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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


giovedì 6 settembre 2012

risp a giorgio giorgi

mi fa molto piacere che tu (lei?) consideri in questo modo quel libro...cioè mi fa piacere di condividere.

in effetti sin dalle prime pagine di questa ri-lettura sono rimasta basita dell'abbondanza di cose buone. e talmente dense di significati da dovermi fermare sin da subito a pensarci, e sviluppare le riflessioni.

poi ho avuto come l'impressione di guardare un altro episodio di quella bella serie di films di Kieslowsky, Il Decalogo.. poeticissimi, pure nella contemplazione della realtà più assoluta che diventa quasi arcana.


Ci sono altre parti che a questo punto mi piacerà commentare.

Non vedo bene - ancora - il nesso tra la cum-passio e Narciso...tuttavia se ora vado a leggerti (la)
ci potrei riuscire.

Sì immagino che potremmo darci  per davvero il 5...a Modena ci sono passata spesso ultimamente, ma senza scendere dal treno, proseguendo.

2 commenti:

giorgio giorgi ha detto...

Beh, il problema fondamentale di Narciso è proprio la mancanza di cum-passio...

nellabrezza ha detto...

Ah ecco. Vedere solo la propria immagine, riflessa, e mai quella dell'altro. Il contrario esatto di compassione.