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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 7 agosto 2012

grotta Chauvet

per caso ho scoperto, ieri in internet, che il famoso regista Werner Herzog ha fatto un lungometraggio su questa bellissima grotta famosa per le bellissime pitture rupestri, scoperta in Francia nel 1994.
e l'ho dunque visto, il corto.
bellissimo. pieno di misticismo...entrare in questi posti facilmente induce a ciò. queste figure, insieme alla bellezza estrema delle concrezioni di stalattiti e stalagmiti, alle orme impresse da decine di migliaia di anni sul suolo roccioso, ai giochi di luce che si originano per la difformità delle pareti, sono molto suggestive, al punto che si è quasi sicuri  che questa grotta fosse un luogo di culto, tanto forte è la spiritualità che emanano....
era il filmato del lavoro di un team di scienziati che eccezionalmente hanno avuto la concessione di entrare dentro questa meravigliosa grotta, peraltro chiusa, sigillata. lo stesso fiato delle persone che li visitano ne compromette irrimediabilmente lo stato di conservazione (infatti le grotte di Lascaux sono state definitivamente chiuse al pubblico).
dopo il filmato m'è tornato in mente un piccolo sogno che accarezzo da tempo, nel solco del viaggiare..: mi piacerebbe seguire una traccia, la traccia degli alfabeti, delle lingue, delle lettere ... come delle rappresentazioni fiigurative divennero simboli e poi alfabeto. cioè come un concetto rappresentato visivamente, con un simbolo che riproduceva l'oggetto, o l'animale, si trasformò in suono, e poi con altri suoni divenne parola.
a partire dalle rappresentazioni figurative antiche sulle rocce, come quelle della Valcamonica, di Capo di Ponte, e poi magari le grotte di Lascaux, ed un Museo in Francia sugli alfabeti del mondo.
beh idee sparse che forse troveranno un giorno concretamento.

vi lascio il link...magari in qualche afosa serata vi va di vederlo... http://www.nowvideo.co/video/20e1423630032

3 commenti:

leggerevolare ha detto...

che pensiero bello

Alessandro Madeddu ha detto...

Quei graffiti sono una delle cose più commoventi che io abbia mai visto, purtroppo solo in illustrazione. Al di là dei canoni estetici, della perizia degli esecutori (fenomenale): con che precisione sapevano vedere gli animali e il loro movimento! L'umanità era agli albori, già aveva i suoi artisti.

nellabrezza ha detto...

sì alessandro, e questo era un luogo di culto, ed ha conservato tutta l'aurea di misticismo che aveva così tanto tempo fa...