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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


giovedì 19 gennaio 2012

lavorare

lavorare tutti, lavorare meno.


non farsi strumentalizzare dalla pubblicità, non sentirsi frustrati se non si possiedono mille cose, se non si è "belli"  e perfetti come le persone della pubblicità.


finchè non capiremo ciò non conquisteremo nulla...

7 commenti:

antonypoe ha detto...

una vita che le penso queste cose.
buona giornata

Carlo Volebele Vay ha detto...

Da sessantottino ancora in servizio (malgrado i vari acciacchi ideologici e le delusioni)e che conserva ancora nella sua biblioteca "Avere o essere" di Herbert Marcuse, non posso che condividere la tua tesi.
Ciao

Linda ha detto...

Diciamo che a parlà so' bboni tutti...
(nella vita vera, ciascuno tiene al proprio orticello, conto in banca, casa di proprietà e vita agiata).
Scusa la cattiveria.

nellabrezza ha detto...

Antony: sarà una vita che la pensi così ma nella realtà sei uno stakanovista, e per tua precisa scelta. dunque tutto è rimasto allo stato "ideologico"... non pratico. e sei anche piuttosto arrabbiato con tutti quelli che, secondo te, non lavorano tanto quanto te...addirittura vorresti abolire le ferie ! questo è ciò che so di te, per quanto io possa conoscerti...

nellabrezza ha detto...

Cari Carlo e Linda, è vero sono belle parole, che spesso rimangono soltanto tali. E' vero anche che un livello minimo di stare bene è diritto di tutti gli esseri umani. Tuttavia ci sono tante e tali discrepanze tra chi fatica moltissimo tutta una vita e chi possiede già tutto e non fa che rinnovarlo continuamente sprecando le risorse del mondo.
Sarebbe utile una riflessione comune, sulla decrescita felice per esempio. Poichè il futuro ci condurrà inevitabilmente - non tutti è ovvio - in quella direzione.
A volte penso che questa "decrescita felice" se la siano inventata proprio per indorare la pillola a chi la sentirà proprio amara, non avendola mai sperimentata prima.

elenamaria ha detto...

neppure qui so lasciare i commenti nel posto giusto
non guardo televisione, leggo pure poco perchè mi sto a ceca' lavoro tanto e penso che il lavoro renda l'uomo simile ad una bestia ma nel senso brutto, chè le bestie non sono brutte
anzi
sono più belle di noi
avevo una casa e mezza, non le ho più
avevo un po' di salute ma non l'ho più
non sono bella fuori e neppure dentro
ho il cuore avvelenato e la testa cariata
l'anima si è persa sotto qualche calcinaccio
ma quello che ormai ripeto alle mie precedenti considerazioni è
'sticazzi
tanto devo mori'
ciao

nellabrezza ha detto...

ah ah ! mi fai ridere elenamaria, anche se il tuo commento è un pò triste. ma le ultime righe mi fanno ridere. cc'hai raggioneee!!

forse non ho capito bene il tuo commento ma checcefrega ?? il weekend è appena cominciato (per chi lavora)...