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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


lunedì 16 dicembre 2013

toccante. bellissimo. umano.




John May è un funzionario comunale dedicato alla ricerca dei parenti di persone morte in solitudine. Diligente e sensibile, John scrive discorsi celebrativi, seleziona la musica appropriata all'orientamento religioso del defunto, presenzia ai funerali e raccoglie le fotografie di uomini e donne che non hanno più nessuno che li pianga e ricordi. La sua vita ordinata e tranquilla, costruita intorno a un lavoro che ama e svolge con devozione, riceve una battuta d'arresto per il ridimensionamento del suo ufficio e il conseguente licenziamento. Confuso ma null'affatto rassegnato, John chiede al suo superiore di concedergli pochi giorni per chiudere una 'pratica' che gli sta a cuore e che ha il volto di Billy Stoke, un vecchio uomo alcolizzato che aveva conosciuto un passato felice. Di quel passato fa parte Kelly, la figlia perduta per orgoglio molti anni prima. Lasciata Londra per informarla della dipartita del genitore, John si muove tra i vivi e assapora la vita che ha il volto di una donna e il sapore di una cioccolata calda.

Scritto, diretto e prodotto da Uberto Pasolini. Un film rigoroso, coerente, denso, profondo nell'immagine e nel senso, che ha la precisione e la lentezza di Tsai Ming Liang e la fissità e la dimensione iconica di Ozu.

Per me bellissimo. Ho pianto uscendo, mi ha toccato profondamente....

3 commenti:

giardigno65 ha detto...

ok. lo guarderò di sicuro !!!

nellabrezza ha detto...

come ha detto qualcuno è la rappresentazione della pietas, che sconvolge. non siamo più abituati..

leggerevolare ha detto...

ho visto il trailer... mi sarebbe piaciuto vederlo