...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


venerdì 31 ottobre 2014

Le mie mani

le mie mani su di te
è difficile chiamarti amore
quando basta aprire una finestra per scoprire
un'altra verità ..

giovedì 30 ottobre 2014

figlia

sono una figlia dei fiori, romantica, sognatrice ed idealista.

e mal mi adatto a questa società utilitaristica...



domenica 26 ottobre 2014

Al di la'


Al di là delle idee, del giusto e dello sbagliato, c'è un giardino.
È là che ti aspetterò.
Gialal al-Din Rumi
(immagine da web)

sabato 25 ottobre 2014

Palme d oro

La scorsa settimana ho visto la Palma d Oro del 2014 e stasera quella del 2013 che mi ero persa.
Un film delizioso e concreto, attuale. Tutto il tempo la camera era in adorazione della bellezza e sensualità della protagonista, una ragazza con un dolce viso ancora da bambina ma con una sensualità in ogni gesto ed espressione. Sempre colte in piani primissimi e ravvicinati...una contemplazione assoluta della bellezza femminile e della giovinezza, in una bella storia d amore lesbico. Bella ed intensa la storia come la recitazione delle ragazze. Le scene di sesso estremamente veritiere e penso anche vere. Non mi hanno turbato, anche se sono state una specie di lezione sul sesso saffico, che non conoscevo..ah il titolo è' La storia de Adele.

venerdì 24 ottobre 2014

ancòra

son riuscita a riunificare la tastiera.

ma ora mi copre tutto ciò che scrivo.

mannaggia.

movimenti inconsulti et voilà ! non mi ci raccapezzo.

ora premendo il tasto tastiera appare "separa" e "ancora" che vorrà dire ancòra...?

però non funziona, premendo.


uffa

giovedì 23 ottobre 2014

Problema

ho un problema: sono riuscita non so come a dividere in due parti la tastiera dell iPad...😳😳😳


Ma ora come faccio a riattaccarla ????😨

25 ottobre

"NUN T'ADATTA' AR PEGGIO"


Lenzuolo scritto a mano appeso sul viadotto sull Aurelia in entrata a roma.

A sabato.

Giro

Più conosco uomini e meno li capisco...come sarà sta cosa ??

Un caos.

Lasciarsi andare, prendere quel che capita. Abbandonarsi....come nel mare.


Che cosa strana la vita.



lunedì 20 ottobre 2014

due filmoni

trascinata in un turbine di eventi da una persona come me. finalmente una amica che mi bypassa !!


quindi due filmoni in un breve volger di tempo...

dirò del più bello, Il giovane favoloso... un film esteticamente PERFETTO  !!

ho gli occhi ancora pieni. del colore, dei colori, delle scene che sono capolavori fotografici...

vorrei le foto di scena. vorrei poter contemplare ancora certe inquadrature. perfette.

il film non ha una sbavatura. molto seguito dal pubblico pur nell'osticità di un linguaggio oramai un po' arcaico, quello dell'800, con applauso finale, meritatissimo, che mi attendevo.

bravissimo elio germano, in un ruolo impegnativo. imperdibile. consolazione che la poesia è un nostro bisogno. condiviso da molti.



il secondo film è il lunghissimo Il regno in inverno. Cappadocia moderna, turchi moderni, ma un film che usa questi fantastici panorami solo come esca, il film è tutto incentrato sui rapporti familiari del protagonista, uno scrittore ex attore ed ora proprietario di un hotel diffuso, inserito nelle abitazioni trogloditiche della Cappadocia, Anatolia centrale... quasi Scene da un matrimonio bergmaniano.

Bel film.
Un piccolo mistero..chè ci è sembrato di riconoscere il protagonista principale, bello, tra il pubblico che lasciava la sala alla fine. Non abbiamo avuto la faccia tosta di chiederglielo se fosse veramente lui...e poi si è perso tra le strade di San Lorenzo...


lunedì 13 ottobre 2014

fine e non mezzo

Voglio essere il fine

...e non il mezzo.

Però pero...anche io considero le persone il mezzo, ma senza mai dimenticare la persona, ed il suo stato di benessere.

Ecco vorrei lo stesso, anche essere un mezzo ma alla fine ci devo essere anche io...il fine dovrei essere io.


Difficile, lo so, molto difficile.

giovedì 9 ottobre 2014

copio incollo 2

IL RUOLO DEGLI UOMINI
E gli uomini cosa facevano nel frattempo? Di sicuro cacciavano, ma anche qui, non da soli. La caccia, non potendo contare su armi elaborate, non era un’attività solitaria nella preistoria e dunque doveva per forza essere un evento collettivo, al quale con ogni probabilità partecipavano anche le donne. A riprova della presenza femminile anche nelle foreste infestate dalle fiere, le tante dee della caccia sopravvissute nelle culture patriarcali. Poi probabilmente gli uomini avevano anche altre mansioni, ma sempre in qualche modo subordinate al femminile.
Questi sistemi di civiltà matrifocali hanno cominciato a entrare in crisi intorno al 5000 a.c., secondo un’evoluzione non-lineare e un andamento a macchia di leopardo, per essere poi definitivamente soppiantati dal modello patriarcale intorno al 2000 a.c. Ci sono voluti ben 3000 anni affinché il processo di transazione si completasse, non senza rigurgiti e resistenze in alcuni casi strenue e accanite. Che cosa è successo durante quei 3000 anni, in pratica che cosa ha causato questo ribaltamento del potere, sarebbe un interessante campo di studi che certamente sarà investigato nei prossimi decenni.
IL DECLINO DELLE SOCIETA’ A MATRICE FEMMINILE
In questo caso, ci limiteremo a suggerire alcune ipotesi. Innanzitutto: se le cose stanno così, se il patriarcato cioè è stato preceduto da decine di migliaia di anni di cultura femminile, e se il potere sacro e inviolabile della Grande Madre è stato strappato con rabbia e violenza da una minoranza sottomessa e frustrata dopo alcuni millenni di lotte, questo spiegherebbe l’accanimento con cui il nuovo potere abbia sistematicamente represso e discriminato il genere femminile nei secoli successivi e fino ai nostri giorni, di come abbia ostinatamente cercato di precludergli qualunque accesso alla cultura, al sapere, al lavoro, all’arte, alla libertà di movimento e di pensiero, come abbia fatto in modo di gestirne la sessualità, appropriarsi della sua capacità riproduttiva, e sottometterlo in tutti i modi possibili e immaginabili. Francamente una determinazione altrimenti difficile da comprendere, se non con la folle e inconscia paura di riperdere ciò che era stato così faticosamente conquistato, e con la segreta e terrorizzata consapevolezza di quello che il femminile avrebbe potuto fare se fosse stato lasciato libero di muoversi e di esprimersi.
Secondariamente, sembrano anche più comprensibili le diffuse difficoltà relazionali che tutt’oggi esistono tra uomini e donne: forse sono il retaggio di quei 3000 anni di lotte feroci per il potere?
Concludiamo con una riflessione: l’avvento del patriarcato, seguito dalle tre grandi religioni monoteistiche, tra le tante conseguenze che ha avuto, ha depredato l’umanità di un aspetto fondamentale per l’equilibrio globale: la sacralià’ del principio femminile, il rispetto per quella Madre Terra da cui la nostra sopravvivenza dipende, e il riconoscimento della sua generosità. Alcuni millenni di patriarcato, sventolando la bandiera della mascolinizzazione di dio, hanno portato nel mondo guerre e distruzioni di ogni sorta, il bieco sfruttamento delle risorse, la disumanizzazione dei suoi abitanti, la perdita dei principi e della speranza. Una fine ingloriosa sembra aspettarci dietro l’angolo. Forse sarebbe il caso di riaprire le porte e i cuori alla Grande Madre, violata dagli uomini e dimenticata dalle coscienze…

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Johann Jacob Bachofen (1815-1887)- Il matriarcato. Ricerca sulla ginecocrazia nel mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici, 2 voll., a cura di Giulio Schiavoni, Giulio Einaudi editore, Torino 1988.
UBERTO PESTALOZZA (rettore Università di Milano) 1966– L’ETERNO FEMMINEO MEDITERRANEO
MARJA GIMBUTAS, (Università della California, Los Angeles)1994 – IL LINGUAGGIO DELLA DEA – LE DEE VIVENTI
MERILIN STONE (Università di New York, Buffalo) – QUANDO DIO ERA UNA DONNA
TILDE GIANI GALLINO (Università di Torino) – LE GRANDI MADRI
LUCIANA PERCOVICH (Libera Università delle Donne, Milano) – OSCURE MADRI SPLENDENTI
SARA MORACE – Origine donna: dal matrismo al patriarcato
- L’origine femminile dell’umanità. Dialoghi, lezioni, articoli, (a cura Dario Renzi Sara Morace )
MARGARET R. EHREMBERG – Donne nella preistoria.
HEIDE GOETTNER ABENDROTH – “Le società matriarcali – Studi sulle culture indigene del mondo”, un testo monumentale sulle comunità matriarcali tutt’oggi esistenti nel mondo, messe in relazione ai modelli originari preistorici. Il tomo, 700 pagine, ne contiene 40 di bibliografia.
Ma l’elenco di studiose a livello internazionale che hanno contribuito alla scoperta e alla ricerca sulle civiltà antiche sarebbe lunghissimo: Chandra Talpade Mohanty, Bell Hooks, Andrea Smith, Angela Davis, Anne McClintock, Pat Armstrong, Saba Mahmood, Sandra Harding, Patricia Hill Collins, Joan Scott, Linda Alcoff, Sonali Shah, Laura Maria Augustin..solo per nominarne qualcuna.
Un articolo interessante: http://www.centrostudilaruna.it/il-femminino-sacro-e-la-ricerca-dellunita-perduta.html


copio incollo da fb

Tutti noi abbiamo appreso la storia delle origini dell’umanità sui banchi di scuola. Uomini pelosi ricoperti di pellicce di animali e armati di clave o di lance rudimentali, dediti alla caccia. Donne accovacciate accanto al fuoco, intente a cucinare. prima nomadi, poi poco per volta stanziali, fino alla formazione di piccoli villaggi fatti di capanne, ecc. ecc. L’uomo delle caverne, appunto. Peccato che probabilmente sia tutto da rifare, o meglio da (ri)raccontare.

Per secoli infatti gli studi archeologici e preistorici sono stati monopolio esclusivo di esperti di sesso maschile, che si sono sempre trovati concordi, salvo rare eccezioni, con la medesima lettura dei reperti e la conseguente ricostruzione della realtà preistorica, relegando incongruenze e contraddizioni sotto l’ombrello degli “insondabili misteri del passato”.

Tutto questo fino a circa 50 anni fa, quando cioè questi illustri signori hanno cominciato ad essere affiancati dalle prime donne archeologhe, nonché antropologhe, storiche, linguiste, esperte di religioni, filosofe, ecc. Ed è così cominciata ad emergere una realtà completamente diversa.

Per esempio la presenza, anzi l’abbondanza di statuette femminili, una diversa dall’altra ma con alcune caratteristiche simili e costanti, risalenti a un periodo che va dal paleolitico medio (musteriano, 120.000/40.000 anni fa) agli ultimi millenni prima di Cristo, in tutta l’area del mediterraneo: dalla Siberia all’Asia, fino alla Cina e al Giappone e nel continente sud-americano. Praticamente in tutte le terre emerse. L’abbondanza di questi ritrovamenti così antichi è tale da far ipotizzare che all’epoca ci fossero più statuette che esseri umani. Tuttavia, non esiste l’equivalente rappresentazione maschile dell’umanità fino all’apogeo della cultura ellenica.

Come mai, dunque, venivano rappresentate solo le donne, e con tale impressionante dedizione? E che ruolo avevano quindi gli uomini in queste antichissime società ? Negli ultimi 30 anni sono state realizzate moltissime ricerche su questo argomento, da studiose ed esperte delle accademie di mezzo mondo. Tuttavia i risultati ottenuti hanno dovuto scontrarsi con la ferrea omertà della cultura patriarcale imperante, ben decisa a non cedere neanche di un millimetro il suo potere.

IL PATRIARCATO COME FORMA MOLTO RECENTE DI ORGANIZZAZIONE

Ma perché il patriarcato si dovrebbe sentire minacciato da simili scoperte archeologiche? Semplice: perché queste hanno dimostrato che la cultura patriarcale è relativamente recente, comincia ad emergere cioè solo intorno al 5000 a. c., e impiega poi ben tre millenni per stabilizzarsi definitivamente. In altre parole, se l’età dell’umanità fosse rappresentata dal quadrante di un orologio, il patriarcato non occuperebbe che gli ultimi cinque minuti.  Ma quello che spaventa di più, probabilmente, la mentalità’ fallocratica è che gli ultimi millenni di potere sono stati preceduti da decine di migliaia di anni di civiltà basate sulla centralità femminile.

Attenzione: non è utilizzata volutamente la parola “matriarcato” perché sarebbe fuorviante, in quanto contrapposizione di idee e principi legati al modello patriarcale. Di conseguenza, si preferisce usare l’aggettivo “matrifocale”, o “matrilineare” per definire il lunghissimo periodo in cui l’umanità è stata governata da principi femminili. 

COME FUNZIONAVANO LE SOCIETA’ “MATRIFOCALI?”

Non possiamo qui riassumere in poche righe tutti i valori e le caratteristiche di queste civiltà, ma vorremmo almeno riassumerne i tratti singolari:

Nelle civiltà preistoriche femminili, anche dette civiltà antiche, non esistevano la famiglia, la proprietà privata, la gerarchia, la guerra. La divinità era femminile, identificata con la Madre Terra e la maternità in generale. Non c’era separazione tra il sacro e il profano, anzi meglio sarebbe dire che il concetto di profano era sconosciuto: tutto ciò che accadeva sulla terra era sacro, e per tanto onorato come tale.

La società era organizzata in piccoli clan che avevano come referente per tutte le questioni pubbliche e private la donna più anziana. Tutte le decisioni venivano prese collettivamente da gruppi di donne che allevavano anche i figli.

Le donne erano: sacerdotesse, guaritrici, raccoglitrici di erbe per l’alimentazione e per la cura, cuoche (ovvero chimiche che studiavano la combinazione degli alimenti), inventrici (l’ago è una delle più antiche invenzioni dell’umanità), artigiane (ovvero artiste: le anfore e i primi utensili sono tutti a forma di donna, o ispirati alle forme femminili, all’idea materna di ‘contenere, proteggere, conservare’) custodi della memoria e delle tradizioni.

LE INVENTRICI DELLA PREISTORIA

Alle donne della preistoria si devono alcune tra le più importanti invenzioni dell’umanità, tutt’oggi fondamentali per la sopravvivenza del nostra specie: l’agricoltura (furono le raccoglitrici le prime esperte di vegetazione, che capirono il rapporto tra seme e germoglio, che scoprirono come, dove e quando seminare per poter raccogliere: la marra, primo aratro della nostra civiltà, fu invenzione e strumento femminile per antonomasia); la conservazione degli alimenti (cottura, essicazione, ecc. e tutti i procedimenti per creare delle riserve di cibo); l’allevamento del bestiame (furono sempre le donne ad addomesticare i primi animali selvatici, attaccandosi i cuccioli al seno, si fecero amici i lupi, i tori, gli agnelli, ecc.); l’abbigliamento (cucendo insieme pelli di animali); il fuoco (se non abbiamo la certezza che sia stata una donna a scoprire come conservarlo, ci sono molte probabilità chi sia stata una donna a scoprire come utilizzarlo per cucinare, e di conseguenza per fondere, per rendere resistente l’argilla, ecc. Del resto, erano vestali le custodi del ‘fuoco sacro’…).

Tutto questo non è frutto della fantasia di qualche femminista invasata, bensì un brevissimo riassunto dei risultati di centinaia di ricerche serissime, scientificamente documentate e accademicamente riconosciute. (per una prima ricerca bibliografica consiglio www.universitadelledonne.it alla voce mito/religioni).

mercoledì 8 ottobre 2014

Mezz

Mezz'ora che contemplo e guardo 'sto blog...dal 3 ottobre nemmeno un idea, o meglio, nemmeno una voglia di scrivere un po'... Sarà che mi esprimo altrove, oppure che mi esprimo altrimenti... In effetti fb oramai è il mio interlocutore preferito, ci trovo le notizie di politica, attualità, salute, le notizie degli amici, c e la chat dove si può chiacchierare meglio e più del telefono...poi ci sono anche le poesie, e tanti inutili aforismi...non faccio nemmeno la fatica di cercare, gli amici pubblicano ed io condivido se mi piace, discuto se sono in disaccordo, sposo cause, mi iscrivo agli eventi.

Di tutto insomma. E ci vuole tempo. Poi intrattengo qualche conversazione privata e diversi epistolari, e alla fine trascuro anche i lavori di casa, per chiacchierare...per curiosare. Ieri sera un amico recente  mi ha detto che la curiosità e' indice di intelligenza... Non saprei, spesso amiche troppo prudenti mi dicono invece che sono troppo pazza, perché la curiosità ti conduce su terreni inesplorati...

Bah, qualche pensierucolo l' ho messo giù, di più non posso dire, meglio esser riservata.

Mo' mi faccio una partitella a Scrabble con l iPad !!

venerdì 3 ottobre 2014

le chiavi nel cassonetto

sarà capitato anche a voi !

buttando il sacchetto di immi, via ! anche le chiavi dell'auto !! DENTRO il cassonetto !!

AARGHHHH !!

guardo dentro sconsolata. vuoto. fortunatamente è vuoto, a parte delle cacche di cane.

ma le chiavi NON sono atterrate sulle cacche di cane. che fortuna.

c'è una ragazza che passa, le chiedo aiuto e mi tiene in alto il coperchio PESANTISSIMO.
che fortuna.

dietro al cassonetto qualcuno ha buttato rami di alberi tagliati...limone, nello specifico.
che fortuna.

ne brandisco uno e accuratamente aggancio le chiavi dall'anello in cui sono inserite !! e le tiro su strascinandole sulla paretedel cassonetto. SALVA !


direi che sono decisamente fortunata anche nella sfortuna.


se il cassonetto fosse stato pieno avrei dovuto tirar fuori tutta l'imo ed ispezionarla ben bene....
oddio. solo quella puzza mi avrebbe ucciso.

che fortuna !