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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


venerdì 27 aprile 2012

decalogo 1 e vivere

Sto vedendo un film. In 10 episodi. Il Decalogo di Kieslowski. I cinefili capiranno...
Riporto una breve critica...ma tanto non servirà, il film è tutto da vedere, anzi da ascoltare. I dialoghi sono bellissimi e commoventi...quasi fossero VERI.


"I colori di Decalogo 1 sono il grigio del lago e del cielo che sovrasta una Polonia invernale, il bianco della neve e dell'innocenza di Pawel (il bambino figlio del protagonista Krzysztof), il nero della morte e del senso di colpa del padre. Il film scorre lento nei suoi cinquanta minuti, alternando dialoghi misurati e intensi ad altrettanto significativi silenzi e a primi e primissimi piani che fanno riflettere.
Kieslowski gioca sul sottile confine che separa la realtà quotidiana dall'Oltre metafisico, confonde dimensione fenomenica e dimensione noumenica attraverso segnali subliminari: un uomo misterioso seduto vicino al lago, una boccetta d'inchiostro che si rompe all'improvviso (ecco ancora il colore nero che si sparge irrimediabilmente sulla carta bianca), lo schermo di un computer che si accende da solo e quasi risponde all'interrogazione umana.
Tutto ruota attorno all'eterno conflitto fede vs ragione, rappresentato a tinte nette dalla coppia di fratelli Krzysztof, ateo e razionalista, e Irene, cattolica. In alcune scene vediamo Pawel incuriosito dal mistero della morte e dal concetto di “anima”, fare domande sia al padre che alla zia, e ascoltarli con uguale attenzione e fiducia...." 


dal film: " Si vive per facilitare la vita a quelli che vivranno dopo di noi"

e ancora: " Vivere è la gioia di poter fare qualcosa per gli altri...per sentirti utile. Oggi ti sono piaciuti i miei ravioli ed io sono stata felice di ciò"...

1 commento:

Renata_ontanoverde ha detto...

a volte si vive soprapensiero!