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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


lunedì 7 maggio 2012

autenticità della comunicazione

se un atteggiamento giusto per cercare di essere autentici nella comunicazione è ascoltare attentamente chi ci parla, allora già la scelta di scrivere un blog, in cui si ascolta principalmente se stessi, è andare nella direzione contraria alla ricerca di una comunicazione "autentica".

ci ho pensato tante volte sul motivo per cui scrivo un blog. principalmente credo che sia stata la sensazione di non essere ascoltata. una frustrazione lunga anni, che mi ha portato a negare la comunicazione profonda alle persone che, secondo me, non mi ascoltavano. le persone più care intorno, che volevano sempre privilegiare la comunicazione superficiale.

sì è stato questo. la possibilità di farsi ascoltare senza un immediato contraddittorio. che quando si parla tra amiche ed amici si è continuamente interrotti e si perde il filo del discorso, e ciò che volevamo dire si perde nei meandri infiniti che la conversazione prende quando è un dialogo..
la possibilità di continuare la comunicazione profonda, senza essere continuamente sviati su piani superficiali.
leggo che moltissimi sviano continuamente sul piano superficiale per timore della comunicazione profonda. sì è proprio così che accade...

1 commento:

antonypoe ha detto...

già parlare di comunicazione autentica è sintomatico. conosciamo (plurale maestoso :) i pregi e difetti di questo strumento. occorrono (qui come altrove) motivazioni, tempo, volontà, attenzione, ecc.
è una possibilità da sfruttare. si può farlo in tanti modi. ciao