...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 7 maggio 2013

voglio vedere

voglio vedere gente, il virtuale non mi basta più.

voglio incontrare le persone. con quelle che conosco già di voi mi sembra sarebbe più soddisfacente condividere pensieri, idee, ragionamenti.

diciamocela tutta, vogliamo mettere il piacere di fare due passi insieme, prendere un caffè guardandosi negli occhi ?

boh, è un momento in cui forse la maggiore libertà mi induce a non "accontentarmi"
più del virtuale, che pure tanta parte della mia vita ha preso in questi ultimi anni, forse
dieci già...

son già passata su fb con una certa riluttanza all'inizio, ma ora lo trovo più vicino alla realtà, alla mia vita reale, ai miei giorni... qui mi sembra un mondo di ripiego che non conduce a nessuna vera conoscenza. che  questo  sia essenzialmente un modo di relazionarsi limitato ed illimitato nello stesso tempo... forse in una sola dimensione, ma enorme, quella virtuale infatti, invece delle tre dimensioni (o più) di cui siamo fatti nella realtà fisica...

non è un caso infatti che tante conoscenze di qui siano poi diventate persone reali, per me.

beh opinione mia, del tutto discutibile come tutte le opinioni.

16 commenti:

Old man ha detto...

conoscere gente nel virtuale e frequentare gente nel reale sono attività complementari, non mutuamente esclusive.

Ci sono persone lontane, persone che nella vita di tutti i giorni mai avrei incontrato, e con le quali il virtuale è, se non l'unico, di gran lunga il miglior modo di restare in contatto.

Conoscere dal vivo, al di là di dare un volto ed una voce ad un nick, è un di più che però, se una frequentazione più assidua non è possibile (per motivi di tempo o di distanza), poco aggiunge a mio avviso alla conoscenza.

Poi, secondo me, se una conoscenza virtuale è destinata a diventare anche reale, lo sarà ... prima o poi.

Ah ... non amo Fb ... in effetto Old è su Fb ... ma non ci va quasi mai

Renata_ontanoverde ha detto...

Non conosco Facebook, anche se molti mi sollecitano di entrarvi sia per motivi di lavoro che di comunità: tante persone che conosco ci sono.
Il blog per me è stato uno sfogo, un'evasione nel periodo in cui non potevo uscire da casa per stare con mio marito. Ora è un mezzo per condividere e scambiare idee ed opinioni con i vari amici lettori fissi.
Certo con te si è realizzata l'amicizia reale... : )

dtdc ha detto...

quando dico questa cosa qualcuno mi da dell'idiota, dunque siete autorizzati:
il passaggio dal virtuale al reale per il 50% dei casi si trasforma in amicizia, in altrettanti casi nella chiusura o nel forte raffreddamento della frequentazione, anche solo virtuale.
Perchè? perchè non siamo fatti di parole e concetti, perchè le emozioni dietro a una tastiera possono essere controllate meglio e sapientemente tradotte in parole e anche mescolate ad arte, perchè i corpi sfiorandosi si attraggono e si respingono in modo automatico, perchè gli occhi sono lo specchio dell'anima, perchè l'odore dell'altro o dell'altra ti parlano di lui o di lei, perchè l'abito fa il monaco.
In un rapporto non virtuale c'è il corpo. Il corpo non mente e dice tante cose, seleziona le stimolazioni ambientali, i contesti, le minacce esterne in modo automatico e inconsapevole, è funzionale che funzioni così. Fa lo stesso con le persone.

Non sono d'accordo con chi afferma che il contenitore non rappresenti il contenuto.
Non credo a chi dice di non essere influenzato dalla presenza fisica, tangibile, se il rapporto virtuale era consolidato e frequente.

L'incontro fisico, non virtuale, è decisivo se si vuol investire a 360 gradi sulla relazione.
Io la penso così.

Ciao!!!

Old man ha detto...

Il contenitore non rappresenta il contenuto, ma di certo ha una sua importanza. Però spesso il contenitore è un filtro che, nel reale, ci impedisce di vedere il contenuto, e quindi il virtuale, rimuovendo il contenitore, ci aiuta nel conoscere il contenuto. Ovvio che il virtuale ha dei limiti, e per puntare ai 360° bisogna superarli ... ma ce ne è sempre bisogno? :-)

dtdc ha detto...

se tengo a quella relazione e la voglio far crescere, per me sì, ce n'è sempre bisogno.
Il virtuale spesso è un contenitore sopra al contenitore. :-)
Parlo per esperienza personale: io non posso ritenermi amico di una persona a cui non ho mai stretto la mano e che non ho mai guardato negli occhi.

nellabrezza ha detto...

ci possono essere resistenze alla conoscenza reale, di tanti tipi. per prima la timidezza, il desiderio di poter confessare i più segreti pensieri in modo anonimo, di confidarsi a perfetti sconosciuti che ci possono giudicare solo dal detto... ma ad un certo momento la realtà, per me almeno, è divenuta necessaria, per tante persone che ho voluto conoscere e che mi hanno voluto conoscere, come se la realtà volesse imporsi di per sè...

nellabrezza ha detto...

sono d'accordo pressappoco su tutto con dtct... anche per me è l'importanza crescente che una persona assume a far emergere il desiderio della conoscenza totale.

Old man ha detto...

@dtct: mai chiamato amici quelli con cui ho degli scambi solo virtuali. Solo che molto spesso non sento il bisogno di andare oltre il virtuale. Anche perchè quelle rare volte che sono andato oltre mi sono cacciato in un mucchio di guai :-), anche divertenti a dire ilvero(ragion per cui non rifuggo, ma sono molto cauto) :-)

E comunque non è un must, semplicemente quando doveva capitare ... è capitato

nellabrezza ha detto...

ah ah guai divertenti old ??? beh allora ne valeva la pena, io credo !!

nellabrezza ha detto...

comunque old... gli scambi virtuali possono sfociare in amicizie bellissime. lo dico per esperienza. ma ci vuole il desiderio reciproco ed il coinvolgimento, spontaneo, perchè un semplice contatto possa diventare qualcosa di più importante.

Old man ha detto...

ma guarda che con me sfondi una porta aperta su questo argomento :-) ... in realtà ci vuole come condizione necessaria (ma non sufficiente perchè poi le cose evolvanopositivamente) un buon livello di empatia. Posso dire, molto francamente, che tutte le (poche in fondo) volte che una conoscenza virtuale è diventata, per volontà comune ovviamente, reale, non mi ha mai deluso. Al limite forse qualche volta è stato deluso l'altro :-)

nellabrezza ha detto...

sì, naturalmente empatia. è fondamentale. non accade spesso comunque...e per me gioca anche la curiosità..che poi non è solo curiosità, ma voglia di credere ad una amicizia, ad una simpatia.

Soffio ha detto...

E' un desiderio lecito, specie verso chi si sente più affine, trovo che il blog sia cosa seria, almeno io non ho mai incontrato fregature

nellabrezza ha detto...

neanche io. mi sembra di poter capire bene chi ho davanti, dopo un pò che lo/la leggo. l'incontro aggiunge.

antonypoe ha detto...

legittima preferenza. in alcuni casi son d'accordo. del resto una cosa non esclude l'altra. ciao

keiko ha detto...

Sinceramente anche a me piacerebbe molto prendere un caffè seduta a guardare in faccia un'amica o passeggiare per Villa Borghese. Penso che in parte la timidezza faccia la sua parte: mi sentirei intimidita a conoscere qualcuno con cui si è parlato per mesi. E' assurdo lo so, lo schermo a volte aiuta ad esporre i propri pensieri.
Comunque anche io penso che una cosa non esclude l'altra