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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 28 giugno 2016

da "Il Ciclope" di Paolo Rumiz

Siamo così narcotizzati e distanti dalla natura da non sentire che cemento e discariche, camorra e veleni ci assediano.
Viaggiamo tranquilli in mezzo a penitenziari di animali pazzi e pieni di antibiotici, gabbie di reclusi pigolanti dove non fa mai notte, e non vediamo...
Capiremo solo quando non ci sarà più niente da fare.
Se domani il cielo fosse vuoto di passeri, ci metteremmo settimane a realizzarlo. Se un giorno il fiume sparisse da sotto i ponti del nostro paese m non lo noteremmo.
Siamo pieni di paure, certo, ma paure di cose senza significato, e le paure a vuoto si chiamano paranoie.
Ci manca il timore vero m quello supremo. L orrore di noi stessi, incapaci di sentire il grido della natura che boccheggia e dice "basta"

2 commenti:

fulvio ha detto...

Ciao Nella.
Terribile,Paolo Rumiz mi ha bombardato negli ultimi due anni e non ha finito, con la Grande Guerra e adesso si produce in un pessimismo cosmico.
Ciao fulvio

nellabrezza ha detto...

Invece Rumiz se non fosse così solitario,poteva essere l uomo ideale per me, così sempre in giro...