire sì, oppure no. In effetti il cristianesimo è una proposta di vita che un uomo accetta per ragionamento, cioè che ciò che propone questa religione soddisfa le esigenze del tuo cuore. Si ha la sensazione chiara che ci troviamo di fronte alla Verità.

Farfalla Legger@ ha detto...

Ma stiamo parlando di Cristo o di un semplice rapporto di esseri umani?
Mi sembra che Nellabrezza (28 marzo 2017 20:59) abbia specificato chiaramente la sua posizione: In effetti la teologia dice tutto ed il contrario di tutto ed in modo che si presta a diverse interpretazioni. Perciò non amo la teologia, che dà adito ad ambiguità per cui tutto si può fare, tanto dopo c è la confessione ed il perdono.

nellabrezza ha detto...

Ma infatti non intendevo scatenare prediche e saggi vari.
era una domanda che rivolgevo a me stessa e riguarda una situazione del tutto laica e reale.

Considero anche io che il mondo e le relazioni siano troppo utilitaristiche ultimamente.
Ma mi spiace scomodare Baumann per un quesito semplice... insomma addirittura l'economia ed il mondo occidentale...

In ogni caso grazie dei contributi.

nellabrezza ha detto...

Antony è proprio quando si conosce e ri-conosce l'alterità dell'altro che si manifesta l'aporia !!!

antonypoe ha detto...

non concordo. non si tratta allora di riconoscimento e comprensione. che sono inscindibili dalla reciprocità

nellabrezza ha detto...

se anche non concordi per me è così è sempre così.
è dal riconoscimento dell'altro e delle necessità e desideri dell'altro che sono tanto diversi
da quelli propri, e dall'accettarli.. che nasce i'aporia. che nasce la dualità. di ri-conoscere l'altro e di desiderare il meglio per l'altro, o desiderare ciò che si desidera personalmente, che potrebbe essere in totale contrasto con il desiderio dell'altra persona, con la necessità dell'altra persona!!

forse non mi sono spiegata bene. eppure ... mi sembra chiaro.

antonypoe ha detto...

non esiste un lato giusto. esistono innumerevoli lati. è questa la meraviglia

antonypoe ha detto...

chiarissimo per me, nella

Gus O. ha detto...

Il lato giusto è una scelta. Come il cambiarsi l'intimo 2 volte al giorno o due volte al mese.

antonypoe ha detto...

su questo concordo, gus. allora però utilizzerei un altro termine

Gus O. ha detto...

Sì, la scelta del termine è sempre importante.

Farfalla Legger@ ha detto...

Ecco come la teologia pretende di avere di avere la verità in tasca:
Ecco, facciamoci girare la testa verso il lato giusto. e poi ci chiediamo come mai la gente si allontani da Cristo e peggio ancora diventi atea.


Farfalla Legger@ ha detto...

Nella - i rapporti umani sia amichevoli che affettivi si basano semplicemente sulla reciprocità. In parole povere una volta dai tu all'altro e un'altra volta dà l'altro a te. Una specie di bilancia in uguale equilibrio.
Se la bilancia pende solo da una parte non va bene.
Ciao ciao

antonypoe ha detto...

hai la mia comprensione, gus :)
buon giorno

Gus O. ha detto...

Grazie Antonypoe.
Buona giornata.

Gus O. ha detto...
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nellabrezza ha detto...

la proprietaria del blog gradirebbe che andaste a discutere altrove grazie !!

non voglio mettere lucchetti ma per favore andate altrimenti cancellerò tutti i vostri commenti.

ciao ciao !!

Farfalla Legger@ ha detto...
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leggerevolare ha detto...

per troppo tempo ho amato facendo solo quello che voleva l'altro pensando di farmi amare di più... adesso sono nella fase di recupero per fortuna o per sfortuna di chi ci è capitato adesso... e penso prima a me
forse una sana via di mezzo sarebbe la cosa migliore

Larissa ha detto...
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Larissa ha detto...
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