...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 28 giugno 2016

SS Pietro e Paolo

Dal web copio e incollo.

"Questi due giudei, molto diversi tra loro per origine e formazione, non sono i primi seguaci di Gesù ad essere arrivati nella capitale, ma piuttosto i due apostoli (termine derivato dal greco che significa inviati) che proprio a Roma furono uccisi per essersi fatti annunciatori del nuovo messaggio, divenendo così martiri vittime delle persecuzioni anticristiane di Nerone.
Si dice che Pietro fu crocifisso con la testa in basso nel'64 d.C., nella zona del Vaticano; Paolo venne decapitato nel '67 nell'attuale zona delle Tre Fontane. Dai tre rimbalzi che fece il suo capo mozzato sgorgarono tre fonti e successivamente vennero edificate tre chiese.
Storicamente le date di morte dei due apostoli e delle persecuzioni di Nerone non potevano essere il 29 giugno del ’67, i due Santi non furono in effetti contemporaneamente martirizzati in tale data. In realtà questa data del 29 giugno è legata all'antica festività romana del Quirino (divinazione e festa romana che celebrava i due gemelli Remo e Romolo).
La festività sarebbe celebrata dal 258. Fino ai primi decenni del ‘900 il 29 giugno si faceva festa grande, a Roma, con le classiche scampagnate fuori porta: presso le osterie e le fraschette si poteva mangiare pagando solo lo scommido (scomodo) all’oste e portandosi da casa il fagotto. Al giorno d'oggi, ufficialmente la celebrazione della festa patronale di Roma comincia la sera del 28 giugno, nella Basilica Vaticana, quando la statua di San Pietro viene vestita da pontefice.
Un'altra tradizione ci viene del 1868 quando papa Pio IX affidò l'Abbazia ad una compagnia di frati Trappisti, i quali, dopo aver bonificato la zona dalla malaria vi piantarono una gran quantità di eucalipti, allora ritenuti una barriera al diffondersi della malaria, costituendo così un celebre e salubre bosco, mèta delle scampagnate dei romani che qui venivano a godere sia della pace e della bellezza del luogo, sia delle rinomate specialità dei frati come il cioccolato ed il liquore ricavato dalle foglie di eucalipto. Un'antica tradizione dei romani era quella di recarsi di buon mattino presso i frati Trappisti per gustarsi una rosetta (pane tipico di Roma) riempita di una buona dose di cioccolato caldo. Da quel giorno, andare all'Abbazia delle Tre Fontane il 29 giugno è una tradizione da non perdere.
Ogni 29 giugno al tramonto si svolge anche una processione, che ha come particolarità quella di portare una reliquia di San Paolo: la sua catena composta da 14 anelli di ferro, attualmente custodita nella basilica di San Paolo Fuori le Mura, mentre la catena di San Pietro è custodita in San Pietro in Vincoli. 

Dopo il tramonto la cupola della basilica di San Pietro è illuminata a giorno da decine di fiaccole, mentre sopra Castel Sant'Angelo vengono fatti esplodere i fuochi d'artificio."


In effetti la cultura religiosa di Roma mi mancava.. Eppure questa città è stata fatta soprattutto di religiosità.
Dovunque si vada se ne sente forte il peso. Camminavo ieri sul colle del Gianicolo, alle cui pendici si trovano un grande ospedale e due o tre Università Pontificie...gli ospedali di Roma sono quasi tutti di proprietà del Vaticano. Di questo colle quanta parte sarà italiana mi domando ?

Nessun commento: