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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 5 luglio 2016

Di palo in frasca

Ieri sera ultima visita guidata urbana alla vecchia Porta Tiburtina e nel povero di san Lorenzo, nato per alloggiare gli operai edili che costruivano i ministeri all indomani dell unità d Italia.
Là Maria Montessori aprì la sua prima Casa dei Bambini nel 1907.
Come spesso in questa città a fermarsi un attimo si scoprono secoli e secoli
di storia.. ed oggi prendo questa direzione:


(dal web) “Maria Montessori era già nota in Italia per essere stata una delle prime donne laureate in medicina in Italia, per le sue lotte femministe (grande clamore suscitò in Europa il suo intervento al Congresso femminile di Berlino: 1896, lo stesso anno in cui si laurea) e per il suo impegno sociale e scientifico a favore dei bambini handicappati.
Il metodo della pedagogia scientifica, volume scritto e pubblicato a Città di Castello (Perugia) durante il primo Corso di specializzazione (1909), fu tradotto e accolto in tutto il mondo con grande entusiasmo: per la prima volta veniva presentata una immagine diversa e positiva del bambino, indicato il metodo più adatto al suo sviluppo spontaneo e dimostrata la sua ricca disponibilità all'apprendimento culturale, i cui possibili risultati non erano stati mai prima immaginati e verificati. Un altro fenomeno che interessò l'opinione pubblica di tutto il mondo fu quello di poter osservare un gruppo di bambini dedito al lavoro liberamente scelto da ciascuno di essi in un clima di tranquilla collaborazione.
Questo insospettato successo determinò un profondo cambiamento nella vita di Maria Montessori che iniziò il suo pellegrinaggio scientifico in ogni parte del mondo, ove nascevano e si sviluppavano le sue scuole e dove altrettanto grande era l'esigenza di una nuova preparazione degli insegnanti. A partire dal 1913, anno del 1° Corso Internazionale svoltosi a Roma, Maria Montessori visitò ripetutamente gli Stati Uniti, la Spagna, l'Olanda e tanti altri paesi per approdare in India ove restò molti anni anche a causa del secondo conflitto mondiale. In Italia tornò nel 1947, dopo averla lasciata nel 1934, costretta insieme a suo figlio Mario a dimettersi dall'Opera Nazionale Montessori che ella aveva fondato nel 1924. Ciò avvenne a causa del tentativo del regime fascista di orientare l'Opera e il pensiero della sua Autrice in una direzione incompatibile con i principi ideali ed educativi di Maria Montessori, la cui immagine e i cui libri vennero dati alle fiamme prima a Berlino e poi a Vienna negli anni del dominio nazista.

Per oltre 40 anni Maria Montessori sarà presente non solo nella diffusione del metodo, ma anche nella ricerca scientifica in vista della liberazione dell'infanzia ("la vera questione sociale del nostro tempo") e della difesa del bambino, l'essere fino ad oggi dimenticato e sostituito dall'adulto. diffondendosi in modo sempre più vasto. Nel 1929 fu fondata l'A.M.I., l'Associazione Internazionale Montessori, nata per una esigenza di unità e identità del movimento montessoriano.”

6 commenti:

stefanover ha detto...

bello....

nellabrezza ha detto...

una città che è una miniera di cultura...

Paolo Falconi ha detto...

San Lorenzo che dire ... le cicatrici del bombardamento dell'estate 19 luglio 1943 sono ancora evidenti ... ma non tutti sanno che durante la marcia di Roma del 28 ottobre 1922 il rione insorse e creò una barricata inespugnabile ... con l'aiuto degli arditi del popolo che le formazioni di Italo Balbo non riuscirono a passare ... lo scontro fu cruento che sul campo persero la vita 13 persone ed il rione si creò la fama di essere Rosso fino alle midolla:-)

nellabrezza ha detto...

sì è vero Paolo che si vedono ancora i segni del bombardamento. una volta ascoltai dalla viva voce di un medico che si prodigò quel giorno la testimonianza tragica degli effetti delle bombe. di questo episodio del 1922 invece non sapevo.

Paolo Falconi ha detto...

Anche Testaccio insorse ... in effetti non se ne mai parlato molto e quando l'ho saputo ne sono rimasto sorpreso.

nellabrezza ha detto...

Immagino, Paolo, che sia stata esercitata molta censura sugli atti di resistenza in quel tempo, e forse anche dopo, perché su nessun testo di storia su cui abbiamo studiato è mai stato accennato a nessun minimo atto di contrasto della famosa marcia..