...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


lunedì 4 marzo 2013

the way we were...

Caro Bersani,
io non so se in questi giorni lei è stato a prendere un caffè in un bar qualsiasi, a fare la coda in ospedale o al mercato tra la gente. Siamo ancora gli stessi italiani che votavano qualche anno fa il centrosinistra, che per anni hanno turato il naso sperando che avreste messo mano ai costi della politica, che avreste fatto una legge elettorale come voleva Giorgio Napolitano, che avreste abbandonato la politica degli inciuci, le riunioni di caminetto, gli accordi con il sindacato per occuparvi di noi e non delle vostre candidature.

Siamo quegli italiani che non ce la fanno più: siamo i giovani precari che ogni anno perdono il posto di lavoro, siamo quegli anziani con pensioni da 500 euro, siamo quei giovani che sono costretti a partire per la Germania o per la Cina per trovare un posto fisso, siamo quei genitori che devono portare a scuola la carta igienica e i gessi. Siamo sempre noi, segretario.

Siamo cresciuti leggendo Gramsci, guardando Berlinguer, con il poster di Sandro Pertini appeso in casa. Venivamo in piazza con voi con la bandiera della pace per dire no alla guerra, alle spese militari. Siamo diventati grandi percorrendo i cento passi di Peppino Impastato, guardando con ammirazione i nostri padri che avevano fatto il sessantotto. Abbiamo letto Mario Capanna, giravamo con sotto braccio “Il Manifesto” e “L’Unità”. C’eravamo nel 1992 quando uccisero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: abbiamo sognato di far camminare le loro idee sulle nostre, vostre gambe. Qualcuno di noi ha militato, ha provato ad entrare nei partiti. Ha visto nascere il Partito Democratico, “la Sinistra l’Arcobaleno”. Può dire con orgoglio o con rammarico: “io c’ero”. Abbiamo urlato con Nanni Moretti nel 2002 “Con questi dirigenti non vinceremo mai”.

Siamo di sinistra, di centrosinistra. Non eravamo “grillini”. Poi non ce l’abbiamo più fatta. Non ce la facevamo più a vedere che i soliti volti, a Bologna come a Crema come a Palermo, venivano candidati onorevoli, Senatori dopo essere stati consiglieri regionali, presidenti di qualcosa. Non ce l’abbiamo più fatta a vedere che il nostro Stato non era più governato da persone normali che prendono il treno con noi, che hanno un lavoro, un Tfr che non arriva mai, un’azienda da portare avanti. Ci siamo sentiti abbandonati.

Ma le assicuro che siamo ancora noi e vorremmo un altro centrosinistra, vero, nuovo, che dia spazio ai volti giovani e belli del Paese, a quell’Italia che non si arrende, che alza la testa nei quartieri più difficili, che vive supplendo lo Stato con il volontariato, andando ogni notte tra i clochard delle stazioni, aprendo sportelli della Caritas per chi non ce la fa a pagare le bollette. Segretario, la prego, si faccia da parte perché un altro centrosinistra noi lo vogliamo.

Alex Corlazzoli, maestro precario

21 commenti:

Anonimo ha detto...

si spero proprio anche io che il compagno Bersani a questo punto si faccia da parte per il bene del paese.

Anonimo ha detto...

Forse più che a Bersani doveva inviare una lettera a Lourdes

Lorenzo ha detto...

Il problema è evidente:

"Siamo cresciuti leggendo Gramsci, guardando Berlinguer, con il poster di Sandro Pertini appeso in casa. Venivamo in piazza con voi con la bandiera della pace per dire no alla guerra, alle spese militari. Siamo diventati grandi percorrendo i cento passi di Peppino Impastato, guardando con ammirazione i nostri padri che avevano fatto il sessantotto. Abbiamo letto Mario Capanna, giravamo con sotto braccio “Il Manifesto” e “L’Unità”."

Fintanto che si continuerà a vivere come insetti fossilizzati dentro una goccia d'ambra, bloccati per sempre negli anni '70, la "sinistra" non avrà mai niente di sensato da dire al mondo del 2013 e anni seguenti.

Non solo perché sono passati quarant'anni ma sopratutto perché quasi tutte le cose che a quell'epoca si assumevano come vere in realtà erano FALSE.

Una delle definizioni di pazzia è la ripetizione di uno stesso gesto aspettandosi ogni volta un esito differente. Per cui rimettere in scena ogni giorno gli anni '70 aspettandosi che questa volta i pezzi vadano al loro posto, è da pazzi.

E veniamo al nocciolo della questione: essere di "sinistra" è una fede. Come tale, è una cosa irrazionale.

nellabrezza ha detto...

Ciò che è la nostra parte emotiva, perciò si fa fatica a cambiare aspettative.
così chi cambia diventa automaticamente "di destra"..

Ma la nostra parte razionale, che pure c'era, ci assicura che la maggior parte di queste cose erano vere.

Lorenzo ha detto...

E la tua parte razionale, ammesso che sia quella che stai usando, si sbaglia. A riprova basta elencare quello che è successo nel mondo, in Italia e nel PCI a partire dagli anni '80. Ce lo ricordiamo Occhetto?

nellabrezza ha detto...

no occhetto non ho presente... che vuoi mica mi posso studiare tutta la storia del partito comunista eh?!

non mi sbaglio. non sarai anche tu un negazionista no?

Lorenzo ha detto...

Ho dovuto abbandonare un blog "di sinistra" perché non avevo più voglia di provocazioni, insulti e minacce.

Adesso sono un po' demotivato nei confronti dell'umanità in generale e quello che ti posso dire è che non so come si fa a scrivere un post sul PCI senza conoscere la storia del PCI.

E te lo dice uno che non è cresciuto leggendo Gramsci, che la sola idea mi fa ridere.

nellabrezza ha detto...

ho postato questa lettera perchè mi ci ritrovo benissimo, io stessa ho fatto tutte le letture di questo qui, ed ho vissuto tutti questi anni di lotta e di impegno. e non devo conoscere per filo e per segno la storia del pc perchè c'ero. e porto quello che mi piace e che mi ricordo, non devo dimostrare più preparazione di altri. mi basta la mia vita e ciò che penso. anche se non ho letto tutta i libri di gramsci.

nellabrezza ha detto...

e come hai fatto tu, che non sei preparato su gramsci a scrivere un postdisinistra?

Lorenzo ha detto...

Non ho mai scritto un post "di sinistra", commentavo su un blog "di sinistra".

Non mi sono spiegato.

Il mio punto di partenza è che la "sinistra" italiana è bloccata negli anni '70 e continua a ripetere quegli schemi anche se sono passati quaranta anni e un sacco di acqua sotto il ponte.

Se tu mi dici che non sai cosa è successo in questi quarant'anni io posso dire che mi dispiace e che forse il fatto di non saperlo limita un attimo (eufemismo) la tua capacità di interpretare il presente.

Per quanto riguarda Gramsci, nemmeno nella Cambogia di Pol Pot facevano crescere i bambini leggendo Gramsci, è una barzelletta come la corazzata Potemkin di Fantozzi. E torniamo a bomba alla auto-ironia involontaria.

Devo dirlo, sono abbattuto.

nellabrezza ha detto...

vabbè ma quello è un modo di dire, io sono stata sempre simpatizzante e tanti mi accusano di fare la pasionaria ma al partito non mi ci sono iscritta mai, sebbene per tante idee che avevo in comune mi sono battuta, per quanto ho potuto, in questi ultimi 35 anni. però non posso sapere adesso anche come fu di occhetto, mi ricordo solo che fu silurato. ecco concordo che il partito è fermo, cristallizzato, e che non riesce a sturarsi le orecchie. fa bene il M 5 S a rimanere fermo, vedremo se qualcosa si smuove...

Lorenzo ha detto...

Il problema non è il partito che è fermo, il problema è che sono sessanta anni che imbottisce la gente di menzogne e paradossi e adesso non sa come uscirne.

L'esempio evidente sono state le ultime primarie in cui nel PD si è ancora una volta rinforzata l'egemonia dell'ex-PCI a scapito delle tesi "non abbastanza di sinistra".

E' come una azienda che cerca di piazzare un prodotto nuovo ma i clienti insistono nel volere il prodotto vecchio.

Occhetto in breve è stato il responsabile della conversione del PCI da partito di ortodossia sovietica a partito "democratico". Fu il segretario che annunciò che il PCI non si doveva più riferire alla Rivoluzione d'Ottobre ma alla Rivoluzione Francese e il segretario del cambio di nome.

Anonimo ha detto...

LA SVOLTA DI OCCHETTO PRESE IL NOME DI SVOLTA DELLA BOLOGNINA.
QUELLA SVOLTA SPACCO IL PARTITO E CONTRAPPOSE GENERAZIONI DI MILITANTI.
INGRAO SI IMPOSE AL PRIMO CONGRESSO IN CUI NACQUE IL PDS DICHIARANDO: IO DISSENTO E COMBATTO,CON LUI CI FURONO NATALIA GINZBURG,GIAN MARIA VOLONTE,GIGI PROIETTI, NANNI MORETTI E TANTI ALTRI ED ANCHE IO.

DA QUEL MOMENTO IL PARTITO A POCO A POCO SMISE DI STARE IN MEZZO AL POPOLO, SI ISOLO FINO AL PUNTO CHE VEDIAMO OGGI.

nellabrezza ha detto...

direi che è un'azienda che cerca di piazzare un prodotto vecchio, mentre i clienti ne vogliono uno nuovo, piuttosto !

i clienti siamo noi, ed infatti si tenta di rivolgerci altrove.

Lorenzo ha detto...

Ah ma ogni azienda si trova sempre davanti ad un bivio, se provare a conquistare clienti nuovi con un prodotto nuovo, rischiando di alienarsi quelli vecchi oppure se mantenere la posizione facendo leva sulla fidelizzazione della clientela.

Il PD-PCI alle ultime primarie ha chiaramente scelto la via della fidelizzazione, già alla partenza quando le primarie stesse sono state limitate ad una consultazione tra i militanti invece che estese alla popolazione generale.

Il fatto è che il PCI è una delle tre rogne principali che da sempre affliggono l'Italia. Le altre due sono il Vaticano e il fatto che esistono differenze troppo marcate tra una regione e un'altra.

Lorenzo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nellabrezza ha detto...

ma che dici!?!? le primarie erano estese a tutti !! non è vero che fossero aperte solo ai militanti.

io ho espresso un voto "di sinistra" alle primarie, ma non è bastato accidenti. non è bastato perchè quello che votai è ancora troppo "di destra", nel senso che non ce la fa a fare cose "di sinistra"...
il pci non esiste più e non esistono più i comunisti, queste sono le paure ed i pregiudizi berlusconiani, persino nel pd ci sono pochissimi comunisti, sono tutti solo un pò nostalgici e quelli più di sinistra in italia mi sembrano i grillini, che però sono considerati di destra da quelli di sinistra...

Lorenzo ha detto...

Ah non esistono più. Quindi quello che va in TV non è D'Alema, è il suo fantasma.

Cito:
"A Monteverde Vecchio era iscritto ai pionieri (associazione comunista per ragazzi e ragazze fino ai 15 anni) coi figli di Giancarlo Pajetta. Quando in quel quartiere si tenne un congresso del partito, fu scelto - aveva appena nove anni - come rappresentante dei pionieri: la madre ricorda che volle scriversi da solo il discorso per poi saperlo meglio, e che fece un'ottima figura, tanto da far dire a Togliatti «Capirai, se tanto mi dà tanto questo farà strada».[8]. Secondo altri, invece, il commento del "Migliore" sarebbe stato assai più stizzito (per la precoce maturità politica del pioniere): "Ma questo non è un bambino, è un nano!"."

nellabrezza ha detto...

d'alema un comunistaa ?! mannòòòò!
stava in prima fila al grande raduno dell'opus dei... e si occupava della bicamerale (macchè sarà mai sta bicamerale non lo sa nessuno) invece che della legge sul conflitto di interesse....

no guarda, d'alema non si può considerare comunista dài!

Lorenzo ha detto...

:)

Sai cosa, tu hai un grande pregio.
Al contrario di molti "compagni" mi fai ridere. Poi magari a te non sembrerà un complimento. Diciamo che è un mezzo complimento.

nellabrezza ha detto...

meglio far ridere che far piangere, come certi berlusconiani, che vogliono ridere sempre...di tutti, e degli italiani per prima cosa.