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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


sabato 16 marzo 2013

La torre d'avorio al Teatro Eliseo








"Luca Zingaretti è interprete e regista di un testo che pone al centro il tema della libertà dell’artista. 
Berlino 1946. È il momento di regolare i conti, e la caccia ai sostenitori del caduto regime è in pieno svolgimento. Viene così convocato, nel quadro di una indagine sulla sua presunta collaborazione con la dittatura, il più illustre esponente dell’alta cultura tedesca, il direttore d’orchestra Wilhelm Furtwängler. Furtwängler non era stato nazista, e anzi non aveva nascosto di detestare le politiche del Terzo Reich. Dai suoi compatrioti, quasi tutti melomani, era sempre stato venerato alla stregua di una divinità super partes. Ma ecco ora che i vincitori vogliono far crollare anche questo superstite mito della superiorità germanica e affidano l’indagine a un maggiore dell’esercito immune al fascino dell’artista; un giustiziere indignato dalle atrocità perpetrate in questa corrottissima zona dell’Europa; un americano convinto nell’eguaglianza degli uomini sia nei diritti sia nelle responsabilità.
Il caso Furtwängler suscita interrogativi che nessuna formula sembra aver risolto ancora oggi, Con un regime infame non si deve collaborare, questo è ovvio. Ma svolgere un’attività artistica equivale a collaborare?"



Ottimo spettacolo, che ho seguito con estrema attenzione e partecipazione dall'inizio alla fine!

Ci ho visto anche una diversità di culture, quella secolare europea, basata sui concetti e teorizzazioni, sull'arte, ed un'altra, quella americana basati sui fatti, sulla realtà delle cose, sulla necessità di agire, prendere decisioni, decidere di riconoscere cosa è il bene e cosa è il male.



Ed anche una certa insistenza persecutoria da parte di un investigatore un pò troppo "poliziotto" nel voler trovare un colpevole contro ogni evidenza, contro ogni testimonianza a favore...

Lo consiglio senzaltro !!

1 commento:

leggerevolare ha detto...

soprattutto come giudicare le azioni quando si agisce sotto un regime e quindi ricattati perennemente dalla paura e le sue conseguenze...