...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


lunedì 21 luglio 2014

a raccontarla...

...ho sentito la ruota dello scooter scivolare, ero il passeggero, ed ho capito che saremmo caduti. Ma non  m aspettavo quel tremendo colpo al capo, che sebbene attutito dal casco mi ha fatto svenire.
Così non ho avuto nessuna difesa e cadendo a terra mi sono rotta il naso, il casco non era integrale, e gli occhiali metallici mi hanno tagliato sopra il sopracciglio. Tre punti. Oggi me li tolgono.

Non so quanto dopo ho iniziato a vedere, ad occhi chiusi, una luce gialla chiarissima, ma un gran silenzio, percepivo solo che ero sdraiata sulla schiena.

Non ho sentito  nulla nella caduta, ero priva di sensi. Nessun dolore ne al naso, ne al taglio, ne le altre abrasioni e colpi...

In quella luce gialla ho iniziato a sentire una voce che mi chiamava, poi mi prendevano il braccio..ma io non potevo muovere il braccio, ne rispondere.

Dopo un po' ho aperto,gli occhi è riacquistato il controllo del corpo...mi sono alzata, mi facevano alzare e sebbene confusa l ho fatto...ha iniziato a scendermi tanto sangue sull occhio destro, più mi pulivo più mi imbrattavo le mani, la maglietta. Una ragazza mi porgeva dei fazzoletti. Mi han fatto sedere sull'erba del ciglio, e' arrivata la autoambulanza, ci sono salita, mi sono sdraiata, mi han messo quell affare per il collo, che mi soffocava... Il viaggio verso l ospedale e' stato tremendo, le autoambulanze sono vecchie, prive di ammortizzazione..

Mi han fatto ogni tipo di indagine. Sono stata fortunata.

 Ho affrontato tutto senza una lacrima, ed ero sola. Ho avvertito la famiglia solo verso sera.
So che devo farcela sempre da sola.

Solo martedì, a casa dopo due giorni in osservazione in ospedale, ho avuto un piccolo crollo emotivo.


Una jella. Era il primo giorno in cui uscivo dopo una settimana di virus che mi aveva costretta.

La vita, come dicevo ieri ad una amica, mi sta riservando troppo. Troppo di tutto.

Ma fortunata, a raccontarla.






29 commenti:

Renata_ontanoverde ha detto...

... e che si stia risolvendo! :D
coraggio, son mali di passaggio!
un abbraccio

Ele ha detto...

Sì,fortunata a raccontarlo :-) Forza!! Il più è passato. :-) PS: io invece avrei pianto così tanto che m'avrebbero ricoverato per incontinenza emotiva acuta! :-) eheheheh ridiamoci su...

Anna Maria ha detto...

Sei stata forte e coraggiosa, senza ombra di dubbio ed io sono contenta che tu sia qui a raccontarcelo...non mi andava proprio di perdere un'amica. No, non mi andava proprio!
Baciobacio cara

Anna Maria ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
giovanotta ha detto...

ma povera Brezza! mi dispiace.. ma sono contenta che ora tu stia meglio, penso che oltre alla botta sia stato parecchio anche lo spavento, il sangue e il resto, ma non mi meraviglio che tu abbia superato il tutto, sei una piccola roccia o no? :)
(ma se posso permettermi la prossima volta avverti la famiglia, magari non volevi dare una preoccupazione, ma magari loro erano pure felici di 'soccorrerti'!)
un abbraccione

nellabrezza ha detto...

Vi ringrazio tutte! Dell affetto. Della famiglia mi spaventavano il dover sostenere io loro,,che sembrano,tutti bisognosi di essere aiutati.. E già avevo l eleonora li da aiutare. E le critiche, che ancora ci sono, sebbene dietro le mie spalle...perché poi me le raccontano lo stesso... Avevo da affrontare già i miei problemi per farmi carico degli altrui, in quel momento. Dopo mi hanno aiutato tutti si!!

nellabrezza ha detto...

Si farfalla poteva senza dubbio,andare molto ma molto peggio !! Sono contenta così. Ma sono ancora uno straccetto..ma tutta intera !!

Farfalla Legger@ ha detto...

♥♥♥ piano piano ritornerai a stare bene, io ne sono sicura ♥♥♥

Old man ha detto...

però anche tu ... potevi evitare di accettare un passaggio in scooter, lo sai bene che a Roma moto e scooter hanno il record di incidenti. E poi sempre casco integrale.

Però guarisci presto mi raccomando :-)

nellabrezza ha detto...

Era fuori roma old...un progetto di gita, abortito. I miei figli mi han detto infatti che mi sta bene così imparo ad andare in scooter con gli "sconosciuti" !

nellabrezza ha detto...

Che poi sconosciuto non era ...sconosciuto per loro intendevano. Ah ah, pretenderebbero,che gli presentassi tutte le persone con cui esco, manco fossi una 16enne ...

nellabrezza ha detto...

Grazie old. Magari resto sfigurata...che peccato, ti sei perso per un soffio la mia me migliore, prima dell incidente...

endi zilba ha detto...

mi dispiace per quello che ti è accaduto, veramente un brutto affare.
ti faccio un imbocca al lupo, ti percepisco come una donna forte e quindi credo che ti riprenderai presto, anche riandando sullo scoter.

nellabrezza ha detto...

Endi ma sei tu? Mmhhh dubito che ci risalirò ...grazie x gli auguri sono effettivamente sulla buona strada in senso di guarigione.

Lorenzo ha detto...

Più che stare attenta agli sconosciuti, conviene non andare in scooter con quelli che non sono capaci.

nellabrezza ha detto...

E come facevo a sapere che perdeva l equilibrio sul brecciolino, va in scooter da ...sei mesi senza problemi!!

Lorenzo ha detto...

Appunto, volevo dire. Un principiante.

TADS ha detto...

per andare "tranquilli" sulle due ruote è d'uopo far propri alcuni "trucchi", quando si cade bisogna sempre mettere le braccia davanti alla faccia (lo fanno anche i piloti). In tal caso te la saresti cavata con qualche escoriazione

buona guarigione

TADS

Old man ha detto...

conosciuti o sconosciuti :-), è proprio il mezzo che è pericoloso. Comunque quel che è fatto è fatto, inutile ripensarci.

La prossima volta automobile :-)

nellabrezza ha detto...

Infatti,tads...solo che sono svenuta prima di cadere, per il colpo in testa... mi stavo preparando a cadere e ripararmi...ed invece sono caduta a corpo morto, totalmente inerte. Grazie degli auguri!!

nellabrezza ha detto...

Ok old!! Decappottabile però!!

Lorenzo ha detto...

"tranquilli" e moto non vanno nella stessa frase.

Essendo un veicolo intrinsecamente instabile e senza alcuna protezione, ci sono solo due azioni possibili per ridurre il rischio:

1. avere paura.
La paura è un istinto salutare perché serve a valutare correttamente il pericolo e a reagire di conseguenza.

2. andare piano.
La valutazione del rischio implica la consapevolezza delle possibilità del mezzo, dei tempi di reazione e degli spazi necessari, delle conseguenze di una eventuale perdita di controllo.

Fermo restando che l'evento accidentale è sempre possibile, in molti casi l'incidente è causato dall'eccesso di confidenza, anche noto come imprudenza.

E' la ragione per cui statisticamente le donne fanno meno incidenti degli uomini, sono meno propense all'eccesso di confidenza, alla sottovalutazione del rischio e alla imprudenza.

La ragione è evolutiva, i maschi della nostra specie sono sacrificabili, devono andare allo sbaraglio per procacciare le risorse. Alla fine basta che ne sopravvivano uno o due per ingravidare tutte. Le donne invece sono una risorsa non spendibile.

nellabrezza ha detto...

Interessante la tua spiegazione Lorenzo!! Mi sento bene come risorsa non spendibile. In effetti non sarà anche perché accudiamo anziani malati e bambini ???

Lorenzo ha detto...

Anziani malati sono pesi morti allo stato naturale e sono i primi a sparire se mancano le risorse. La vita media naturale dell'uomo è circa 30 anni. Nota che coincide con la capacità riproduttiva.

I bambini sono relativamente spendibili, infatti nei primi del '900 in Italia ne moriva uno su tre prima dell'età adulta e si ovviava facendo più figli.

La ragione per cui le donne non sono sacrificabili è che le donne fanno un bambino alla volta, ci mettono nove mesi e per parecchio tempo sono limitate dalla gravidanza. Invece un uomo può ingravidare una donna in 10 minuti e passare alla prossima o andare ad occuparsi di altro. Quindi meccanicamente bastano pochi uomini per fare tutto il lavoro necessario. Tutti gli altri sono in più, di riserva, quindi sacrificabili.

Lorenzo ha detto...

A proposito dei bambini, in tutte le società antiche la mortalità era cosi alta che un individuo non "esisteva" prima della pubertà, aveva un nome provvisorio e gliene veniva dato uno definitivo solo con l'ingresso nell'età adulta. Allo stesso tempo una donna veniva "musirata" dalla sua capacità come "fattrice", posto che per avere la garanzia di successione occorresse fare molti figli. E' un'altra di quelle cose che al giorno d'oggi è difficile da capire.

nellabrezza ha detto...

Ma infatti tu parli come se fossimo all epoca delle caverne. Oggi si raggiungono tranquillamente i 90 anni ed oltre, grazie a cure mediche sempre più intense..e sono per la maggior parte le donne a doversene occupare, fino alla fine. In quanto ai 10 minuti occorrerebbe molto altro tempo per procurare il cibo per tutti questi bambini che vi divertivate tanto a disseminare per il mondo !!!

Lorenzo ha detto...

Non è proprio in questi termini.

Innanzitutto come dicevo sopra, all'epoca delle ultime ondate migratorie dall'Italia verso le Americhe e l'Australia, qui si moriva letteralmente di fame e la mortalità infantile era oltre il 30%. Parliamo di cent'anni fa, non delle caverne. In certi momenti i contadini dell'Appennino vendevano i figli agli artisti girovaghi, tanto che nelle capitali europee gli accattoni Italiani erano una calamità.

Al giorno d'oggi sono cose dimenticate da noi ma sono ancora il pane quotidiano in altri Paesi, dove si muore di fame e di malattia, infatti la gente si imbarca ancora per attraversare il mare verso la speranza, con la differenza che i nostri avi andavano verso terre vergini, quelli di oggi vanno verso società decadenti perché di vergine non c'è rimasto nulla.

Inoltre, considera che nel momento in cui abbiamo raggiunto il relativo benessere, abbiamo smesso di fare figli, tanto che l'Italia ha un saldo demografico negativo, al netto degli immigrati.

Un'altra cosa da considerare è che i comportamenti della nostra specie, che si sono perfezionati come espediente evolutivo e quindi sono innestati in profondità, non cambiano con la stessa rapidità con cui sono cambiate le condizioni di vita. I ruoli di genere maschio/femmina hanno sia una componente "culturale", cioè vengono insegnati, sia una componente "istintiva", cioè sono più o meno innati. In entrambi i casi i maschi sono molto più propensi alla azione fisica e alla imprudenza, non perché "devono" ma perché "si divertono".

Riguardo il cibo:
Io non c'ero ma gli antropologi sostengono che nella antichità remota, quando erano nomadi e in condizioni normali, solo poche ore al giorno erano dedicate alla ricerca del cibo, gli antenati avevano un sacco di tempo libero. Le donne e gli uomini però facevano cose diverse, le donne andavano in giro a raccogliere semi e frutti, gli uomini andavano a caccia oppure a rubare. Entrambe attività con un certo margine di rischio. Le cose cambiarono quando fu inventata l'agricoltura e la società urbana. A quel punto le attività erano organizzate e specializzate, uno fa il sacerdote, uno fa il vasaio, uno fa il contadino, eccetera. Fu anche inventata la guerra, dato che nelle città c'erano risorse accumulate che valevano lo sforzo.

Comunque, tutto 'sto discorso per dire che gli uomini sono imprudenti per natura. Solo quelli che diventano vecchi imparano a valutare il rischio.

nellabrezza ha detto...

Se hai la possibilitavdi osservare due bambini piccoli di sesso diverso, mentre vivono crescono è giocano tutto ciò è' molto chiaro. L impossibilità per i maschietti di stare fermi fisicamente e concentrarsi per esempio..

nellabrezza ha detto...

a tads complimenti per il post sulle vacanze a rimini...e le tante risposte. troppe per i miei gusti, hai decisamente una marea di followers...ma che c'hai il miele??