...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


mercoledì 30 novembre 2016

Coltivare la gratitudine

«Mio zio Alex Vonnegut, un assicuratore che aveva studiato ad Harvard e che abitava al 5033 di North Pennsylvania Street, mi insegnò una cosa molto importante. Disse che quando le cose vanno davvero bene dovremmo fare in modo di accorgercene. Non parlava di grandi trionfi bensì di semplici epifanie: bere una limonata all’ombra in un pomeriggio afoso, sentire il profumo di una panetteria vicina, pescare e fregarsene se si pesca qualcosa o no, ascoltare qualcuno che suona bene il piano nell’appartamento accanto al nostro. Zio Alex mi suggeriva, in tali occasioni, di dire a voce alta: ‘Se non è bello questo, cosa mai lo è?’»Kurt Vonnegut, Cronosisma
Buon giorno! Come state? Sono seria: fermatevi un momento per osservare con curiosità ciò che accade dentro di voi. Notate le sensazioni che attraversano il corpo, insieme a pensieri, immagini ed emozioni che si muovono nella mente e nel cuore. Non è un miracolo? Intendo dire: possiamo scegliere di portare l’attenzione al nostro mondo interiore, notare l’esperienza che ci attraversa, e scoprire la libertà che c’è in questo. Non solo. Possiamo, in ogni frangente, apprezzare il fatto di essere vivi e notare tutta la meraviglia di cui siamo circondati. E visto che oggi negli Stati Uniti si celebra la Festa del Ringraziamento, considerando anche il fatto che siamo tutti interconnessi, ho pensato di condividere con voi una delle mie pratiche preferite: la gratitudine. 
La gratitudine è un’emozione positiva, elogiata persino dalla Harvard University Medical School come uno dei modi più semplici per migliorare la nostra salute che riguarda la possibilità di apprezzare le cose e le persone che sono nella nostra vita, aiutandoci a contrastare l’abitudine che spesso abbiamo a notare prevalentemente quello che non va, al punto che a volte finiamo con il lamentarci incessantemente o ci accorgiamo di quanto alcune cose siano preziose solo quando le abbiamo perse o rischiamo di perderle. 
La gratitudine non è un invito a mettere la testa sotto la sabbia e a negare le difficoltà esistenti, ma è un modo per riprendere possesso delle nostre facoltà, risvegliandoci al fatto che ogni momento è un intreccio di aspetti positivi, neutri e negativi. Anche di fronte agli eventi più tremendi, imparare a coltivare un atteggiamento di apertura, orientato alla possibilità di apprezzare ogni attimo anche solo per gli insegnamenti che può darci, è una grande chiave per la nostra evoluzione personale. 
Coltivare la gratitudine è facile, possiamo farlo ovunque e in qualsiasi momento. Si tratta semplicemente di ricordarcelo, così che diventi un’abitudine della nostra vita. Ecco 5 suggerimenti che potete mettere subito in atto per sentirvi subito più grati e più felici.
1. Cosa vuoi fare di questo prezioso giorno?
La mattina, quando aprite gli occhi, invece di guardare subito il cellulare o pensare alle cose da fare, in particolare a quelle che non vi piacciono, notate quanto siete fortunati per il solo fatto di esservi svegliati, e chiedetevi qual è l’uso migliore che volete fare della giornata che avete a disposizione. Ogni giorno tutti noi abbiamo la possibilità di diventare più sani, più coraggiosi, più compassionevoli, più in contatto con le nostre qualità, che possiamo mettere al servizio degli altri. Ricordarlo non è scontato, e farne buon uso è una splendida sfida.
2. Quante cose possiamo sentire! 
Durante la giornata, più che potete, notate l’incredibile mole di informazioni che vi arrivano attraverso gli occhi, il naso, la bocca, la pelle, le mani, le orecchie e il corpo tutto intero. Non siate pigri, e osservate con cura. Per esempio, in questo momento, qual è il suono più vicino che potete sentire? E quello più lontano?  Che sia il canto della vostra soprano preferita, o il traffico all’ora di punta, riuscite ad apprezzare il fatto di potere udire? Notate i profumi che vi circondano. E la pelle, cosa sente?  Come è la luce che arriva agli occhi? Non date nulla per scontato.
3. Camminare per camminare
Quando camminate da un luogo all’altro, invece che alimentare la tensione verso la prossima cosa da fare o da ottenere, coltivate la pace mentale. Rallentate quel tanto che basta per sentire la pianta dei piedi. Apprezzate dove vi trovate, dando attenzione a ciò che vi circonda, insieme al miracolo dello stare in equilibrio e di potere scegliere una direzione. Camminate con eleganza, e con dignità. Ogni tanto, regalatevi una passeggiata senza scopo.
4. Vedere il buono negli altri
Ricordatevi di vedere il buono negli altri. Diventate curiosi di chi avete di fronte, di ciò che sente, pensa e della sua storia. Anche quando gli altri dicono o fanno qualcosa che non vi piace, provate a chiedervi qual è la loro intenzione. Il collega che fa battute stupide potrebbe voler stemperare un’atmosfera tesa, o l’amico che ci critica, di solito, lo fa perché ci vuole bene. Più in generale, notate abilità e qualità delle persone che incontrate ogni giorno. E se giocano bene a calcio, hanno gusti musicali raffinatissimi e fantastici, o li stimate per la loro generosità, gentilezza, sense of humour o per qualsiasi altra ragione, fateglielo  per favore sapere. Non solo ne saranno contenti, ma anche voi sarete felici di avere al vostro fianco persone così speciali. E mi raccomando, ogni tanto, ricordatevi anche di quanto siete speciali voi.
5. Scrivi un diario
Tenete un diario della gratitudine. Una volta alla settimana, armatevi di penna e sorriso e scrivete 5 cose per cui siete grati. Non c’è bisogno che spieghiate il perché, semplicemente osservate, e segnatevi una parola o una semplice frase: “non avere più mal di denti”, “il sostegno degli amici”, “Bruce Springsteen”. Portate l’attenzione alle cose e alle persone che rendono la vostra vita migliore, e osservate come vi sentite. Prendetevi il tempo per lasciarvi sorprendere, e per assaporare tutti gli effetti di questo esercizio.

Finito novembre

Oggi l'ultimo giorno di Novembre...
che mese magnifico. Nonostante il freddo di questi ultimi giorni lo trovo bellissimo, nei colori e nelle atmosfere.
Non ho potuto fare le foto in certi momenti in cui avrei voluto immortalare questi colori ...ma poco male, ne ho il ricordo purissimo.

martedì 29 novembre 2016

Le foglie morte

Les Feuilles Mortes - traduzione

Oh, vorrei tanto che anche tu ricordassi
i giorni felici del nostro amore
Com'era più bella la vita
E com'era più bruciante il sole
Le foglie morte cadono a mucchi...
Vedi: non ho dimenticato
Le foglie morte cadono a mucchi
come i ricordi, e i rimpianti
e il vento del nord porta via tutto
nella più fredda notte che dimentica
Vedi: non ho dimenticato
la canzone che mi cantavi

È una canzone che ci somiglia
Tu che mi amavi
e io ti amavo
E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza nessun rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisi
Le foglie morte cadono a mucchi
e come loro i ricordi, i rimpianti
Ma il mio fedele e silenzioso amore
sorride ancora, dice grazie alla vita
Ti amavo tanto, eri così bella
Come potrei dimenticarti
Com'era più bella la vita
e com'era più bruciante il sole
Eri la mia più dolce amica...
Ma non ho ormai che rimpianti
E la canzone che tu cantavi
la sentirò per sempre

venerdì 25 novembre 2016

25 novembre e 26

Il maschilismo, la violenza degli uomini permea tutte le società. 
Penso che in questa vita non riuscirò a vederne la fine.

giovedì 24 novembre 2016

C'è tempo...

Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.

C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.




canzone di ivano fossati, un grande !

mercoledì 23 novembre 2016

corrispondenza

E' il titolo del film, La corrispondenza, di un regista famoso. L'ho trovato ieri sera su YouTube, mi era sfuggito al cinema l'anno scorso. E meno male. Ho pianto buona parte del tempo.
Che idea orribile...quella di continuare ad esistere virtualmente. Oggi si può, sì si può come testimonia il film.
Ma per chi rimane non è sempre bello. Anzi può diventare da incubo.
Alla fine bisogna lasciare andare. Tutto e tutti.
Il virtuale non aiuta. Anzi, al contrario, permette di continuare a far vivere l'illusione.

Vabbè, suscita spunti di riflessione questo film. Almeno quelli.
E ci sarà stato da qualche parte nel mondo qualcuno che avrà fatto ciò che nel film fa il protagonista...ah sì che ci sarà stato e forse ci sarà.

lunedì 14 novembre 2016

Tenerezza

Vedere la mano di mia madre che trema un po' mi ha fatto sentire una pena infinita.
A parte la tenerezza che questa constatazione può indurre la pena che ho sentito è per come lo prenderà male lei, questo suo cedimento, questo suo arrendersi al tempo alla debolezza...qualcosa che ha sempre notato negli altri, nei vecchi, nelle sue amiche più deboli e più fragili...penso alla sua combattività alla sua competitività mai doma, persino nei confronti di noi sue figlie tanto più giovani,  noi a cui ha sempre fatto notare e pesare le 'manchevolezze', i ritardi nel fare, le ingenuità o minori furbizie...
Vedere la sua mano tremare un po' mi ha riempito il cuore di pena...e di sgomento, nel comprendere che la sua debolezza e fragilità di anziana mi renderà presto orfana...perché così succede generalmente. E non mi sento ancora grande, non mi sento ancora pronta a quella grande solitudine che mi coglierà, quando accadrà.
Tanto maggiore è stata la discordia tra noi due tanto maggiore sarà lo strazio, immagino...

venerdì 11 novembre 2016

Cohen morto

E' morto Leonard Cohen. Ne parlavo giusto qualche giorno fa qui sul blog di Fulvio, che ha postato questa bellissima canzone.

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giovedì 10 novembre 2016

Pif in guerra

Pif presta la sua simpatica faccia e parlata ad un ingenuo ed inconsapevole e simpatico personaggio che ci fa ridere molto. Tra le incongruenze e misunderstanding del dialetto siciliano e la lingua inglese ci porta in giro per la Sicilia del dopoguerra, e facendoci ridere ci svela la terribile evenienza che si verificò in quei giorni, della consegna dei governi locali della Sicilia tutta ai principali capimafia del tempo.
così si svelano i motivi della storia patria che seguì.

Si ride sì ma si rimane muti con l'amaro in bocca. Muti e pecoroni pure.. e col senno di poi tutti quelli che sapevano e hanno saputo ed hanno combattuto (per lo più inutilmente) contro il regime e contro le mafie per tutti questi 60 anni e più trascorsi dalla fine della guerra ad oggi.

mercoledì 9 novembre 2016

un porco

hanno (abbiamo) eletto un porco.

sarà guerra. chiusura e guerra. mi dicono che le borse sono -per ora - crollate.

lunedì 7 novembre 2016

Treni

Anche a me piace guardare dal treno, quando in viaggio, e pensare alle vite delle persone che si intravedono a volte dal finestrino attraverso le loro finestre, i loro balconi, i loro giardini. E fantasticare sulle loro vicende..Tante volte ho guardato ed immaginato, ma sempre anche con spirito un po' pessimista ho immaginato le loro liti, i loro problemi, più che la apparente bellezza.Così in questo film (La ragazza del treno) mi sono sentita già a mio agio fin dall'inizio..
Molta apparente bellezza di questi paesaggi americani, di queste case così tanto "hopperiane"  (la mostra di Edward Hopper appena visitata).
Un bel thriller psicologico. Un ottimo prodotto cinematografico ben costruito, sebbene il gioco dei ritorni di tempo a metà film complica un po' la comprensione, ma fino all'ultimo col fiato sospeso.
Bello sì. Mi ha ricordato un po' Il promontorio della paura, forse le case erano dello stesso tipo..
Lo raccomando. La ragazza del treno.
Belle donne che si vuol credere pazze...ma le pazze non siamo noi donne.

sabato 5 novembre 2016

Un viaggio

Abbiamo visitato le manifatture reali di San Leucio (erano decenni che desideravo andarci!!!) ; Pozzuoli, dove abbiamo dormito, ed il Rione Terra appena restaurato,le terme romane di Baia, la Piscina Mirabilis di Bacoli, escursione a Capo Miseno a piedi, Napoli la città e Napoli sotterranea e pranzato in una casa privata con cuoco-attore e L antro della Sibilla e L acropoli di Cuma !!!

A San Leucio ho compreso finalmente del tutto come si realizzano le sete damascate!! Ed ho visto questo posto che da decenni mi ripromettevo di visitare.
La Piscina Mirabilis un posto di incredibile suggestione, poiché si tratta di una cisterna romana di dimensioni  eccezionali, che serviva per approvvigionare d'acqua la grande flotta militare romana di stanza da queste parti!!! Al suo interno, muscoso ed ombroso della luce che filtrava dai pozzi in alto, cinquanta pilastri enormi !!... 
Sotto il Rione Terra, la cittadella antica seicentesca evacuata nel 1970 e appena restaurata, la città romana con ancora i mulini a pietra per la macinazione dei cereali..un po' di natura e trekking a Capo Miseno, da dove si vede anche Capri in tutto il suo splendore!! Oltre che Nisida, Ischia e Procida !! E finalmente anche quella Napoli sotterranea che nelle tante visite in questa città non mi era mai riuscito di vedere.. e un tipico pranzo in casa privata, poiché questa associazione Medea a cui ci siamo appoggiati per le visite guidate include questo simpatico evento nella loro offerta, preparato e commentato da uno squisito -è proprio il caso di dirlo- cuoco-attore!! In una casa antica con splendido terrazzo e giardino addossato al retro della chiesa gotica di Santa Chiara !!!! 
Una magnificenza !!! 


Tutto grazie all intelligenza di un mio caro amico, nonché guida Escursionistica, particolarmente volto all archeologia ed alla cultura.
Finalmente!
.. ecco qualche foto...

venerdì 4 novembre 2016

Riflessioni di riporto

Rifletto poco ultimamente, nel senso di scrivere riflessioni sul blog… 
Sono per lo più nel vortice della vita… poco tempo ozioso per ora.

Ma rileggendo ieri sera dei vecchi scritti che ho voluto riportare da foglietti sparsi su un quaderno, è riemersa prepotente quell’ansia di vivere che mi ha dominata per gli ultimi..diciamo otto-dieci anni.

Prima stavo stretta in un ruolo che ho ricoperto per tanto tempo. Quello familiare.
Mi sono scrollata di dosso tutto, con fatica e dolore, e provocandone ad altri.
Lo ammetto. Ma i cambi non sono mai indolori. E tutta me stessa urlava anelando alla
libertà. E il dolore delle costrizioni non lo reggevo più.
Volevo e dovevo essere me stessa. Anche se ciò ha comportato rinuncia e sacrificio e la difficoltà di far capire agli altri che stava succedendo.
Non è che non mi spiegavo. E’ che non volevano sapere sentire.
Orecchie chiuse.

Ma ognuno deve seguire la sua strada, anche se difficoltosa.
Lo dico ogni giorno ai miei figli. Che lascio liberi, di tutto. Pure se ciò comporta altra fatica per me.

Insomma rileggere dopo tanto tempo mi ha stupito per la chiarezza mentale che avevo.
E che il lavoro di scrittura mi sia servito tanto tanto. Per esprimere in primis a me stessa..
E che la calma situazione di oggi sia il risultato di tanti anni di cambiamento.
Forse non scrivo più tanto perché non ho più la necessità di chiarire.

E perché sto bene, essendo nella situazione che ho voluto proprio io stessa.