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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


mercoledì 2 gennaio 2013

rifugiata




mi ha preso in giro un amico, piuttosto gaudente,sapendo della breve vacanza capodannifera, e mi ha chiamato rifugiata.a ragione.
questo era un altro piccolo sogno, un'altra piccola idea, di sicuro definibile bizzarra da molti pigri e pigre, da chi vuol arrivare alla mèta senza sforzarsi, da chi vuol consumare soprattutto petrolio e non la propria energia fisica, da chi vuol rimpinzarsi ed appesantirsi, da chi rifugge dal movimento ma soprattutto dal cambiamento.

invece io l'ho reputta non solo un'ottimo originale alternativa per passare delle feste che oramai han fatto il loro tempo, l'ho pensata anche come una una necessità dell'anima, una situazione emotiva e situazionale cui aspiravo da tempo.
anche la possibilità di ritrovarsi con persone accuratamente selezionate per disponibilità e passioni, che potessero apprezzare la romitezza, la semplicità, e il contatto con la natura, e l'impegno personale per raggiungere tutto ciò.

sono assolutamente soddisfatta della scelta. e delle fatiche fisiche, che sento come una purificazione.

inoltre in appendice c'è stata una visita ad una miniera abbandonata di fluorite, nel buio a malapena rischiarato dalle nostre lampadine frontali, e nel fango tra le rotaie arruginite, carrelli e attrezzature decrepite, arrampicate in cunicoli inquietanti...nonchè la visita della città di bergamo, bellissima ed inaspettata, la conoscenza con intelligenze imprenditoriali e creative giovani.
ah certo anche le guide alpine accidenti !... uno schianto di maschi !!..sarà la vita in montagna che li rende così..così...così appetibili ??? una tentazione continua !

13 commenti:

Renata_ontanoverde ha detto...

Che bello ! Capodanno con la neve! Hai fatto proprio bene!!! Deve esser stato un sogno così raccolto e silenzioso panorama accogliere il nuovo anno!

stefanover ha detto...

certo, bellissimo... da fare una volta ogni due anni... concordo... stupendo... ma se te tocca tutti i dì... di ciaspolare e spalare neve, sappi che alla seconda settimana rimpiangi di non essere un tunisino. baciiii !!!

antonypoe ha detto...

tutto ciò va naturalmente benissimo. ma si può vivere ogni giorno a prescindere dal contesto. buona giornata

leggerevolare ha detto...

sicuramente un viaggio dell'anima e non solo... sono contenta di sentire che è stato così bello...

la miniera deve essere stata una bella esperienza...
sulle guide alpine immagino...non sono mai stata in montagna in inverno

pyperita ha detto...

Una buona alternativa al classico cenone, anche casaligno, dove ci si rimpinza e non si fa un passo. Io l'ho trascorso molto piacevolmente, in compagnia e in modo semplice, ma apprezzo anche la tua scelta.

Linda ha detto...

"come una una necessità dell'anima": di fronte ad una frase così intensa, non c'è altro da dire, se non che hai fato benissimo.

Tanti auguri e un bacio grande!

nellabrezza ha detto...

in effetti, ora che ci penso, è il mio secondo capodanno in rifugio, con la neve !
ma la scorsa volta non era così in alto, nè così lontano...
l'ambiente appenninico poi è molto diverso, con gli eremi e le opere d'arte che vi erano conservate, e la cultura farmacologica dei fratacchioni...e le guide poi ..non erano così fascinosi no!

nellabrezza ha detto...

veramente solo se si ama molto la neve si può pensare di trasferirsi a vivere in alta montagna...l'ho capito solo l'anno scorso a torino, quando la nostra amica Maria non la finiva di abbattersi durante la nevicata...e non è escluso, in un mio fumosamente lontano futuro, un mio trasferimento in alta quota... anche perchè spalare la neve... MI PIACE !

nellabrezza ha detto...

sì il silenzio è la cosa che più intensamente mi piace in montagna, cara renata...

nellabrezza ha detto...

antonio caro, tu ancora non sai quanto io viva intensamente ogni attimo ?!!? eppure mi conosci bene, benissimo... non puoi dubitare affatto di quanto io viva, viva davvero, ogni momento...

antonypoe ha detto...

ti conosco e lo so. facevo riferimento alla "necessità dell'anima" con la mia considerazione. ciao

UnUomo.InCammino ha detto...

Ehehe, la magia della montagna.
E della fatica fisica.
Quasi tutti tendono a scansarla.
Eppure nella fatica fisica e nel movimento c'è gioia, direi quasi divinità (nel senso che ti rende un po' dio).

nellabrezza ha detto...

esatto Uomoincammino. mi piace la fatica, così piacevole, dello sport, del camminare...andare oltre. sempre.