...

"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


venerdì 6 luglio 2012

dal maestro...

L'attaccamento che nasce dall'affetto
Guardati dall’attaccamento
che nasce dall’affetto
perché separarsi da chi
ci è caro è doloroso;
se invece non assecondi
né osteggi l’affetto
non ci sarà schiavitù.

(Dhammapada strofa 211)

Possiamo provare affetto ma quanto siamo liberi nel modo di relazionarci a questi sentimenti ?
Con il Dhamma possiamo sentire quel che sentiamo e conoscere la verità dei sentimenti: non sono la cosa ultima e non è saggio attaccarsi e perdersi in essi. Quando ci attacchiamo ai sentimenti li distorciamo. In un momento di attaccamento al piacere abbiamo una sensazione di aumento di godimento, ma se non siamo abili nella presenza mentale, non vediamo la delusione che stiamo incamerando per dopo. Le condizioni cambiano, il piacere svanisce, e il senso dell’io, che gode del piacere, pure svanisce. Allo stesso tempo, generiamo una tendenza ad attaccarci, e a perderci, nelle sensazioni spiacevoli. Piacevole o spiacevole, una sensazione è una sensazione, ci attacchiamo a una e ci stiamo attaccando a entrambe. Riflettendo su questa strofa, possiamo scoprire che permettere consapevolmente a quel che sentiamo di arrivare e andare non diminuisce la gioia. In effetti, la libertà di sentire qualsiasi cosa sentiamo senza essere limitati dall’impulso ad aggrapparci è il sentiero che conduce fuori dalla schiavitù.

Fonte: Ajahn Munindo

3 commenti:

keiko ha detto...

Come è difficile per me capire queste parole: sono una persona più viscerale che razionale ed è perfettamente vero che in qualche modo si diventa schiavi di chi si ama e si perde la lucidità di pensiero.
A volte penso che dovrei essere più razionale, ma è troppo lontano dalla mia indole.
Qual'è il tuo personale punto di vista?

nellabrezza ha detto...

è difficile anche per me, ed ho chiesto ulteriori spiegazioni al maestro... sono anche io viscerale e dimentico tutta la mia razionalità, specie negli innamoramenti. è provato che scelgo il contrario di ciò che "dovrei"..tuttavia so lasciare andare le persone, so distaccarmi, se l'altro lo desidera, e so distaccarmi dalle cattive situazioni. so che aspettarsi un "cambiamento" è assurdo. lo so a livello razionale, credo. ma lo sento a livello istintivo.

leggerevolare ha detto...

UNA RIFLESSIONE MOLTO MATURA E CONSAPEVOLE direi... difficile da fare se non dopo tante delusioni - il disincanto aiuta