...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


venerdì 27 dicembre 2013

ripartenze

già fare i bagagli non ricordando dove - cioè in quale casa, delle due - hai messo le cose della neve è uno stress...specie tornando da tre giorni di full immersion nella rilassatezza campagnola di raduni familiari di una tranquillità estenuante....

se poi ci si aggiunge che ti sei svegliata tardissimo - tardi per poter prendere quel treno - e puoi prendere solo quello !! - che ti porterà alle ultime 4 ore di lavoro, ulteriore inciampo che non si poteva evitare...


che si deve comprimere tutto l'occorrente per una settimana circa, in climi diversi, in uno zaino che dovrai tenere leggero visto che te lo devi portare sulle spalle tutto il tempo da sola, e probabilmente anche per qualche km sulla neve, su al rifugio, e comunque per un viaggio che include un cinque-sei cambi di treno, in giorni e luoghi diversi, sempre per poter far quadrare..


che bisogna lavarsi i capelli prima di uscire e scopri drammaticamente a capelli già bagnati che la caldaia difettosa si è probabilmente spenta, e continuare a lavarsi - balsamo compreso - con della gelida acqua mattutina..


per fortuna l'autobus del cui arrivo non si era certi, in perfetta coincidenza con il suddetto treno è passato !!



tutto collima dunque. anche questa vita imperfetta, ma che trovo lo stesso, ancora, bellissima.



sì ora direte anche voi che sono matta. forse sì, è proprio così, ma questo è il mio percorso.

accetto ed attendo, sempre fiduciosa nel futuro.

buon anno carissimi ! spero che sarete felici di tutto ciò che avete, è il mio miglior augurio per voi !




giovedì 26 dicembre 2013

dove siamo arrivati


faccio una rapida incursione, tra un arrivo ed una partenza, e vi lascio un pensiero.

ecco una cosa carina, anche se un po' triste essere arrivati a questo...

lunedì 23 dicembre 2013

regalo per gli amici



è un piccolo regalo, per i prossimi giorni, se non ci sarò. per tutti gli amici per un nuovo prossimo anno bellissimo !!

(è la mattina di ieri dal monte soratte..veduta sulla valle reatina)

mercoledì 18 dicembre 2013

Incisivo

dunque ci si vede per un tè, con la blogger giovane e simpatica e carina...un tesoro di ragazza, a dirla tutta !

dopo ci raggiunge l'altra blogger. mentre ci infiliamo in auto - della seconda blogger - un'auto - grigia mi sembra ma non potrei giurarci-  si accoda, e comincia a suonare, suonare suonare, con il clascon...
ma guarda sto rincoglionito ma che vuole ?? immediatamente reagiamo, da guidatrici esperte del traffico e delle incazzature da traffico di roma... è un riflesso condizionato di prendere a parolacce tutti quelli che ti strombazzano dietro sì.
ma perchè non si sposta, ma proprio qui si doveva accodare macchè non l'ha visto che stavamo ferme
che stavamo salendo? ma guarda te questi ANZIANI...!

poi la blogger giovane dice ma mi sembra di conoscerlo quello lì, dell'auto che strombazza..
ma lo dice piano e intanto filiamo via veloci bisogna sgombrare la strada poi con questo che si è accodato stretto e che continua a suonare meglio andar via di corsa...

e metre filiamo via la giovane blogger dice sì ora ricordo anche perchè m'ha mandato un messaggio era proprio l'anziano blogger che suonava era proprio lui...

beh, sarà per un'altra volta caro old... potevi esser più incisivo però ehhh?!

lunedì 16 dicembre 2013

Incanto

“L’incanto, questa cosa inutile e indispensabile come il pane.”

Gio Ponti

toccante. bellissimo. umano.




John May è un funzionario comunale dedicato alla ricerca dei parenti di persone morte in solitudine. Diligente e sensibile, John scrive discorsi celebrativi, seleziona la musica appropriata all'orientamento religioso del defunto, presenzia ai funerali e raccoglie le fotografie di uomini e donne che non hanno più nessuno che li pianga e ricordi. La sua vita ordinata e tranquilla, costruita intorno a un lavoro che ama e svolge con devozione, riceve una battuta d'arresto per il ridimensionamento del suo ufficio e il conseguente licenziamento. Confuso ma null'affatto rassegnato, John chiede al suo superiore di concedergli pochi giorni per chiudere una 'pratica' che gli sta a cuore e che ha il volto di Billy Stoke, un vecchio uomo alcolizzato che aveva conosciuto un passato felice. Di quel passato fa parte Kelly, la figlia perduta per orgoglio molti anni prima. Lasciata Londra per informarla della dipartita del genitore, John si muove tra i vivi e assapora la vita che ha il volto di una donna e il sapore di una cioccolata calda.

Scritto, diretto e prodotto da Uberto Pasolini. Un film rigoroso, coerente, denso, profondo nell'immagine e nel senso, che ha la precisione e la lentezza di Tsai Ming Liang e la fissità e la dimensione iconica di Ozu.

Per me bellissimo. Ho pianto uscendo, mi ha toccato profondamente....

mercoledì 11 dicembre 2013

...e intanto corre corre la locomotiva...



 
eccola, la locomotiva !
in tutta la sua potenza..













il benvenuto prima della partenza...
 

epico, come su un set...

 
fuochista compreso nella parte...
 

rifornimento acqua..
 


lunedì 9 dicembre 2013

niente titolo per ora...

"E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
Fidadevi dei vostri sogni perchè in essi è nascosto il passaggio verso l'eternità" (Kahlil Gibran

giovedì 5 dicembre 2013

scrivana...



sono stata acclamata stenditrice di verbali, ieri sera.
a furor di popolo sono stata invitata a scrivere. 
scrivere scrivere e scrivere.
scrivere sempre. 
perchè sarebbe "un piacere" leggermi...!

sì potrebbe anche essere bieca piaggeria, per evitare l'incarico di estensione
dei verbali, che è sempre una scocciatura.
poi lo sanno che basta un piccolo complimento per...

beh comunque sia lo accetto di buon grado,
e poi io ho sempre sognato di fare la scrivana !
sì la scrivana !
sì proprio a mano, però anche al pc sarebbe un piacere per me. 
tradurre in una lingua comprensibile ciò che agita disordinatamente alcune menti.
tradurre insomma.

sì lo metterò tra le "competenze disponibili" !

giovedì 28 novembre 2013

ecco spiegato perchè mi piace tanto..

L’amore è rivoluzionario!

di Jacopo Fo (3 luglio 2012)

La cultura dominante ha paura dell’amore e lo censura.
L’amore è l’esperienza più importante della vita? Secondo la cultura mafiosa no: megghiu cumannari ca’ futtiri (meglio comandare che fottere).
In realtà l’amore è il grande censurato della nostra cultura.
Ci sono milioni di libri e film che dicono tutto sulla seduzione, dal primo sguardo al primo bacio. Milioni di libri e film che raccontano tutto dalla prima rissa al divorzio con dolore, ma su cosa fare per amarsi tra il primo bacio e la prima litigata non si dice una parola. Un buco pazzesco nella cultura umana.
Ti dicono: e vissero felici e contenti… Ma cavolo! Ma è proprio dopo il primo bacio che inizia la grande sfida!!!
È lì che devi dirmi come fare perché l’amore non si esaurisca. Ma niente! Silenzio assoluto.
Anzi alcuni pessimisti (pagati dalle farmaceutiche degli antidepressivi) te lo dicono proprio che non c’è niente da fare: l’amore dura poco, poi al massimo resta l’amicizia. Ma vaffan…!
Io credo che su questo tema sia da ingaggiare una lotta all’ultimo sangue con le mummie dei media.
E per farlo può essere utile andare a vedere due tre cose non dette sull’amore.
Innanzitutto un’osservazione: l’amore non è una questione mentale, è qualche cosa di fisiologico. Da tempo gli scienziati ci dicono che succede parecchia roba nel cervello quando ci innamoriamo ed entrano in circolo meravigliose endorfine, droghe naturali che ci danno piacere.
Ma io, dopo aver parlato con centinaia di persone su questo argomento (c’ho messo una decina di anni) mi sento di poter fare un’affermazione molto forte: l’amore è un fenomeno fisiologico che cambia completamente la qualità delle percezioni.
Cerco di spiegarmi. Innanzitutto le percezioni non sono qualche cosa di fisso: sentiamo di più o di meno a seconda delle situazioni e degli stati d’animo. A volte ti capita di sentire addirittura il battito del tuo cuore. Ma generalmente non lo senti. Esistono dei filtri percettivi che limitano l’ascolto. Se una tigre ti insegue abbassi il volume delle percezioni perché tutta la tua energia la metti nel correre. Le percezioni sono al minimo perché ti servono solo per non andare a sbattere. L’ascolto del profumo dei fiori lo puoi rimandare a momenti meno stressanti.
Quando sperimenti la cotta amorosa invece le tue percezioni sono completamente aperte. Possiamo dire che a causa di uno sguardo, un gesto, un tono di voce, ricevi un forte shok emotivo che provoca l’apertura improvvisa di tutti i tuoi ricettori.
Quando sei cotto senti tutto in maniera pazzesca. Guardi il cielo e dici: “È blu!!!” E gli altri ti prendono in giro… “Era blu anche ieri!”
Strano come le persone rimuovano la coscienza di questa esperienza di apertura sensoriale. Qualunque cosa assaggi ti sembra abbia un sapore spettacolare. E il tramonto diventa un fenomeno commuovente. I colori, gli odori, esplodono nella tua mente.
Sei in uno stato di super percezioni e questo ti dà la sensazione inebriante di vivere al 100%. Intensamente, completamente, profondamente in modo totalmente appagante
Si tratta di una vera e propria estasi, e senti il mondo esterno dentro di te e ti senti parte del tutto in modo assoluto.
Le descrizioni dei mistici del nirvana, del satori, dell’estasi, guarda caso corrispondono esattamente a quel che sperimenta qualunque innamorato.
Ma la nostra cultura non ha tratto le debite conseguenze da questa corrispondenza.
Io affermo che l’amore, la cotta romantica, è uno stato estatico provocato da una sensazione di stupore che genera l’apertura delle percezioni.
Corollari di questa affermazione:
1) L’esperienza dell’innamorarsi è l’eperienza più importante della vita e contiene il più alto livello di compenetrazione con la sensazione stessa della vita. È amando che si impara a sentire la vita completamente. E non a caso un sacco di mistici ci parlano alla fin fine d’amore… Ma se non sei capace di sperimentare l’amore romantico non saprai mai amare nulla veramente. È lo stupore che innesca l’amore romantico, ci apre le porte della percezione e ci insegna l’estasi. Le grandi religioni hanno criminalizzato l’amore romantico, l’hanno negato, e il risultato che hanno ottenuto è una pratica della fede burocratica, meccanica e triste. Inoltre tutti quelli che vendono l’illuminazione mistica sono dei truffatori: siamo tutti già illuminati! Abbiamo sperimentato l’illuminazione durante la cotta amorosa.
2) È possibile coltivare l’amore utilizzando lo stupore. Anche questa è un’informazione che tutti conosciamo benissimo ma che è stata culturalmente cauterizzata. Cosa fai quando vuoi far innamorare una persona? Cerchi di farle una sorpresa, un piccolo dono, portarla da qualche parte dove ci sia un panorama emozionante. In sintesi, cerchi proprio di stupire questa persona. Perché istintivamente sai che è lo stato dello stupore l’anticamera della cotta amorosa.
Se continui a inventarti modi per stupire il tuo amore e anche il tuo amore cerca di stupirti, l’innamoramento non ha nessun motivo per finire. L’amore si può coltivare come la lattuga, va innaffiato con azioni stupefacenti. Il comico è stupefacente, e anche il gioco, le sorprese, i massaggi, le poesie, la buona cucina… E il sesso è molto stupefacente (e il godimento orgasmico cresce nel tempo, come la sensibilità per la musica).
Praticare l’amore è rivoluzionario perché se sei innamorato cotto non sei più un bravo suddito.
Il soldato innamorato non parte per la guerra, diserta.
L’operaio innamorato va sul fiume a far l’amore.
Il professore innamorato non interroga.
Il consumatore innamorato preferisce passeggiare nei boschi che andare al centro commerciale.
Le persone innamorate sono generose, conviviali, solidali, ottimiste e sognatrici.
Al potere servono sudditi incattiviti e depressi ammalati di shopping compulsivo.
Se hai già un frullatore e sei innamorato, hai di meglio da fare che comprarti un secondo frullatore.

martedì 26 novembre 2013

prima di entrare

ho sempre avuto questa idea: che sia un problema grave che ci si spazientisca all'interno di una relazione o rapporto.
con la donna o con l'uomo che ami.  con cui  si dovrebbe avere il cuore aperto. e la mente disposta positivamente.

è un problema grave che non si abbia pazienza e buona disposizione d'animo proprio verso le persone che ci vogliono bene, ed a cui vogliamo bene.... ma che li si abbia, per esempio, solo con gli estranei.


è un atteggiamento gravissimo secondo, è il segno che qualcosa non va. 

io penso fermamente che se si ama si cerca naturalmente di curare ed amare chi amiamo, o anche colui o colei che ci vuole bene.
non chi è fuori della nostra vita. che in fondo non ha relazione con noi. se non in maniera superficiale.

credo che quando si torna a casa la sera, spesso si porti con noi il carico di frustrazioni che la giornata ci ha arrecato. allora, prima di entrare in casa, sulla porta di casa, o comunque nel posto dove ci attende l'amore della nostra vita, ci si dovrebbe liberare di quel fastidio, di quella frustrazione...proprio liberarsene, per non buttarlo addosso alla prima persona che incontriamo (che è un transfert molto comune...)

perchè chi ci aspetta oltre quella porta è il nostro mondo più bello, e degno di tutte le cure e l'amore del mondo.


quindi prima di entrare, stasera, ricordiamoci di lasciare quel fardello fuori, fuori della porta.

venerdì 22 novembre 2013

concentration

sono concentrata.

sono molto concentrata su di me e sulla mia vita.

sono più che mai concentrata. 

mai come in questo momento della mia vita ho cercato - ed ottenuto - il tempo di concentrarmi su di me. e su ciò che amo. 

perciò sono anche molto concentrata su chi si impegna con me. 
molto concentrata.
tutto mi si può dire salvo che non sia concentrata.


così tanto concentrata che potresti definirmi una scassapalle immagino...


ma mi fa ridere questo epiteto ah ah !! non mi fa mica incazzare, come un tempo.

del resto penso immodestamente che il gioco valga la candela, e dunque...


giovedì 21 novembre 2013

Giants (2)

BELLA Camminata, tutta in salita, come ho scritto...
parecchi metri di dislivello, però non si sarebbe avvertita la fatica
se non fosse uscito un sole pieno che sembrava estate.

il caldo si sa rende la fatica doppia... persone simpatiche, come spesso,
e qualche re-incontro, dopo un pò di tempo che si frequentano le associazioni,
accade..

abbandonata la costa ci siamo inoltrati in una campagna verdissima di olivi.
in una zona di produzione dell'olio famosa, inoltre in questi anni recenti
anche di kiwi.

sono le famose paludi pontine, bonificate ai tempi del fascismo... recentemente
un tale antonio pennacchi ha scritto un ottimo libro, in cui racconta le storie vere,
vissute da lui, in quei luoghi ed in quei tempi. alcuni del gruppo lo conoscevano,
l'avevano letto, perciò ne abbiamo riparlato.

dopo la salita, inframmezzata da soste per riposare e prendere il sole, siamo arrivati nel paese di Norma dove abbiamo visitato il museo archeologico, una visita guidata che doveva
aiutarci a capire il sito archeologico da vedere nel pomeriggio.

il pranzo si è svolto in un piccolo bar, che ci ha fatto dei pasti caldi, tipo polenta o lasagna. abbiamo mangiato poco..perchè si sa che i camminatori devono rimanere leggeri...;-))
poi a piedi ci siamo diretti al sito archeologico, di Norba, ad un km da Norma, che è stato una bellissima sorpresa.

pochi sanno che lì, in cima a quel primo monte, che apre i monti Lepini, ci fu una città così antica, risalente addirittura al 7° secolo avanti cristo, poi romana, poi abbandonata, e ri-abitata saltuariamente nel corso dei secoli, poi abbandonata del tutto perchè lontana dalla pianura. tra l'altro queste pianure erano pericolose perchè mefitiche, infestate dalla malaria..

insomma il sito è affascinante. non solo per le imponenti mura megalitiche, ma per i ritrovamenti di strade e domus, con gli impluvium ben riconoscibili...gli incroci stradali, i basamenti degli antichi templi di ercole e diana...con un affaccio sulla pianura sottostante bellissimo, con il mare all'orizzonte, che con quella giornata di sole splendente ci faceva scorgere non solo il promontorio del Circeo - anche quello di memoria antica! - ma persino le Isole Pontine, cioè Ponza e Ventotene!

bello.

dopo siamo anche andati al museo del cioccolato ... dove una graziosa signora
ci ha spiegato come e dove si produce il cacao, le piantagioni e ci ha mostrato la povera gente, gli indigeni del ghana, che lavorano con salari di fame, e senza aiuto di attrezzi meccanici, ma delle sole mani... e poi gli strumenti antichi per fare il cioccolato, e come fu introdotto in europa eccetera.

abbiamo completato con le nostre golose spesucce. perchè il museo è a cura ed accanto ad una antica fabbrica di cioccolato, piccola in questo paese piccolissimo, che vive anche con
le visite delle scuole eccetera. cercando di valorizzare il territorio.

ho preso del cioccolato al sale fior di cervia...

mercoledì 20 novembre 2013

Invito

ho il piacere di invitarla al prossimo appuntamento della stagione 2013-2014 della Roma Tre Orchestra. L'appuntamento sarà dedicato al flauto e al suo repertorio. Verranno eseguite alcune tra le più celebri pagine scritte per questo strumento. Sarah Rulli introdurrà l'evento spiegando i segreti meccanismi del flauto, le difficoltà tecniche, le opportunità, lo straordinario fascino esercitato da questo che è il principe degli strumenti a fiato su tanti importanti compositori, dal Barocco ai giorni nostri.
Giovedì 21 novembre ore 17 Aula Magna Scuola Lettere, Filosofie, Lingue, via Ostiense 234
Il flauto, protagonista della storia della musica
J. S. Bach: Sonata in si minore BWV 1030
W. A. Mozart: Andante in do maggiore KV 315/285e
C. Reinecke: Sonata Undine in mi minore op. 167
F. Poulenc: Sonata per flauto e pianoforte
Sarah Rulli, flauto; Eugenia Tamburri, pianoforte
INGRESSO LIBERO
L'iniziativa rientra tra gli eventi del Laboratorio di linguaggio musicale 2013.
Un quadro complessivo dei prossimi appuntamenti è disponibile sul nostro sitowww.r3o.org a questo link.
Roberto Pujia - Presidente
Valerio Vicari - Direttore Artistico




lunedì 18 novembre 2013

Giants

giganti sulle mure megalitiche...



(resti e mura megalitiche dell'antichissima città di Norba, sui primi contrafforti dei monti Lepini. dopo salita di 450 mt)


intrigantissimo...



Gustosissimo film, tutto giocato su un palcoscenico deserto, a parte i due protagonisti, impegnati in un raffinato scambio di ruoli....e non dico altro ! Del resto Polansky è un grande regista, non delude le mie aspettative !
Anche se stavolta sembra che si sia fatto prendere la mano dalle femministe !!!

Da Wikipedia: Leopold von Sacher-Masoch (Leopoli 27 gennaio 1836 - Lindheim 9 marzo 1895),  è stato un giornalista, romanziere e scrittore austriaco di origini spagnole ed ucraine.
Una raccolta di Sacher-Masoch pubblicata nel 1901
Laureato in giurisprudenza fu anche narratore e autore di romanzii realistici di ambiente galiziano ed ebraico  (L'ultimo re dei Magiari, 1867; Racconti galiziani, 1876; Storie di ebrei polacchi, 1886).
Deve la sua fama ai romanzi erotici (Venere in pelliccia 1870, Le messaline di Vienna, 1874; Falso ermellino, 1873-1879; Donne crudeli, 1907 postumo) nei quali viene descritta la parafilia che gli fu tipica, e che Richard von Krafft-Ebing chiamò successivamente masochismo.)

venerdì 15 novembre 2013

Un altro museo...ieri

ll MACRO di via Nizza 138 si trova nel quartiere romano Salario-Nomentano e occupa parte del complesso che fino al 1971 la Società Birra Peroni impiegò per le sue attività di produzione. La struttura fu realizzata da Gustavo Giovannoni e rappresenta un raro esempio in città di archeologia industriale.

Cessate le attività del Birrificio, nel 1974 la Società elaborò insieme al Comune di Roma un piano di recupero con inclusa la cessione di una sua parte al Comune stesso per la realizzazione di servizi pubblici di quartiere. Tale cessione avvenne nel 1983.

In seguito ai lavori di recupero del complesso — svoltisi tra il 1995 e il 1999 — la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea venne a occupare una parte del lotto, totalmente insufficiente sia in termini espositivi che di deposito delle collezioni. Il concorso di progettazione, indetto nel 2000, rispose non solo a queste necessità ma anche a quelle di ridefinire l’immagine e il funzionamento dell’intero complesso, con nuovi spazi rispondenti alla eterogeneità della produzione artistica contemporanea sempre e comunque nell’ambito di un sistema di relazioni e connessioni con gli spazi già esistenti nonché con lo spazio urbano circostante.

L’intervento di Odile Decq, l’architetto francese vincitore del concorso, ha conferito al Museo un sistema dinamico di articolazioni e collegamenti molteplici; i grandi spazi quali le sale espositive (che occupano uno spazio complessivo di 4350 mq), il foyer, l’auditorium e la terrazza (o giardino panoramico) sono collegati da scalinate,  ascensori,  ballatoi e passaggi che oltre a offrire prospettive tangenziali e punti di vista sequenziali rendono l’esperienza dell’architettura del Museo dinamica, attraente, sempre nuova e diversa



fino all'8 dicembre ospita la XII edizione di FOTOGRAFIA - Festival Internazionale di Roma.
"Tema della XII edizione è VACATIO: sospensione e assenza in fotografia, per riflettere sull’atto di fotografare, sulla specificità della disciplina – anche in relazione alle nuove tecnologie –, sul concetto di sottrazione e sul confine tra la fotografia e le altre arti. 
Asciugare tutto, arrivare all’assenza come essenza. Rispettare la condizione individuale e di solitudine. Su questi nuovi scenari labili, l’idea è di ricostruire un tessuto forte della fotografia d’autore ricominciando a lavorare sulle singole identità. In un’epoca di “vacatio” istituzionale è necessario ripartire dal bisogno di testimoniare, di combattere nuove e vecchie assenze nel mondo, interrogandosi su quanto la fotografia possa spaziare anche in terreni non reali."

venerdì 8 novembre 2013

Jaune

Sono una persona emotiva, che comprende la vita solo poeticamente, 
musicalmente, nella quale i sentimenti sono molto più forti di qualsiasi ragione.

Sono così assetata di meraviglia che solo lo straordinario ha potere di su me.


(Anaïs Nin)