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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


giovedì 24 maggio 2018

Ultimo tango a Parigi

che capolavoro !! appena visto, restaurato nei colori da Storaro...


un film di tante riflessioni ...sull'amore anche.

una critica totale della famiglia intanto..della società borghese. in quegli anni era al culmine la critica, me lo ricordo.
la celebre scena che fece tanto scalpore è in fondo un tributo all'esecrazione della negatività dell'istituzione, un rito attraverso cui far odiare la famiglia e la morale borghese...calpestando la ragazza e attraverso di lei il sistema..
lui tutto il tempo parla di famiglia equiparandola a quella violenza che sta infliggendo alla ragazza...risentendola tutta dentro di sé anche, mentre la infligge a chi è più debole, come è stata inflitta probabilmente a lui quando era piccolo e fragile.

un uomo al massimo del fascino..Marlon più bello che mai !! un godimento vederlo, sentire attraverso gli occhi la sua fisicità, la sua pelle, la pesantezza del suo corpo e insieme la bellezza di stanco uomo maturo, ma ancora molto molto bello e consapevole di esserlo... fascinoso in qualsiasi gesto anche quando si abbandona scompostamente..

Il film restaurato con dei bellissimi colori caldi, una fotografia eccezionale...contrasti tra luce ed ombra esaltati al massimo eppure nello stesso tempo morbidi.

poi la grande sofferenza (di lei) dell'abbandono...

e poi lui che torna... dopo aver evitato accuratamente di non esprimere il suo amore, dopo averle imposto di non sapere nulla l'uno dell'altra, dopo averla abbandonata dopo averne ottenuto l'amore incondizionato..lui torna. ed è convinto e felice e vuole quell'amore ad ogni costo a qualsiasi prezzo.

ma lei improvvisamente si rende conto che è solo un vecchio ridicolo e che l'ha esaltato troppo ..che la vaghezza ed ambiguità di lui lo rendevano attraente..ed invece lui è soltanto "un maitre d'hotel"...dice lei con disprezzo e anche dolore di essere stata ingannata, di essersi ingannata da sola!

poi ha paura di quell'amore e fa quel gesto crudele ed orrendo di ucciderlo. sconsideratamente. gesto di gioventù estrema e di incoscienza estrema.

venerdì 4 maggio 2018

Bacco tabacco e Venere


Bacco tabacco e venere...
riducon l'uomo in cenere !!


la prima volta che lessi questo detto fu in un libro di Cronin - ci fu un periodo in cui adorai Cronin !! proprio dopo aver letto quel suo famoso libro, in cui  durante un viaggio alle Canarie, su un transatlantico più della scoperta geografica che mi attendevo scoprii le umane debolezze....assai ben descritte da Cronin.

Che impressione mi fece all'epoca questo libro!... Ma non dovevo avere più di 12 anni credo.
Già i viaggi mi affascinavano molto!! Ma era un viaggio nell'uomo questo ...anche se lo presi attratta dal viaggio alle Canarie del titolo !!


Chi l'avrebbe detto che poi le avrei visitate decenni più tardi??! e con assai meno poesia di quando lessi il libro...sebbene sempre gran bel viaggio di scoperta, anche della gente che abita queste isole avvolte da un alone di favola..

giovedì 3 maggio 2018

Haiku on a Plum Tree

Visto questo film ieri sera, proiettato solo ieri sera. Una produzione indipendente. Racconta la prigionia in Giappone nel 1944 della famiglia di Dacia Maraini, la famosa scrittrice.

Recentemente la figlia di sua sorella Toni, vissuta con lei da bambina nel campo di prigionia, ha voluto realizzare questo film, sulla madre e sulla zia e
sulla nonna Topazia... il nonno, Folco Maraini, padre di Dacia e della madre di questa donna che ha realizzato il film (Musja) lavorava all'Università di Tokio quando ci fu l'armistizio e il governo Badoglio. Non volle firmare per schierarsi, come gli fu richiesto, e dunque fu imprigionato con la moglie e le tre figlie piccoline.

Un documento molto interessante per ciò che racconta, ed un bel film per come è stato montato, e per la testimonianza di questa famiglia - formata in prevalenza da donne - testimonianza resa dai diari della nonna della regista, Topazia, dai ricordi della madre Toni e della zia Dacia e dell'altra zia defunta Yuki, nata proprio in Giappone.

Il padre di Dacia Maraini, Fosco, scrisse un libro per raccontarla. Lo incontrai, il libro, in biblioteca. Lo presi ma lo lessi a metà.

Ad un certo punto mi stancai e lo mollai. Un tomo di più di 400 pagine.
Che ad un certo punto mi stancò.

Ma vedere raccontare questa famiglia al cinema è stato assai più coinvolgente e commovente a tratti... le donne hanno un modo molto più intimo, penso, di raccontare. 
Proprio nella scelta delle tematiche si sente grande differenza.
E certo questa era una vicenda umana, molto umana, al di là della valenza politica.

Forse mi è più congeniale. Ma sempre la politica e la realtà si mescola indicibilmente ai sentimenti ed alle vicende squisitamente umane.

Bella la capacità delle donne di cogliere questo intreccio !!!

giovedì 5 aprile 2018

bolla

molti film e molti spettacoli teatrali trattano di guerra..di politica scontata dalle persone.

anche ieri questo film Foxtrot - drammatico - mi dà l'impressione che in Italia ed in Europa siamo in una bolla di pace, e che il resto del mondo sia solo una distesa di guerre di rovine e di fame...


in particolare nel film mi ha colpito la spaventosa la determinazione del sacrificare i figli, anche i primogeniti, anche l'unico figlio, alla guerra, alla mobilitazione di guerra, alla difesa dei "confini"...nella migliore tradizione biblica ovviamente... questa determinazione inflessibile, questo destinare alla morte, inscindibile dall'essere un popolo...


giovedì 29 marzo 2018

cammino...

“mi sono convinto che non viaggiamo per raggiungere qualcuno o qualcosa, ma per soddisfare una pulsione primaria scolpita nei meandri del nostro DNA, come fosse il bisogno di bere o respirare. E ho cominciato a considerare gli abituali sogni a occhi aperti davanti a un atlante non solo come una mia personale fissazione, ma la naturale attitudine del pronipote di una stirpe quadrupede.”


di nuovo in cammino..

auguri a tutti  


mercoledì 21 marzo 2018

Antonia poetessa

« Triste orto abbandonato l'anima
si cinge di selvagge siepi
di amori:
morire è questo
ricoprirsi di rovi
nati in noi »
(Antonia Pozzi, da Naufraghi, 19 dicembre 1933)

Oggi la giornata della poesia. Celebro così, dopo aver visto il film sulla vita di questa poetessa che non conoscevo, poco fa.

mercoledì 14 marzo 2018

una vera prova

non so se l'ho già scritto in passato...

penso che una vera efficace prova d'amore sia il tempo dedicato.

il tempo proprio dedicato a quella persona.

una grande prova.