...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


mercoledì 10 luglio 2013

anch'io la penso così


e che le intelligenze, le energie e le risorse debbano essere impegnate per andare in queste direzioni, e non altre. per me è civiltà.

Pubblicato su gothicNetwork.org (http://www.gothicnetwork.org)

Emergency. Diritti o privilegi

Diritti o privilegi, questo è stato il tema dell'incontro nazionale di Emergency che si è svolto dal 26 al 29 giugno a Livorno. I diritti divengono privilegi quando solo una piccola minoranza li possiede, questo è quello che da anni sta avvenendo in Italia, secondo una logica di guerra che Gino Strada, uno dei fondatori di Emergency, ha descritto chiaramente, quando ha rievocato le ragioni della necessità di un impegno di Emergency in Italia, durante il dibattito con Maurizio Landini e Stefano Rodotà che aveva come tema i diritti.
Gino Strada ha ribadito quello già precedentemente aveva scritto sulla rivista trimestrale di Emergency:”...Dieci anni fa.(..).per la prima volta discutemmo della necessità di un nostro impegno anche in Italia..(.)..Era nata da un timore, rivelatosi poi fondato, e dalla percezione che la negazione dei diritti umani non fosse solo un problema dei “Paesi in guerra” né oltre confine. Certo non pensavamo a bombardamenti e a mine antiuomo in Italia, ma avevamo il sentore che ci fossero tanti modi di “fare la guerra”, con un denominatore comune: l'uso sistematico della violenza. L'indifferenza alle sofferenze altrui, il cinismo nel determinarle, la determinazione nell'infliggerle. In quegli anni si andava consolidando e ed estendendo in Italia un modo di pensare e di comportarsi ispirato e in sintonia con la “logica di guerra”....(...)...Così tanti crimini sociali sono state presentate come cose “buone e giuste”, tante scelte contrarie all'interesse dei cittadini sono state chiamate riforme o progresso. La guerra è stata chiamata pace, gli ospedali aziende, i licenziamenti ristrutturazioni...(..)..La guerra contro i poveri che si sta svolgendo in Italia sta facendo molti morti e feriti.”
Nel corso del dibattito Stefano Rodotà ha affermato che il principio basilare è il rispetto della dignità umana da cui discendono la libertà di auto determinarsi, il diritto al lavoro, all'abitazione, salute e istruzione. Il dominio del mercato con la logica del profitto ad ogni costo sta distruggendo i diritti, trasformandoli in merce che solo pochi possono acquistare, cioè privilegi. L'articolo 1 della Costituzione dice che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro per affermare che non è fondata sul privilegio. Ha poi denunciato, come esempi, due pesantissime violazioni: La nostra attuale legislazione sui migranti illegali che non li considera persone e il fatto che la gente che non può pagare i ticket e così è privata del diritto alla salute. Ha anche ricordato come il diritto di accesso gratuito alle cure sia legato al diritto di morire con dignità.
In nome della crisi si cancellano i diritti acquisiti con le lotte dei lavoratori, questo ha affermato Maurizio Landini, e così la democrazia in Italia e in Europa è in pericolo. In particolare in Italia si vuole cambiare la Costituzione con la scusa che non è più adatta ai tempi quando invece è rimasta largamente inapplicata, quindi bisogna che finalmente sia attuata, non modificata. In questo contesto politico è preoccupante che il 50% degli aventi diritto non voti in quanto è un indice significativo della crisi della democrazia, votare non è un privilegio e la partecipazione è necessaria per un cambiamento che parta dal basso. Un altro fattore preoccupante è anche che stiamo perdendo il nostro sistema produttivo.
Rodotà ha inoltre aggiunto che i diritti costano quando non sono rispettati e la coesione sociale è la base della democrazia; ai diritti già enunciati ha aggiunto: il diritto alla memoria e alla verità. Gino Strada ha poi ricordato che più del 15% della popolazione non si può curare perché non può pagare i ticket e con i soldi delle spese militari italiane si potrebbero curare 2 miliardi di persone; lo sgretolamento dei diritti porta alla creazione dei privilegi. Se non si abolisce la guerra non ci sarà un futuro né per la Terra né per la democrazia.
La pessima politica porta cattiva cultura per questo l'istruzione deve essere affidata alla scuola pubblica, questo ha affermato Rodotà. Ha poi aggiunto che la Fondazione Agnelli in un suo studio ha riportato che la scuola privata è peggiore di quella pubblica; inoltre ha sottolineato che la scuola pubblica è il luogo unificante di culture e abitudini diverse ed è indispensabile in questa situazione in cui la popolazione sta diventando sempre più razzista e omofoba.

www.gothicnetwork.org | www.gothicnetwork.it??? ©2008-2011
Testata giornalistica registrata c/o Tribunale di Roma n. 391/2008 del 20/11/2008


http://networkedblogs.com/N0Gya

5 commenti:

giardigno65 ha detto...

anch'io !

nellabrezza ha detto...

mi fa piacere...perchè invece ce n'è tanti che proprio non la pensano così !!!

fracatz ha detto...

questa è gente che parla sempre di "diritti a prescindere" come se fossero il papa o il vespone che va a portare conforto e si stringe un morto di fame facendosi riprendere dalle telecamere.
Non si parla di diritti, così , a vanvera, almeno si dovrebbe accennare ad una torta e fare degli esempi, certo se ci sono tipi come il vespone che si staccano grosse fette della torta, poi ai morti di fame restano solo le briciole.
Tra le persone che menzioni stimo solo Gino Strada, ecco lui l'ho sentitro parlare ed i suoi discorsi sono concreti e vanno ad incidere anche sullo stile di vita e sulle fette di quella torta da staccarsi a dimensione etica

nellabrezza ha detto...

Certamente, hai ragione. Però ci vuole la teoria, anche, per molte cose, e anche la pratica, e sia Landini che Rodotà hanno anche cercato di tradurre in pratica ciò che pensano. Quando dico che la penso come loro inoltre voglio anche dire che su alcune cose la penso come loro. Che è già molto comunque, è già voler chiarire che non la penso, in teoria, nè tantomeno in pratica, come Alfano o Gasparri, o quell'altro sindacalista tanto snob...

antonypoe ha detto...

non ho letto tutto, ma il succo mi è chiaro ed alcune cose sono condivisibili e interessanti. personalmente credo che occorrerebbe una soluzione drastica: eliminare i diritti. presuppongono già una distinzione. naturalmente parlo di utopie. ciao