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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 18 ottobre 2016

Esperienza Franz

È vero che con il passare del tempo, con il vivere si accumulano esperienze..però di alcune se ne farebbe volentieri a meno. Potendo. Ma evidentemente gli accadimenti si susseguono senza alcuna possibilità di evitarli.
Me ne stavo lì al cinema ipnotizzata letteralmente da questo bel film, Franz, quando G. che sedeva accanto a me un po' irrequieto si alza e se ne va. Ho pensato si sentisse poco bene perciò ho continuato ad essere piacevolmente immersa nel film. Non so quanto tempo sia passato però l assenza di G si prolungava e mi sono preoccupata e l ho chiamato, sempre stregata da quella pregevole proiezione da cui non potevo e volevo staccarmi. 
G. mi dice che non si sente bene e che mi attende fuori...fine del film mi precipito e lo trovo appoggiato al suo scooter molto pallido ma abbastanza normale e...mi descrive i sintomi da cui arguisco che lo debbo portare subito in ospedale !!! Ma non c è verso di convincerlo e mi costringe a lasciarlo andare da solo sullo scooter.
Vago qualche minuto sconvolta quando si allontana..perché spesso ho delle preveggenze...quindi avviso telefonicamente le sue amiche più intime perché possano avvertire il figlio dell accaduto...e di recarsi nell ospedale dove G. è diretto.
Dopo qualche ora è confermato l infarto di G.

Comunque è finita bene, ora è fuori pericolo e tra una settimana uscirà da ospedale.

Quando andrò a trovarlo gli chiederò se ricorda qualcosa del film. Ed eventualmente, con gioia, gli racconterò la fine della storia!

9 commenti:

Elio ha detto...

Scusa ma trovo un po' incosciente il tuo amico. E' vero che ognuno di noi si crede superman e sono comunque contento che tutto si sia risolto. Portagli i miei sinceri auguri di pronta guarigione. Ciao.

nellabrezza ha detto...

Si molto incosciente lo giudico anche io. Ma forse era anche molto pudico, non lo so non ho indagato.. a volte alcune persone si vergognano di essere visti in un momento di malattia...me lo spiego solo così. Andrò domani a trovarlo ma ci siamo già sentiti al telefono. Grazie.

antonypoe ha detto...

brava a intuire. ma avresti dovuto chiamare il 118. buon giorno

nellabrezza ha detto...

non stava così male da chiamare il 118 quando l'ho visto io. cioè alla fine del film.
e se aveva aspettato la fine del film vuol dire che non stava così male... poi non obbligo mai le persone a fare ciò che non vogliono, se non è veramente esiziale.
ho fatto ciò che mi ha permesso di fare.

antonypoe ha detto...

sei male informata. non bisogna stare già malissimo o addirittura essere in pericolo di vita per chiamare il 118. anzi occorrerebbe evitare di arrivare a quel punto e compromettere magari funzioni vitali. inoltre l'ambulanza non carica nessun paziente, se, essendo cosciente, questi rifiuta il trasporto al p.s. o ospedale

nellabrezza ha detto...

Non sono male informata io: se uno non sta malissimo va con le sue forze in ospedale. Qui a Roma BISOGNA stare malissimo per chiamare il 118 !! Una delle tante volte in cui chiamammo per portare mio padre che aveva emorragia e non camminava in pronto soccorso, una dottoressa ci redarguì dicendo che il 118 lo dovevamo lasciare libero per i ragazzini che si schiantavano per le strade con il motorino, e non per un anziano. Perché ce ne sono poche per tutta questa gente e per tutti questi anziani.

antonypoe ha detto...

chiamare sempre il 118 quando si ritiene grave il caso. poi sarà l'operatore della centrale a valutare i sintomi e attivare eventualmente il mezzo per l'intervento. la dottoressa che rispose in quel caso, volendo informare-spiegare di non abusare del servizio, si è espressa male o era stanca (che non è mai una giustificazione valida)

nellabrezza ha detto...

non era un operatore, era il medico che ci ha dimesso. in condizioni sempre critiche, ma gli ospedali sono pieni di anziani in condizioni instabili di salute... non era solo stanca la dottoressa ma oberata di lavoro...
non le ho risposto come avrei dovuto, perché comprendevo bene la situazione in cui lei ed altri medici erano costretti ad operare, e sono costretti ogni giorno...
certamente la gravità la giudico io in primis. ed evidentemente, come si è dimostrato dopo, c'è stato tutto il tempo per arrivare. la responsabilità era comunque sua. non si può disporre diversamente da ciò che vuole se la persona è in sé ed in grado di giudicare e di agire.

antonypoe ha detto...

tutto comprensibile. ciò non toglie che, oltre alle risorse, occorre pure professionalità