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"Non possedere
qualcosa che si desidera

è parte essenziale della felicità"


martedì 11 settembre 2018

Spiritualità


Dicono le guide che è un popolo molto spirituale. 
Certamente è facile sentire in quegli spazi immensi che esiste un mondo oltre il nostro, quello percepito... di cui abbiamo solo un pallido sentore.
Ho provato delle belle emozioni ... e quando quelle nuvole di primo mattino laggiù sul mare hanno formato un castello- solo per me, invisibile dopo pochi attimi...ho capito il significato..del "popolo nascosto".. delle presenze ...dei folletti dei troll... è la deserticità forse che stimola un acuirsi delle sensazioni...

Quella notte nel cottage di campagna che era una vecchia casa di campagna molto vissuta, con i loro mobili le loro foto antiche di famiglia, era come se all'improvviso fossero andati via gli abitanti. Ci si sentiva veramente "a casa" lì.
Una delle mie amiche la mattina dopo ha raccontato di aver sognato che la casa era piena di persone, di bambini e che noi cinque ospiti non potessimo neppure camminare nel soggiorno, impediti da quella folla di persone che erano lì... ho pensato subito che fossero davvero le anime dei tanti bambini che sicuramente erano vissuti lì, che sicuramente erano nati in quella casa di campagna li nei tempi andati...e che magari noi non vedevamo... come nel film The Others.

Non ho paura. Non ho credenze. Dico solo che è stato un sogno molto strano. In quell'ambito...in cui io mi sentivo molto sensibile nel percepire.

Non-lavoro





Non lavorano più molto penso gli Islandesi....io non ho visto gente al lavoro da nessuna parte. (Del resto i paesi nordici tutti sono arrivati già a capire ed a mettere in pratica  l'orario lavorativo ridotto, che per la felicità delle persone può e deve essere ridotto...!!)

Nei bar ad esempio il commesso si limita a darti il resto per ciò che hai ordinato....non si muove da dietro la cassa. Al massimo ti dà un bicchiere vuoto pulito di carta. Ti servi da solo, per tutto, il caffè e l'acqua per il tè sono già pronti in grandi termos, le palette rigorosamente di legno per mescolare sono lì pronte, così gli zuccheri, ed altri dolcificanti...ti porti tutto al tavolo, da solo come in una mensa, da bere da mangiare... e puoi stare al tavolo quanto ti pare non c'è mai la fila ovviamente.
Anche nei bagni non c'è nessuno e ce ne sono molti di bagni, deserti! Un sollievo non avere sempre gente sul collo come qui invece !

Però finito di bere e/o mangiare devi sparecchiare, e gettare tutto nei cestini appositi. E magari lasciare anche pulito il tavolo.

Ibaristi le bariste non fanno NULLA.

Sono cortesi ma non collaborativi o leziosi come qui che ti sventolano col ventaglio se hai caldo.

Tutta una non-cultura del turista insomma !


A me è piaciuta, non mi disturba!

Inoltre, niente torpedoni. Niente hotel a più piani.
Niente cartelli pubblicitari niente niente niente cartelli pubblicitari in tutti i posti e lungo tutte le strade !!

Niente paesi. Ogni tanto - ma tipo ogni cento km - un posto dove far benzina, e  c'è il supermarket e il "bar" ..e il meccanico o il gommista.

Poi il resto è silenzio e deserto. e una natura possente.

Veramente lo spirito si innalza così.








lunedì 10 settembre 2018

Scrittori dai nomi impronunciabili

Iniziato Halldor Laxness.. una bella quasi-saga del mondo islandese dello scorso secolo...Gente indipendente è il titolo e infatti quasi tutto il racconto mostra quanto sia forte la spinta all'indipendenza e come attraverso quali (tanti) sacrifici la si possa raggiungere...sono nella parte in cui Biarthur riceve la mucca, o meglio accetta finalmente di averla,  e finalmente la moglie migliora dalla malattia e riesce ad alzarsi per accudire i tre figli soltanto bevendo il latte...alimento evidentemente necessario.

Nel fine settimana però ho interrotto la lettura di Laxness (nato nel 1902 e morto nel 1998 - il suo libro è uscito nel 1934 in Islanda ed ha vinto il Nobel nel 1955, in Italia è stato pubblicato nel 2004) 
ed ho iniziato e finito un altro libro di una scrittrice finlandese, Audur Ava Olafsdottir (nata nel 1958)  : Rosa candida, un romanzo assai più leggiadro di Laxness. Mi è piaciuto molto. Una scrittura tutta femminile, con amore verso il mondo vegetale e tanti stati d'animo, ed affetti, sebbene a parlare in prima persona sia un giovane uomo ventenne. Un romanzo che ha vinto molti premi letterari, come avverte il risvolto del libro, tutti a me sconosciuti peraltro.

L'ho finito ieri sera. Così stamattina in treno ho iniziato Hallgrimur Helgason (1959) Anche questo un romanzo, ma dinamico, scoppiettante, molto moderno, all'inizio l'ambientazione è New York....  

Una sorpresa carina è stata trovare stamattina un amico che ha iniziato a leggere Laxness. 
Rappresenta uno stimolo nuovo leggere letterature così lontane da noi.
Ma c'è una passione in comune ovviamente... l'amore della libertà, dell'essenzialità e dei grandi spazi aperti e della natura.

mercoledì 5 settembre 2018

Poesia

Vieni
inseguimi fra i cunicoli della mia mente
tastando al buio
gli spigoli acuti delle mie paure.
Trovami nell'angolo più nero
osservami.
Raccoglimi dolcemente
scrollando la polvere dai miei vestiti.
Io ti seguirò.
Ovunque.

Saffo

martedì 4 settembre 2018

Ed ora ..gli scrittori



E dopo la natura ed il viaggio ...gli scrittori. Per entrare appieno nello spirito dei luoghi.

I loro nomi impronunziabili. Vi dirò poi...



lunedì 3 settembre 2018

Segni





Durante questo ultimo viaggio non sono mancati segni.. 
Come tanti anni fa in suolo francese.
Stavolta ero completamente sola a cogliere e serbare per me. 
Ora un pò a fatica lo scrivo qui- ho provato grandi emozioni. 
Come se la natura mi parlasse un linguaggio antico ed arcaico.

Tutta la magia ho sentito...


Come questo castello apparso improvvisamente tra le nuvole e poi scomparso per tutti. Apparso solo a me, sola.

S. con R.






Mentre S., una graziosa ragazzetta di meno di trentanni parlava, e raccontava, M., la mia amica 63enne le faceva un piccolo interrogatorio, come fa sempre lei, curiosa delle persone nuove, delle conoscenze recenti..e nello scorgere un tatuaggio con un nome di uomo nella parte interna del braccio di S., che era lì con un fidanzatino tanto bello ed innamorato, M.immediatamente partiva all’attacco a chiedere chi fosse quell’uomo, lei è sempre intrigata delle storie d’amore, reputandosi infelice nelle sue, come molte donne.
Il racconto che è seguito mi ha fatto piangere fino al punto che sono andata a nascondermi
nella toilette dell’aereo.
 Perché mi vergogno a far vedere la facilità con cui piango. Perché mi disturba far vedere le mie fragilità, le mie emozioni forti.
L’uomo il cui nome S. porterà sempre  su di sé ed il cui ricordo porterà sempre con sé, era il suo fidanzato da dieci anni, morto all’improvviso in un incidente stradale qualche anno prima.

Abbiamo, ho, sentito tutto il dolore di S..
 Le lacrime sono apparse insieme nei nostri occhi.
Sono fuggita.

A volte mi dà persino fastidio essere così in empatia con le persone.
Quella ragazza, S. mi ha toccato il cuore.
La ricorderò per sempre e con tanto affetto, nonostante sia stata e rimarrà solo una conoscenza perché abita lontano, lontanissimo.