...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


venerdì 15 novembre 2013

Un altro museo...ieri

ll MACRO di via Nizza 138 si trova nel quartiere romano Salario-Nomentano e occupa parte del complesso che fino al 1971 la Società Birra Peroni impiegò per le sue attività di produzione. La struttura fu realizzata da Gustavo Giovannoni e rappresenta un raro esempio in città di archeologia industriale.

Cessate le attività del Birrificio, nel 1974 la Società elaborò insieme al Comune di Roma un piano di recupero con inclusa la cessione di una sua parte al Comune stesso per la realizzazione di servizi pubblici di quartiere. Tale cessione avvenne nel 1983.

In seguito ai lavori di recupero del complesso — svoltisi tra il 1995 e il 1999 — la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea venne a occupare una parte del lotto, totalmente insufficiente sia in termini espositivi che di deposito delle collezioni. Il concorso di progettazione, indetto nel 2000, rispose non solo a queste necessità ma anche a quelle di ridefinire l’immagine e il funzionamento dell’intero complesso, con nuovi spazi rispondenti alla eterogeneità della produzione artistica contemporanea sempre e comunque nell’ambito di un sistema di relazioni e connessioni con gli spazi già esistenti nonché con lo spazio urbano circostante.

L’intervento di Odile Decq, l’architetto francese vincitore del concorso, ha conferito al Museo un sistema dinamico di articolazioni e collegamenti molteplici; i grandi spazi quali le sale espositive (che occupano uno spazio complessivo di 4350 mq), il foyer, l’auditorium e la terrazza (o giardino panoramico) sono collegati da scalinate,  ascensori,  ballatoi e passaggi che oltre a offrire prospettive tangenziali e punti di vista sequenziali rendono l’esperienza dell’architettura del Museo dinamica, attraente, sempre nuova e diversa



fino all'8 dicembre ospita la XII edizione di FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma.
"Tema della XII edizione è VACATIO: sospensione e assenza in fotografia, per riflettere sull’atto di fotografare, sulla specificità della disciplina – anche in relazione alle nuove tecnologie –, sul concetto di sottrazione e sul confine tra la fotografia e le altre arti. 
Asciugare tutto, arrivare all’assenza come essenza. Rispettare la condizione individuale e di solitudine. Su questi nuovi scenari labili, l’idea è di ricostruire un tessuto forte della fotografia d’autore ricominciando a lavorare sulle singole identità. In un’epoca di “vacatio” istituzionale è necessario ripartire dal bisogno di testimoniare, di combattere nuove e vecchie assenze nel mondo, interrogandosi su quanto la fotografia possa spaziare anche in terreni non reali."

4 commenti:

Coloratissimo ha detto...

Grazie della tua esauriente e competente presentazione di un Museo e della sua storia che non conoscevo,pur frequentando spesso la città di Roma.
Alla mia prossima visita non mancherò di visitarlo.
Ciao,fulvio

Renata_ontanoverde ha detto...

Bellissimo!!! da vedere!
Ciao

nellabrezza ha detto...

@coloratissimo: se ti sbrighi ci sono, ancora per poco tempo cioè, in un angolo di questo articolatissimo e variatissimo spazio, le foto di questa fabbrica risalenti al 1910 ! in un quartiere che è cambiato moltissimo...! ah vieni spesso a Roma ?

nellabrezza ha detto...

@renata: fai un pò una lista, così quando verrai ti porto dài !