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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


sabato 14 maggio 2016

Innovazione e tradizione

Uno dei miei figli, il più piccolo, 27,  mi ha chiaramente detto che detesta tutto ciò che preparo da mangiare.
Anche perché non glielo preparo quando vorrebbe, e/o comunque non sto ai suoi comodi.
Ho proprio finito di preparare secondo le loro necessità perché mi sono stancata di fare la madre assistenziale, e preparo se e quando mi va ed anche un cibo sano e salutare.
Che poi per me è stato anche ribellarmi alla tradizione, ai genitori...infatti io detesto tutto ciò che mia madre prepara da mangiare.

Quinfi oggi che si pranza va eccezionalmente insieme loro due, nonna e nipote hanno condito la pasta tradizionalmente, mentre io ho fatto il bastian contrario..(bottarga con pesto di pistacchi Made in Sicily).

La mia riflessione è poi stata che per la mia generazione il cambiamento era imperativo e passava anche dalla cucina..ma per i miei figli il recupero della tradizione, almeno in cucina, è fondamentale.

Non vorrei lo fosse anche in politica...

2 commenti:

antonypoe ha detto...

no, per me non passava anche dalla cucina. apprezzo pure quella tradizionale o casalinga. dipende. ovviamente ho i miei gusti

leggerevolare ha detto...

l'approccio al cibo è espressione diretta della propria personalità e per questo è altamente soggettiva e vissuto anche con una certa passione o tutela. Io preferisco il cibo della tradizione e sono felice di recuperare antiche ricette. Penso poco all'aspetto salutare del cibo se non rare volte. Per questo trovo innaturale che solo una persona debba cucinare in una cucina...